Mercoledì 27 maggio 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace, organizzata dai Vice Presidenti Gian Enzo Duci ed Enrico Molisani, moderata da Gian Enzo Duci e che ha visto come relatori Tomaso COGNOLATO – Presidente ASSITERMINAL, Marcello CALAMARÀ – Vice Presidente SPEDIPORTO, Alessandro CAVO – Presidente CONFCOMMERCIO Genova, Davide FALTERI – Presidente FEDERLOGISTICA, sul tema:
“GENOVA CHIAMA ITALIA:
Terminal portuali quale cerniera e hub di sviluppo di città, porti, navi e merci e servizi crocieristico/turistici”
L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto a tre nuovi Soci: Alberto Mariotti (Aviocons S.r.l.), Fabrizio Tedeschi (BMI Marine MGA S.r.l.) e Filippo Vincis (TGD Consolidation Italia).
La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, dedicato al ruolo strategico dei terminal portuali nello sviluppo economico delle città, della logistica e del turismo crocieristico.
Sono poi intervenuti Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria, il Consigliere comunale Vittoria Canessa Cerchi in rappresentanza della Sindaca Silvia Salis e l’Ammiraglio Antonio Ranieri, Comandante del Porto di Genova, che hanno portato i saluti istituzionali.
La Presidente ha quindi dato la parola a Gian Enzo DUCI, che ha introdotto i principali temi della serata spiegando che la serata nasce come confronto tra mondo portuale, logistico e commerciale, con l’obiettivo di mettere insieme esperienze diverse e punti di vista nazionali e locali.
Nel suo intervento introduttivo, ha ricordato che il terminalista in Italia nasce con la legge 84/94 e che negli anni il settore è cambiato profondamente, passando da una gestione pubblica a un sistema con operatori specializzati e gruppi internazionali. Ha anche sottolineato il ruolo sempre più centrale della logistica nell’economia moderna.
Ha poi introdotto il tema dedicato alle crociere evidenziando come i terminal passeggeri siano oggi fondamentali per turismo e città portuali, con oltre 15 milioni di passeggeri attesi in Italia nel 2026.
Il moderatore ha poi osservato che il turismo crocieristico porta benefici economici ma crea anche sfide nella gestione dei flussi in città.
Ha inoltre richiamato il container come elemento chiave della globalizzazione, ricordando il suo impatto storico sul commercio mondiale e sullo sviluppo dei porti.
Il Presidente Tomaso COGNOLATO ha aperto il suo intervento sottolineando l’importanza del dialogo tra istituzioni, terminalisti e operatori della logistica. Ha spiegato che il terminal portuale è il collegamento fondamentale tra mare e terra, un ruolo spesso poco visibile ma essenziale per tutta la catena logistica.
Il relatore ha ricordato il ruolo svolto dai terminal durante la pandemia da Covid-19, quando il settore logistico e marittimo ha continuato a lavorare per garantire l’arrivo di merci e beni essenziali. Ha ricordato anche la partenza da Genova, nell’agosto 2020, della prima nave da crociera dopo il lockdown mondiale, resa possibile dalla collaborazione tra istituzioni, compagnie marittime e terminalisti.
Nel suo intervento ha richiamato anche il valore storico dei terminal passeggeri italiani, parlando in particolare della stazione marittima di Napoli, inaugurata nel 1936 e diventata nel tempo un importante punto di collegamento internazionale. Secondo il relatore, porti e terminal sono sempre stati strumenti di connessione tra l’Italia e il resto del mondo.
Ha poi evidenziato la complessità del sistema portuale italiano, spiegando che gli operatori devono confrontarsi ogni giorno con numerosi enti e regole spesso diverse da porto a porto, situazione che rende il lavoro più complicato.
Nonostante queste difficoltà, il relatore ha sottolineato la capacità dei terminalisti italiani di affrontare le sfide e trovare soluzioni efficaci, citando Genova, Trieste e Napoli come esempi di porti strategici per il sistema nazionale.
Ha terminato il suo intervento sostenendo che porto e terminal rappresentano il “biglietto da visita” di una città e di un Paese verso il mondo. Secondo lui, l’efficienza nella gestione di merci e passeggeri è decisiva per la competitività dell’Italia rispetto ai principali concorrenti internazionali.
Gian Enzo Duci ha poi introdotto Marcello Calamarà, vice Presidente di Spediporto, chiedendogli di concentrarsi soprattutto sul tema dei containers e su come funzionano oggi i flussi delle merci nei porti.
Nel suo intervento, Marcello CALAMARÀ ha così parlato dal punto di vista operativo e imprenditoriale, ricordando la propria esperienza di oltre quarant’anni nel settore delle spedizioni e della logistica. Ha richiamato l’attenzione sul sessantesimo anniversario del primo container arrivato a Rotterdam, definendo il container una delle più grandi rivoluzioni del commercio moderno, anche se spesso poco conosciuta dal grande pubblico.
Secondo Calamarà, il container rappresenta molto più di una semplice “scatola” per il trasporto: al suo interno si muovono merci, industrie e beni destinati alla vita quotidiana delle persone. Ha evidenziato come gran parte dei prodotti utilizzati ogni giorno venga trasportata attraverso i container e i terminal portuali.
Ha inoltre ricordato le profonde trasformazioni vissute dal settore negli ultimi decenni, con particolare riferimento al periodo successivo alla pandemia da Covid-19. In quella fase, secondo il relatore, i costi del trasporto marittimo e della logistica sono aumentati in modo molto significativo, con effetti diretti sull’economia e sui consumatori.
Ha spiegato che il ruolo degli spedizionieri è strettamente legato alla tutela della merce e al controllo dei costi che incidono sull’intero sistema economico. Per questo motivo, l’attività delle associazioni di categoria non riguarda soltanto gli operatori del settore, ma anche la difesa dell’equilibrio economico e della competitività del sistema produttivo italiano.
Infine, il relatore ha ribadito che il container e il sistema terminalistico sono elementi centrali del commercio globale e della vita quotidiana, poiché permettono la movimentazione delle merci e il funzionamento delle filiere industriali e commerciali.
Il moderatore ha poi introdotto l’intervento di Alessandro Cavo, Presidente di Confcommercio Genova, chiedendo un approfondimento sul rapporto tra crociere, commercio locale e turismo.
Alessandro CAVO ha spiegato che Confcommercio Genova rappresenta gran parte delle attività legate alla portualità e alla blue economy, dalla logistica alla ristorazione, fino agli alberghi e al commercio.
Nel suo intervento ha ricordato che Genova ha sviluppato la propria vocazione turistica soprattutto negli ultimi vent’anni, grazie anche a eventi come Genova 2004 Capitale Europea della Cultura e al riconoscimento UNESCO dei Rolli.
Il relatore ha sottolineato l’importanza del turismo crocieristico per l’economia cittadina, evidenziando i benefici per alberghi, ristorazione e servizi. Ha spiegato che l’obiettivo deve essere quello di trattenere più a lungo i crocieristi in città e invogliarli a tornare in futuro.
Ha parlato anche della valorizzazione delle botteghe storiche genovesi, considerate oggi un elemento distintivo dell’offerta turistica della città.
Secondo Cavo è fondamentale continuare a fare squadra tra istituzioni, terminal, operatori turistici e commercio per aumentare i flussi turistici e migliorare l’accoglienza, puntando anche sulla valorizzazione dei quartieri e su un turismo sostenibile.
Ha inoltre definito strategico il progetto del Terzo Valico per migliorare i collegamenti con il Nord Italia e rendere Genova più accessibile dal punto di vista turistico ed economico.
Ha concluso dicendo che porto, terminal e blue economy fanno parte dell’identità storica di Genova e rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo della città.
Successivamente Duci ha introdotto l’intervento di Davide Falteri, Presidente di Federlogistica, chiedendo una riflessione sul rapporto tra terminal portuali e logistica.
Nel suo intervento, Davide FALTERI ha sottolineato l’importanza di costruire una visione condivisa tra tutti gli operatori della filiera logistica, evidenziando come negli ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza della necessità di collaborazione tra porti, terminal, spedizionieri, trasportatori e istituzioni.
Ha spiegato che la logistica moderna non riguarda soltanto magazzini e trasporto merci, ma rappresenta un sistema complesso che collega produzione, commercio, infrastrutture fisiche e digitali. Secondo Falteri, il terminal portuale è il punto centrale in cui si incontrano trasporto marittimo, ferroviario, stradale e digitale.
Il relatore ha inoltre evidenziato l’importanza delle infrastrutture, dell’intermodalità ferroviaria e della digitalizzazione per rendere competitivo il sistema logistico italiano rispetto agli altri Paesi europei e mediterranei.
Durante l’intervento ha anche richiamato il tema della semplificazione amministrativa, sostenendo che gli investitori e gli operatori hanno bisogno di regole chiare, tempi certi e collaborazione tra istituzioni per poter sviluppare nuove attività nei porti e nelle aree logistiche.
Il relatore ha poi affrontato il problema della carenza di manodopera qualificata nei settori logistici e portuali, evidenziando la difficoltà nel reperire autisti, tecnici specializzati e personale operativo. Secondo Falteri, sarà necessario investire maggiormente nella formazione, nelle competenze digitali e nel coinvolgimento delle nuove generazioni.
Il relatore ha infine affermato che porti e terminals non devono essere considerati elementi separati dalla città, ma infrastrutture strategiche per la crescita economica, industriale e occupazionale del territorio e del Paese.
Gian Enzo Duci ha ripreso il tema della formazione e del ricambio generazionale nel settore logistico e portuale, coinvolgendo nel dibattito alcuni ospiti presenti in sala.
È intervenuto Eugenio MASSOLO, Presidente dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile, che ha annunciato l’ampliamento degli spazi dell’Accademia e la crescita del numero degli studenti, destinati a raggiungere quota mille. Ha sottolineato l’importanza della formazione tecnica e specialistica per il futuro del settore marittimo e logistico, evidenziando anche la difficoltà crescente nel reperire manodopera qualificata e nel rendere attrattivi alcuni lavori operativi.
Successivamente è intervenuto Bartolomeo Mino GIACHINO, Presidente Saimare, già sottosegretario ai Trasporti, che ha definito la logistica un motore strategico per lo sviluppo economico del Paese. Nel suo intervento ha richiamato il pensiero di Cavour, ricordando come già nell’Ottocento fosse stata compresa l’importanza delle infrastrutture ferroviarie e portuali per collegare l’Italia ai mercati europei.
Giachino ha sottolineato il valore strategico di opere come il Terzo Valico, la nuova diga foranea di Genova e i corridoi ferroviari europei, considerandoli fondamentali per aumentare la competitività del sistema logistico italiano rispetto ai porti del Nord Europa.
Secondo Giachino, l’Italia continua a perdere traffici commerciali e containers a causa di inefficienze infrastrutturali e burocratiche, con effetti negativi sulla crescita economica nazionale. Ha evidenziato come la logistica dovrebbe essere considerata un interesse strategico nazionale, capace di generare sviluppo, occupazione e competitività.
Ha concluso affermando che Genova può diventare un punto di riferimento della logistica europea solo migliorando l’efficienza dei terminal, dei collegamenti ferroviari e dei controlli portuali, riducendo tempi e costi per il movimento delle merci.
Gian Enzo Duci ha chiuso il dibattito chiedendo a Tomaso Cognolato una finale riflessione sul futuro dei terminals e sulla loro evoluzione.
Il Presidente Cognolato ha spiegato che i terminals italiani si sono evoluti da investimenti locali a realtà sempre più integrate e internazionali, attirando grandi gruppi e fondi, e che oggi il settore resta dinamico e strategico per gli investitori.
Ha però evidenziato come il principale freno allo sviluppo sia la complessità burocratica e normativa, che rallenta progetti e investimenti, come per esempio le difficoltà legate a opere portuali e al cold ironing.
Ha concluso che servono regole più chiare, tempi certi e maggiore stabilità, perché i terminals sono investimenti fissi e la competitività dei porti italiani dipende dalla capacità di semplificare il sistema e favorire lo sviluppo.
Al termine della serata, veramente coinvolgente e ricca di spunti, la Presidente Giorgia Boi ha voluto porgere un cordiale ringraziamento a tutti i numerosi partecipanti ed, in particolare, ai relatori ed al moderatore, a cui ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club – Port of Genova.



