IL RUOLO DELLE AREE MARINE PROTETTE: L’EQUILIBRIO TRA CONSERVAZIONE TERRITORIALE E SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO

Mercoledì 1 luglio 2026, il Propeller Club – Port of Genoa, con il Propeller Club – Port of La Spezia, ha organizzato presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace di Genova una riunione conviviale dedicata al tema:

“IL RUOLO DELLE AREE MARINE PROTETTE: L’EQUILIBRIO TRA CONSERVAZIONE TERRITORIALE E SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO SOSTENIBILE”

 L’incontro, organizzato grazie al Consigliere Ing. Lorenzo Pollicardo, ha visto come relatori l’Ammiraglio Antonio Ranieri, Comandante del Porto di Genova e Direttore Marittimo della Liguria, e il Dott. Lorenzo Viviani, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Erano inoltre presenti Alessio Piana, in rappresentanza della Regione Liguria, ed Emilio Robotti, in rappresentanza del Comune di Genova, che hanno portato i saluti istituzionali.

L’incontro è iniziato con l’intervento del Vicepresidente Enrico Molisani, che ha portato ai presenti i saluti della Presidente Giorgia Boi, impossibilitata a partecipare alla serata, salutando e ringraziando gli ospiti e i numerosi partecipanti presenti.
Il Vicepresidente ha poi introdotto brevemente il tema della serata, evidenziando come le Aree Marine Protette rappresentino oggi non solo uno strumento fondamentale per la tutela dell’ambiente marino, ma anche un’opportunità per valorizzare i territori, promuovere un turismo sostenibile e favorire uno sviluppo economico in equilibrio con la salvaguardia delle risorse naturali.

È poi intervenuto il Consigliere Lorenzo Pollicardo, che ha approfondito il tema dell’incontro, evidenziando come la gestione delle Aree Marine Protette rappresenti oggi una delle principali sfide per il futuro: trovare un equilibrio tra tutela dell’ambiente, sviluppo economico e attenzione alle esigenze delle comunità locali.
Ha presentato i relatori ricordando il ruolo fondamentale della Guardia Costiera nella protezione del mare, nella sicurezza della navigazione e nella tutela dell’ambiente. Ha inoltre sottolineato l’esperienza del Presidente Viviani, unita alla conoscenza scientifica, alla gestione del territorio e al rapporto con il mondo della pesca.

Ha poi passato la parola all’Ammiraglio Antonio Ranieri, che ha illustrato l’importanza delle Aree Marine Protette nella tutela del patrimonio marino e costiero.
Nel suo intervento ha in particolare ricordato il grande valore del Mar Mediterraneo, un ambiente ricco di biodiversità ma sottoposto a diverse pressioni, tra cui il traffico marittimo, l’inquinamento e comportamenti poco rispettosi dell’ambiente.
L’Ammiraglio ha anche sottolineato come il mare sia un patrimonio da salvaguardare e lasciare alle future generazioni, spiegando che le Aree Marine Protette non devono essere viste soltanto come luoghi dove vengono introdotti dei limiti, ma come strumenti utili per una gestione più attenta e responsabile delle risorse marine.
Ha inoltre ricordato l’importanza del Santuario Internazionale dei Cetacei Pelagos, nato dalla collaborazione tra Italia, Francia e Principato di Monaco per la tutela degli ecosistemi marini e dei cetacei presenti nell’area.
Ha infine evidenziato il lavoro svolto dalle Capitanerie di Porto nelle attività di controllo, prevenzione e sensibilizzazione all’interno delle aree protette, sottolineando il valore dell’educazione ambientale, soprattutto verso le nuove generazioni.

È seguito l’intervento del Dott. Lorenzo Viviani, che ha illustrato il ruolo del Parco Nazionale delle Cinque Terre e il rapporto tra tutela del territorio, comunità locali e sviluppo sostenibile. Attraverso la proiezione di un coinvolgente video dedicato alle Cinque Terre, ha raccontato un territorio conosciuto in tutto il mondo, ma che non è soltanto una meta turistica: è un luogo dove convivono mare, natura, agricoltura, tradizioni e il lavoro quotidiano delle persone che lo abitano.
Il Presidente ha evidenziato come spesso le Cinque Terre vengano viste solamente come una “cartolina”, dimenticando il contributo degli agricoltori, dei pescatori e delle comunità locali che, con il loro lavoro, contribuiscono alla tutela del paesaggio.
Ha spiegato come il Parco rappresenti un modello particolare di area protetta, dove la presenza dell’uomo non è in contrasto con la tutela dell’ambiente, ma ne è parte integrante. In questo senso ha ricordato il valore dei terrazzamenti e dei muri a secco, elementi che raccontano il rapporto secolare tra uomo e territorio.
Il relatore Viviani ha poi presentato alcuni dei progetti portati avanti dal Parco, tra cui il recupero dei terrazzamenti, la formazione di nuove figure professionali dedicate alla manutenzione dei muri a secco e le iniziative a sostegno delle comunità locali.
Parlando dell’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, ha sottolineato l’importanza delle attività di ricerca e monitoraggio degli ecosistemi marini, anche per comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici. Ha inoltre evidenziato il ruolo dei pescatori locali, che possono contribuire alla tutela del mare attraverso pratiche più sostenibili.
Infine, il relatore Viviani ha ribadito che le aree protette non devono essere considerate soltanto luoghi di divieti, ma realtà dove trovare un equilibrio tra tutela dell’ambiente, turismo e sviluppo economico.

Successivamente si è aperto un ampio dibattito con i presenti, durante il quale sono stati approfonditi diversi temi legati agli interventi dei relatori.
Si è parlato innanzitutto del turismo sostenibile e del fenomeno dell’overtourism. Il Presidente Viviani ha spiegato che la sfida principale consiste nel riuscire a gestire i grandi flussi turistici senza compromettere l’identità dei territori, sottolineando che il problema non è il turista in sé, ma la capacità di organizzare e governare i flussi. Ha inoltre ricordato le iniziative del Parco, tra cui la Carta Europea del Turismo Sostenibile, che coinvolge gli operatori locali nella costruzione di un modello turistico più attento all’ambiente.
Un altro tema affrontato ha riguardato la crescente presenza dei grandi yachts nelle aree marine protette. L’Ammiraglio Ranieri ha evidenziato la necessità di rafforzare le attività di controllo in mare, mentre il Consigliere Lorenzo Pollicardo ha sottolineato l’opportunità di incentivare gli armatori che scelgono soluzioni tecnologiche più sostenibili, favorendo un percorso positivo per il settore della nautica.
Il Presidente Viviani ha inoltre richiamato l’importanza dell’innovazione tecnologica, che deve essere introdotta attraverso un confronto costante con gli operatori del territorio e valutando sempre la concreta applicabilità degli interventi.
Nel corso del dibattito è stato affrontato anche il tema della differenza tra parchi nazionali e parchi regionali. La principale distinzione riguarda il sistema di gestione e le risorse disponibili, mentre la capacità di tutela dipende soprattutto dalla collaborazione tra istituzioni, comunità locali e tutti i soggetti coinvolti.

Al termine della serata, il Vicepresidente Enrico Molisani ha ringraziato nuovamente tutti i partecipanti, gli ospiti e Lorenzo Pollicardo per l’organizzazione dell’incontro, rivolgendo un particolare ringraziamento all’Ammiraglio Ranieri e al Dott. Viviani per il contributo offerto, ai quali ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club di Genova.
A nome della Presidente e del Consiglio Direttivo, ha infine rivolto ai presenti gli auguri di una buona estate, dando appuntamento a settembre per la ripresa delle attività del nuovo anno sociale.

 

                             

DALLA REALIZZAZIONE DELLE OPERE ALLA CRESCITA DEL SISTEMA: LE SFIDE DEL PORTO DI GENOVA

Mercoledì 17 giugno 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace che ha visto come relatore ed ospite d’onore, l’avv. Matteo Paroli (Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale) sul tema:

“DALLA REALIZZAZIONE DELLE OPERE ALLA CRESCITA DEL SISTEMA:  LE SFIDE DEL PORTO DI GENOVA”

 L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i numerosi presenti e il relatore, dando il benvenuto ad un nuovo Socio, Andrea Rizzo (ECD Group).

La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, focalizzato sull’evoluzione del sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, sugli investimenti in corso e sul rapporto tra porto, città e territorio.

È poi intervenuto l’Assessore Emilio Robotti, in rappresentanza del Comune di Genova.
Per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale erano presenti il Dott. Massimo Anselmi il Dott. Silvio Fremura, l’Ing. Fabrizio Mansueto e il Dott. Tito Vespasiani.

 La Presidente ha poi lasciato la parola al Presidente Matteo Paroli, che, con una relazione ad ampio raggio, ha illustrato lo stato di avanzamento delle principali opere infrastrutturali e le prospettive di sviluppo del Porto di Genova in un contesto di continua evoluzione del settore marittimo e logistico.
Il relatore ha innanzitutto sottolineato l’importanza del confronto avviato con il Comune di Genova e con le altre istituzioni coinvolte nella definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale. Ha evidenziato come porto e città debbano lavorare insieme per costruire uno sviluppo condiviso, superando le contrapposizioni che spesso emergono nel dibattito pubblico.
Ha poi ricordato che il trasporto marittimo continua a essere il principale canale del commercio mondiale e che il Mediterraneo mantiene un ruolo centrale nei traffici internazionali. Ha inoltre ricordato le principali sfide del settore, tra cui le tensioni geopolitiche, l’aumento delle dimensioni delle navi, le nuove norme ambientali e la necessità di ridurre le emissioni.
Nel presentare alcuni dati sul sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Paroli lo ha definito il principale sistema portuale italiano per dimensioni e impatto economico. Ha evidenziato come il porto rappresenti una risorsa fondamentale per il territorio, grazie alla sua capacità di generare occupazione, valore economico e relazioni commerciali con i mercati internazionali.
Si è poi soffermato sugli investimenti infrastrutturali in corso. In particolare, il Presidente Paroli si è soffermato sulla nuova Diga Foranea di Genova, un’opera che consentirà di migliorare l’accessibilità e la sicurezza del porto, permettendo l’ingresso delle navi più grandi e garantendo una maggiore protezione della costa.
Ha inoltre presentato gli interventi realizzati per potenziare i collegamenti stradali e ferroviari, citando il nuovo Ponte del Papa e le opere finalizzate a separare il traffico portuale da quello cittadino, spiegando che l’obiettivo, è ridurre la congestione urbana e migliorare la qualità della vita dei residenti.
Paroli ha affrontato anche il tema della sostenibilità ambientale, presentando i progetti relativi all’elettrificazione delle banchine, all’utilizzo di carburanti alternativi e alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo il relatore, queste iniziative contribuiranno a ridurre l’impatto ambientale delle attività portuali e a favorire una migliore integrazione tra porto e città. Un altro tema trattato è stato quello della digitalizzazione e della sicurezza informatica. Paroli ha evidenziato come i porti siano sempre più esposti ai rischi cyber e ha spiegato che l’Autorità Portuale sta investendo in sistemi di protezione avanzati per garantire la continuità delle attività operative.
Nella parte conclusiva del suo intervento si è soffermato sull’importanza delle costruzioni e delle riparazioni navali, settori in cui Genova rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale. Ha inoltre sottolineato la necessità di incentivare una maggiore partecipazione degli investitori privati nello sviluppo delle infrastrutture portuali, anche alla luce della riduzione delle risorse pubbliche disponibili.
Concludendo, il Presidente Paroli ha ribadito che il futuro del porto e quello della città sono strettamente legati, rilevando che la crescita del sistema portuale è fondamentale per creare occupazione, attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo economico di Genova, della Liguria e dell’intero Paese.

Successivamente si è aperto un ampio dibattito con i presenti, durante il quale sono stati approfonditi diversi temi legati alla relazione.
Si è parlato innanzitutto delle difficoltà legate alla complessità delle norme che regolano il settore portuale. Il relatore ha così evidenziato la necessità di una maggiore semplificazione legislativa per rendere più efficiente il sistema e favorire la realizzazione delle opere necessarie allo sviluppo dei porti.
Un altro tema affrontato ha riguardato la disponibilità di spazi per le attività portuali e il futuro delle aree ex Ilva. Il Presidente Paroli ha spiegato che si tratta di una questione complessa, ma ha confermato l’impegno dell’Autorità Portuale nel ricercare soluzioni che consentano di valorizzare le aree più strategiche per lo sviluppo del porto.
Si è discusso poi delle prospettive di crescita dei traffici. Il relatore ha sottolineato l’importanza di mantenere un sistema portuale diversificato, evidenziando in particolare le potenzialità del traffico dei rotabili e il contributo che questo può offrire a una mobilità più sostenibile.
È stato poi affrontato il tema legato al trasporto ferroviario delle merci. Il Presidente Paroli ha riconosciuto che i risultati ottenuti finora sono ancora inferiori alle aspettative, ma ha ricordato gli investimenti in corso e le opportunità offerte dalle nuove infrastrutture ferroviarie, che consentiranno di rafforzare i collegamenti con i mercati dell’Europa centrale e di aumentare la competitività del porto.
Nel corso del dibattito è infine emersa l’importanza di proseguire nel percorso di sviluppo delle infrastrutture portuali, rafforzando il rapporto tra porto, città e territorio e creando le condizioni per una crescita economica e occupazionale duratura.

Al termine della serata, molto coinvolgente, la Presidente Giorgia Boi ha espresso un sentito ringraziamento a tutti i numerosi partecipanti ed, in particolare, al relatore, a cui ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club di Genova e ha dato appuntamento al prossimo appuntamento di luglio, conclusivo dell’anno sociale 25-26.

 

                                   

 

 

 “GENOVA CHIAMA ITALIA: Terminal portuali quale cerniera e hub di sviluppo di città, porti, navi e merci e servizi crocieristico/turistici”

Mercoledì 27 maggio 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace, organizzata dai Vice Presidenti Gian Enzo Duci ed Enrico Molisani, moderata da Gian Enzo Duci e che ha visto come relatori Tomaso COGNOLATO – Presidente ASSITERMINAL, Marcello CALAMARÀ – Vice Presidente SPEDIPORTO, Alessandro CAVO – Presidente CONFCOMMERCIO Genova, Davide FALTERI – Presidente FEDERLOGISTICA, sul tema:

                                                                           “GENOVA CHIAMA ITALIA:
Terminal portuali quale cerniera e hub di sviluppo di città, porti, navi e merci e servizi crocieristico/turistici”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto a tre nuovi Soci: Alberto Mariotti (Aviocons S.r.l.), Fabrizio Tedeschi (BMI Marine MGA S.r.l.) e Filippo Vincis (TGD Consolidation Italia).

La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, dedicato al ruolo strategico dei terminal portuali nello sviluppo economico delle città, della logistica e del turismo crocieristico.

Sono poi intervenuti Marco Bucci, Presidente della Regione Liguria, il Consigliere comunale Vittoria Canessa Cerchi in rappresentanza della Sindaca Silvia Salis e l’Ammiraglio Antonio Ranieri, Comandante del Porto di Genova, che hanno portato i saluti istituzionali.

La Presidente ha quindi dato la parola a Gian Enzo DUCI, che ha introdotto i principali temi della serata spiegando che la serata nasce come confronto tra mondo portuale, logistico e commerciale, con l’obiettivo di mettere insieme esperienze diverse e punti di vista nazionali e locali.
Nel suo intervento introduttivo, ha ricordato che il terminalista in Italia nasce con la legge 84/94 e che negli anni il settore è cambiato profondamente, passando da una gestione pubblica a un sistema con operatori specializzati e gruppi internazionali. Ha anche sottolineato il ruolo sempre più centrale della logistica nell’economia moderna.
Ha poi introdotto il tema dedicato alle crociere evidenziando come i terminal passeggeri siano oggi fondamentali per turismo e città portuali, con oltre 15 milioni di passeggeri attesi in Italia nel 2026.
Il moderatore ha poi osservato che il turismo crocieristico porta benefici economici ma crea anche sfide nella gestione dei flussi in città.
Ha inoltre richiamato il container come elemento chiave della globalizzazione, ricordando il suo impatto storico sul commercio mondiale e sullo sviluppo dei porti.

Il Presidente Tomaso COGNOLATO ha aperto il suo intervento sottolineando l’importanza del dialogo tra istituzioni, terminalisti e operatori della logistica. Ha spiegato che il terminal portuale è il collegamento fondamentale tra mare e terra, un ruolo spesso poco visibile ma essenziale per tutta la catena logistica.
Il relatore ha ricordato il ruolo svolto dai terminal durante la pandemia da Covid-19, quando il settore logistico e marittimo ha continuato a lavorare per garantire l’arrivo di merci e beni essenziali. Ha ricordato anche la partenza da Genova, nell’agosto 2020, della prima nave da crociera dopo il lockdown mondiale, resa possibile dalla collaborazione tra istituzioni, compagnie marittime e terminalisti.
Nel suo intervento ha richiamato anche il valore storico dei terminal passeggeri italiani, parlando in particolare della stazione marittima di Napoli, inaugurata nel 1936 e diventata nel tempo un importante punto di collegamento internazionale. Secondo il relatore, porti e terminal sono sempre stati strumenti di connessione tra l’Italia e il resto del mondo.
Ha poi evidenziato la complessità del sistema portuale italiano, spiegando che gli operatori devono confrontarsi ogni giorno con numerosi enti e regole spesso diverse da porto a porto, situazione che rende il lavoro più complicato.
Nonostante queste difficoltà, il relatore ha sottolineato la capacità dei terminalisti italiani di affrontare le sfide e trovare soluzioni efficaci, citando Genova, Trieste e Napoli come esempi di porti strategici per il sistema nazionale.
Ha terminato il suo intervento sostenendo che porto e terminal rappresentano il “biglietto da visita” di una città e di un Paese verso il mondo. Secondo lui, l’efficienza nella gestione di merci e passeggeri è decisiva per la competitività dell’Italia rispetto ai principali concorrenti internazionali.

Gian Enzo Duci ha poi introdotto Marcello Calamarà, vice Presidente di Spediporto, chiedendogli di concentrarsi soprattutto sul tema dei containers e su come funzionano oggi i flussi delle merci nei porti.

Nel suo intervento, Marcello CALAMARÀ ha così parlato dal punto di vista operativo e imprenditoriale, ricordando la propria esperienza di oltre quarant’anni nel settore delle spedizioni e della logistica. Ha richiamato l’attenzione sul sessantesimo anniversario del primo container arrivato a Rotterdam, definendo il container una delle più grandi rivoluzioni del commercio moderno, anche se spesso poco conosciuta dal grande pubblico.
Secondo Calamarà, il container rappresenta molto più di una semplice “scatola” per il trasporto: al suo interno si muovono merci, industrie e beni destinati alla vita quotidiana delle persone. Ha evidenziato come gran parte dei prodotti utilizzati ogni giorno venga trasportata attraverso i container e i terminal portuali.
Ha inoltre ricordato le profonde trasformazioni vissute dal settore negli ultimi decenni, con particolare riferimento al periodo successivo alla pandemia da Covid-19. In quella fase, secondo il relatore, i costi del trasporto marittimo e della logistica sono aumentati in modo molto significativo, con effetti diretti sull’economia e sui consumatori.
Ha spiegato che il ruolo degli spedizionieri è strettamente legato alla tutela della merce e al controllo dei costi che incidono sull’intero sistema economico. Per questo motivo, l’attività delle associazioni di categoria non riguarda soltanto gli operatori del settore, ma anche la difesa dell’equilibrio economico e della competitività del sistema produttivo italiano.
Infine, il relatore ha ribadito che il container e il sistema terminalistico sono elementi centrali del commercio globale e della vita quotidiana, poiché permettono la movimentazione delle merci e il funzionamento delle filiere industriali e commerciali.

Il moderatore ha poi introdotto l’intervento di Alessandro Cavo, Presidente di Confcommercio Genova, chiedendo un approfondimento sul rapporto tra crociere, commercio locale e turismo.

Alessandro CAVO ha spiegato che Confcommercio Genova rappresenta gran parte delle attività legate alla portualità e alla blue economy, dalla logistica alla ristorazione, fino agli alberghi e al commercio.
Nel suo intervento ha ricordato che Genova ha sviluppato la propria vocazione turistica soprattutto negli ultimi vent’anni, grazie anche a eventi come Genova 2004 Capitale Europea della Cultura e al riconoscimento UNESCO dei Rolli.
Il relatore ha sottolineato l’importanza del turismo crocieristico per l’economia cittadina, evidenziando i benefici per alberghi, ristorazione e servizi. Ha spiegato che l’obiettivo deve essere quello di trattenere più a lungo i crocieristi in città e invogliarli a tornare in futuro.
Ha parlato anche della valorizzazione delle botteghe storiche genovesi, considerate oggi un elemento distintivo dell’offerta turistica della città.
Secondo Cavo è fondamentale continuare a fare squadra tra istituzioni, terminal, operatori turistici e commercio per aumentare i flussi turistici e migliorare l’accoglienza, puntando anche sulla valorizzazione dei quartieri e su un turismo sostenibile.
Ha inoltre definito strategico il progetto del Terzo Valico per migliorare i collegamenti con il Nord Italia e rendere Genova più accessibile dal punto di vista turistico ed economico.
Ha concluso dicendo che porto, terminal e blue economy fanno parte dell’identità storica di Genova e rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo della città.

Successivamente Duci ha introdotto l’intervento di Davide Falteri, Presidente di Federlogistica, chiedendo una riflessione sul rapporto tra terminal portuali e logistica.

Nel suo intervento, Davide FALTERI ha sottolineato l’importanza di costruire una visione condivisa tra tutti gli operatori della filiera logistica, evidenziando come negli ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza della necessità di collaborazione tra porti, terminal, spedizionieri, trasportatori e istituzioni.
Ha spiegato che la logistica moderna non riguarda soltanto magazzini e trasporto merci, ma rappresenta un sistema complesso che collega produzione, commercio, infrastrutture fisiche e digitali. Secondo Falteri, il terminal portuale è il punto centrale in cui si incontrano trasporto marittimo, ferroviario, stradale e digitale.
Il relatore ha inoltre evidenziato l’importanza delle infrastrutture, dell’intermodalità ferroviaria e della digitalizzazione per rendere competitivo il sistema logistico italiano rispetto agli altri Paesi europei e mediterranei.
Durante l’intervento ha anche richiamato il tema della semplificazione amministrativa, sostenendo che gli investitori e gli operatori hanno bisogno di regole chiare, tempi certi e collaborazione tra istituzioni per poter sviluppare nuove attività nei porti e nelle aree logistiche.
Il relatore ha poi affrontato il problema della carenza di manodopera qualificata nei settori logistici e portuali, evidenziando la difficoltà nel reperire autisti, tecnici specializzati e personale operativo. Secondo Falteri, sarà necessario investire maggiormente nella formazione, nelle competenze digitali e nel coinvolgimento delle nuove generazioni.
Il relatore ha infine affermato che porti e terminals non devono essere considerati elementi separati dalla città, ma infrastrutture strategiche per la crescita economica, industriale e occupazionale del territorio e del Paese.

Gian Enzo Duci ha ripreso il tema della formazione e del ricambio generazionale nel settore logistico e portuale, coinvolgendo nel dibattito alcuni ospiti presenti in sala.

È intervenuto Eugenio MASSOLO, Presidente dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile, che ha annunciato l’ampliamento degli spazi dell’Accademia e la crescita del numero degli studenti, destinati a raggiungere quota mille. Ha sottolineato l’importanza della formazione tecnica e specialistica per il futuro del settore marittimo e logistico, evidenziando anche la difficoltà crescente nel reperire manodopera qualificata e nel rendere attrattivi alcuni lavori operativi.

Successivamente è intervenuto Bartolomeo Mino GIACHINO, Presidente Saimare, già sottosegretario ai Trasporti, che ha definito la logistica un motore strategico per lo sviluppo economico del Paese. Nel suo intervento ha richiamato il pensiero di Cavour, ricordando come già nell’Ottocento fosse stata compresa l’importanza delle infrastrutture ferroviarie e portuali per collegare l’Italia ai mercati europei.
Giachino ha sottolineato il valore strategico di opere come il Terzo Valico, la nuova diga foranea di Genova e i corridoi ferroviari europei, considerandoli fondamentali per aumentare la competitività del sistema logistico italiano rispetto ai porti del Nord Europa.
Secondo Giachino, l’Italia continua a perdere traffici commerciali e containers a causa di inefficienze infrastrutturali e burocratiche, con effetti negativi sulla crescita economica nazionale. Ha evidenziato come la logistica dovrebbe essere considerata un interesse strategico nazionale, capace di generare sviluppo, occupazione e competitività.
Ha concluso affermando che Genova può diventare un punto di riferimento della logistica europea solo migliorando l’efficienza dei terminal, dei collegamenti ferroviari e dei controlli portuali, riducendo tempi e costi per il movimento delle merci.

Gian Enzo Duci ha chiuso il dibattito chiedendo a Tomaso Cognolato una finale riflessione sul futuro dei terminals e sulla loro evoluzione.

Il Presidente Cognolato ha spiegato che i terminals italiani si sono evoluti da investimenti locali a realtà sempre più integrate e internazionali, attirando grandi gruppi e fondi, e che oggi il settore resta dinamico e strategico per gli investitori.
Ha però evidenziato come il principale freno allo sviluppo sia la complessità burocratica e normativa, che rallenta progetti e investimenti, come per esempio le difficoltà legate a opere portuali e al cold ironing.
Ha concluso che servono regole più chiare, tempi certi e maggiore stabilità, perché i terminals sono investimenti fissi e la competitività dei porti italiani dipende dalla capacità di semplificare il sistema e favorire lo sviluppo.

Al termine della serata, veramente coinvolgente e ricca di spunti, la Presidente Giorgia Boi ha voluto porgere un cordiale ringraziamento a tutti i numerosi partecipanti ed, in particolare, ai relatori ed al moderatore, a cui ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club – Port of Genova.

               

 

FORUM NAZIONALE SULL’ENERGIA

Anche quest’anno il Propeller Club – Port of Genoa è stato presente al Forum dell’Energia, organizzato da Telenord il 7-8 maggio a Rapallo, con il cd. “Angolo del Propeller”, ovvero uno speciale Panel di professionisti, esperti dello shipping, dedicato a trattare di tematiche coinvolgenti in particolar modo il settore marittimo ed i rifornimenti energetici.
Quest’anno il Panel – composto da Simone Bruckner (Cantieri Sanlorenzo), Andrea Cogliolo (Rina), Nicole Colla (Axpo), Emanuela Franchini (Gruppo  Cosulich), Lorenzo Pollicardo (Sybass) – ha focalizzato l’attenzione sul tema ” Decarbonizzazione: lo shipping tra strategie e transizione energetica”, analizzando con molto attenzione e maestria le alternative energetiche che si propongono nell’era della decarbonizzazione per le navi (sia navi commerciali, sia navi da diporto) per giungere ad osservazioni valutative che hanno coinvolo molto l’uditorio per le profondità di pensiero esporte.
In particolare, si è potuta apprezzare la vasta gamma di soluzioni che sono ora proposte per la propulsione navale in questo periodo di transizione energetica, teso verso un processo di decarbonizzazione: così sono stati valutati i possibili esiti degli utilizzi dell’idrogeno, del LNG, del nucleare, e così’ via, per apprezzarne le diverse potenzialità e  per giungere poi alla conclusione che in oggi non esiste una soluzione preferenziale, dovendosi analizzare caso per caso la situazione e le necessità in rapporto alla tipologia di nave ed ai suoi utilizzi: il futuro comunque è alle porte ed i segnali sono fortemente incoraggianti per un nuovo scenario energetico.
L'” Angolo” proposto dal Propeller Club – Port of Genoa al Foum dell’Energia ha avuto un notevole seguito, attirando l’attenzione e l’interesse per l’alta competenza dei relatori che hanno saputo coinvolgere grandemente la platea.
 

GENOVA, HORMUZ: QUANTO DISTA DAVVERO LO STRETTO DAL NOSTRO PORTO?

Martedì 28 aprile 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace che ha visto come relatore ed ospite d’onore, di fronte ad una affollatissima platea, Stefano MESSINA (Presidente di Assarmatori e Vice Presidente Esecutivo Ignazio Messina & C. S.p.A.) sul tema:

“GENOVA, HORMUZ: QUANTO DISTA DAVVERO LO STRETTO DAL NOSTRO PORTO?”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i numerosi presenti e il relatore, dando il benvenuto a cinque nuovi Soci: Carla Bellieni (Studio Piana Illuzzi Queirolo Trabattoni), Mattia Canevari (Assarmatori), Emanuele Gais (Ignazio Messina & C. S.p.A.), Pietro Messina (Ignazio Messina & C. S.p.A.) e Raffaella Vianello (Studio Legale Turci).
La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, focalizzato sulle attuali dinamiche geopolitiche e sui loro effetti sul trasporto marittimo, con particolare riferimento alla crisi nell’area di Hormuz e alle conseguenze sui mercati energetici e logistici.
Sono poi intervenuti Stefano Balleari, Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, che ha portato i saluti istituzionali della Regione e del Presidente Marco Bucci, e il Vicesindaco Alessandro Terrile, in rappresentanza della Sindaca Silvia Salis.
Per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale erano presenti il Dott. Massimo Anselmi e il Dott. Silvio Fremura.

La Presidente ha poi dato la parola a Stefano MESSINA, che ha aperto il proprio intervento ringraziando per l’accoglienza e sottolineando il valore degli incontri del Propeller, sempre occasione di confronto professionale e umano. Ha evidenziato con soddisfazione la presenza di molti giovani e una crescente partecipazione femminile nel settore.
In apertura ha ricordato Decio Lucano, figura che ha contribuito in modo significativo a mettere in relazione il mondo dello shipping con quello dell’informazione specializzata.

Entrando nel tema della serata, il relatore ha spiegato che la crisi nell’area dello Stretto di Hormuz sta avendo un impatto importante sul trasporto marittimo. Le navi, per evitare le zone di conflitto, devono seguire rotte più lunghe, con un aumento dei tempi di navigazione e un uso maggiore della capacità disponibile.
Sul piano energetico, ha ricordato che una parte significativa del petrolio mondiale passa da quell’area, ma ha chiarito che per l’Europa e per l’Italia il problema non è tanto l’approvvigionamento, quanto l’effetto sui prezzi, che risentono anche delle dinamiche dei mercati finanziari.
Per i diversi settori dello shipping, ha spiegato che le petroliere hanno visto un forte aumento dei noli
per via della maggiore domanda di trasporto, mentre nel bulk gli aumenti sono più contenuti. Il traffico passeggeri, come traghetti e crociere, non ha invece subito impatti rilevanti.
Il settore più colpito è quello dei container: la situazione nell’area ha ridotto la disponibilità di navi e aumentato i costi, con effetti anche sui traffici e sulle economie dei Paesi del Golfo, che oggi sono sempre più attivi anche come esportatori.
Un altro punto importante ha riguardato le condizioni dei marittimi. Il Presidente Messina ha distinto tra chi lavora su navi moderne e ben organizzate, dove gli standards restano elevati, e chi invece opera su unità più vecchie o meno sicure, dove le condizioni di vita sono molto più difficili.
Ha poi evidenziato che anche le assicurazioni marittime stanno risentendo della situazione, con un forte aumento dei premi legati al rischio guerra, che in alcuni casi porta anche a dinamiche speculative.
Infine, ha sottolineato che, nonostante le difficoltà, il trasporto marittimo continua a funzionare, ma il contesto resta molto critico sia dal punto di vista economico sia per le conseguenze umane legate ai conflitti.

Successivamente si è aperto un ampio dibattito con i presenti, durante il quale sono stati approfonditi diversi temi legati alla relazione.
Si è parlato innanzitutto delle difficoltà operative nelle aree di crisi e delle conseguenze economiche della situazione attuale. Il relatore ha confermato che l’allungamento delle rotte e l’aumento dei rischi stanno facendo crescere i costi, con effetti inevitabili anche sui prezzi finali.
Un altro tema affrontato è stato quello dei rapporti con l’Iran. Il Presidente Messina ha ricordato che in passato esistevano collegamenti diretti e redditizi, poi interrotti per ragioni geopolitiche e normative. Ha inoltre descritto una situazione interna complessa, con forte malcontento sociale.
Sul fronte del mercato, si è discusso dell’aumento dei noli e della sua sostenibilità nel tempo. Il relatore ha spiegato che nel settore container l’impatto sull’inflazione è oggi limitato e in parte già in stabilizzazione, mentre effetti più significativi si registrano nei comparti energetici.
Sono poi emerse alcune ipotesi di carattere geopolitico e operativo, come la possibilità di controllare in modo selettivo il passaggio nello Stretto di Hormuz oppure di creare infrastrutture alternative ed il relatore ha spiegato che si tratta però di scenari molto complessi e ancora poco chiari, su cui è difficile fare previsioni.
Nel dibattito si è parlato anche dei rischi per gli armatori in caso di blocchi prolungati delle navi. Il relatore ha sottolineato che non esistono soluzioni semplici e che, in alcuni casi, si continuano ad assumere rischi elevati per garantire la continuità dei traffici. Ha inoltre escluso particolari criticità sul fronte cyber, richiamando invece l’importanza delle procedure operative tradizionali nelle situazioni di emergenza.
È stato affrontato anche il tema della pirateria, il Presidente Messina ha spiegato che, dopo anni di calo, si sta registrando una possibile ripresa del fenomeno, probabilmente legata alla diversa distribuzione delle risorse militari su altri scenari di crisi.
Un ulteriore punto ha riguardato la formazione e la collaborazione con il mondo universitario. Il relatore ha confermato la volontà del settore di rafforzare questi rapporti, sottolineando l’importanza di investire sui giovani e sulle competenze.
Infine, si è discusso del ruolo delle marine militari. Il Presidente Messina ha evidenziato come l’Italia sia già attiva nella tutela delle rotte e come, in prospettiva, potrebbe diventare sempre più importante un maggiore coinvolgimento dei Paesi europei nella sicurezza marittima.
La Presidente Giorgia BOI ha concluso la serata sottolineando come l’incontro abbia offerto numerosi spunti di riflessione su una situazione complessa e attuale, esprimendo fiducia nella capacità del settore marittimo di affrontare e superare le difficoltà.
Ha rivolto un sentito ringraziamento al Presidente Stefano MESSINA per l’intervento, definito particolarmente interessante, attuale e ricco di contenuti.

A nome del Propeller Club, la Presidente ha infine consegnato al relatore un omaggio: una collana di testi, foto ed immagini antiche, dedicati al mondo delle navi e dei marinai, scelti come richiamo ai momenti storici, anche difficili, in cui la marineria ha dimostrato il proprio valore.

   

 

BLUE ECONOMY e IDROGENO: INNOVAZIONE E DECARBONIZZAZIONE NEI SISTEMI PORTUALI

Martedì 17 marzo 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace.

L’evento è stato moderato dal Consigliere Segretario Ezio Palmisani e ha visto come relatori: Thomas Lamberti (CEO Blue Energy Revolution), Ezio Palmisani (Executive President Duferco Engineering) e Francesca Picasso (Chief Operating Officer Wylab), sul tema, molto attuale e interessante:

                                               “BLUE ECONOMY e IDROGENO:
INNOVAZIONE E DECARBONIZZAZIONE NEI SISTEMI PORTUALI”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto a due nuovi Soci: Martina Macciò (GNV) e Gianluca Versaci (Lockton P.L. Ferrari).

La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, dedicato a questioni centrali per il futuro del settore marittimo-portuale, con particolare attenzione allo sviluppo della Blue Economy, alla transizione energetica ed a varie applicazioni dell’idrogeno. Ha trasmesso i saluti del Vice Sindaco Terrile e dell’Ammiraglio Ranieri e ha ringraziato Ezio Palmisani per l’organizzazione della serata.

Successivamente ha preso la parola Stefano Balleari, Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, che ha portato i saluti istituzionali della Regione e del Presidente Marco Bucci.

La Presidente ha poi passato la parola ad Ezio Palmisani, che ha presentato i relatori e ha introdotto il tema della serata spiegando che si sarebbe parlato di blue economy, innovazione e idrogeno, come ambiti legati alle sfide energetiche future. Ha poi presentato i due relatori, Francesca Picasso e Thomas Lamberti.

Francesca Picasso ha presentato Faros, l’acceleratore italiano di startup innovative specializzato nella Blue Economy. Ha spiegato che il ruolo di Faros è aiutare le startup a crescere e portare le loro tecnologie sul mercato, creando un collegamento tra imprese, investitori, università e altri attori dell’ecosistema per favorire l’innovazione.
Faros si concentra su tre grandi sfide: transizione energetica, digitalizzazione dei porti e sostenibilità ambientale, seguendo un approccio di open innovation, dove le aziende portano problemi reali e le startup propongono soluzioni innovative e flessibili. Il programma dura circa 10 mesi, durante i quali le startup vengono selezionate insieme alle aziende partner, supportate nello sviluppo tecnologico e di business, e possono partecipare a progetti pilota per testare le proprie soluzioni in contesti reali.
Dal 2021, Faros ha supportato 32 startup, di cui 20 hanno realizzato progetti pilota, con un investimento diretto di 5 milioni di euro. Le startup hanno raccolto complessivamente oltre 37 milioni e generato 23 milioni di fatturato, provenendo da 38 paesi e coprendo 6 ambiti della Blue Economy.
La relatice ha anche citato alcuni esempi pratici: droni a guida autonoma per monitorare fondali marini, sistemi per rilevare dispersioni di acqua o gas, gemelli digitali dei porti e tecnologie per catturare CO₂ e ridurre l’acidificazione degli oceani. L’obiettivo principale di Faros è favorire il dialogo tra startup e aziende, in modo che le innovazioni siano concrete, efficaci e applicabili a diversi settori marittimi e industriali.

Thomas Lamberti ha presentato Blue Energy Revolution, un’azienda genovese nata come spin-off dell’Università di Genova e oggi con 20 dipendenti, specializzata nello sviluppo e utilizzo dell’idrogeno per applicazioni sia ferroviarie sia marittime. L’azienda lavora su progetti pubblici e privati, nazionali ed europei, combinando innovazione tecnologica con esigenze reali di mercato.
Nel settore ferroviario, collaborano con SITAV e Mercitalia per sviluppare locomotori a idrogeno destinati a sostituire quelli dieselnei porti e negli interporti. Un primo lotto prevede 10 locomotori che saranno collocati in porti liguri come La Spezia. Questo progetto permette di creare un mercato concreto per l’idrogeno e di testare infrastrutture di rifornimento sicure, sostenibili ed economicamente fattibili.
Nel settore marittimo, l’azienda ha sviluppato imbarcazioni sperimentali come Nikita, una barca a vela di 7 metri con propulsione elettrica alimentata da celle a combustibile e serbatoi a idruri metallici. Nikita viene utilizzata in progetti educativi e scientifici con studenti e biologi marini, per dimostrare la tecnologia e raccogliere dati ambientali. Parallelamente, Blue Energy Revolution collabora con aziende come Baglietto e Transmare per lo sviluppo di yacht e mezzi marittimi più grandi a idrogeno, integrando sistemi innovativi di stoccaggio, celle a combustibile e motori elettrici.
Il relatore si è concentrato  sull’importanza di creare infrastrutture di rifornimento multimodulari, alimentate da energia rinnovabile, con off-taker garantiti e costi sostenibili, così da rendere possibile l’uso dell’idrogeno da parte di locomotori e imbarcazioni. Lamberti ha spiegato come la tecnologia degli idruri metallici consenta di stoccare idrogeno a bassa pressione (circa 30 bar) con la stessa densità energetica dei serbatoi ad alta pressione, riducendo costi, distanze di sicurezza e complessità dell’impianto.
Ha sottolineato anche la sfida dell’idrogeno: serve un mercato per giustificare le infrastrutture, ma servono infrastrutture per creare un mercato. Grazie a collaborazioni con autorità portuali, come quella di La Spezia, e all’uso di energia fotovoltaica locale, il progetto punta a rendere il rifornimento sostenibile e replicabile.
Il relatore ha concluso sottolineando il valore del progetto nel permettere sperimentazioni di rifornimento sicure e nel favorire l’adozione più ampia dell’idrogeno come vettore energetico nei porti e nel settore marittimo, creando un modello replicabile per altre infrastrutture e mezzi a idrogeno.

Infine, Ezio Palmisani ha parlato dell’idrogeno, dei suoi vantaggi, dei problemi ancora da risolvere e di come possa diventare un vero combustibile per i trasporti e per l’industria. Ha iniziato spiegando che l’idrogeno è l’elemento più abbondante dell’universo. Sulla Terra non lo troviamo libero perché è molto leggero e tende a combinarsi con altri elementi e a disperdersi facilmente, ma è un elemento estremamente energetico: un chilogrammo di idrogeno contiene circa tre volte più energia di un chilogrammo di gasolio e, se utilizzato in una fuel cell, non produce emissioni di CO2 ma solo acqua.
Inoltre, è già un elemento familiare all’industria, utilizzato da anni nella siderurgia e nel petrolchimico; quindi, esiste una consolidata capacità di gestirne la sicurezza; il vero problema è estenderne l’uso come combustibile diffuso, cosa che richiede ancora sviluppo tecnologico e infrastrutturale.

Il relatore ha spiegato che l’idrogeno può essere utilizzato in due modi principali: può essere impiegato in combustione in motori termici opportunamente adattati, oppure può essere convertito in elettricità e calore tramite le fuel cell.
Oggi le fuel cell rappresentano la soluzione più promettente in molti ambiti, perché consentono di
trasformare l’idrogeno in energia elettrica nel punto e nel momento in cui serve, rendendolo di fatto un vettore energetico flessibile e utilizzabile in diversi settori.
Ha parlato anche delle difficoltà pratiche: oggi l’idrogeno utilizzato nell’industria è prodotto

principalmente tramite steam reforming del gas naturale, con emissioni di CO2. Per ottenere idrogeno verde si utilizza invece l’elettrolisi dell’acqua, che richiede una notevole quantità di energia elettrica per rompere i legami chimici; affinché sia realmente sostenibile, questa energia deve provenire da fonti rinnovabili (FER), il che comporta costi elevati e vincoli legati alla disponibilità di spazio e impianti.
Inoltre, l’idrogeno ha una densità molto bassa a pressione atmosferica: occupa grandi volumi, per cui è necessario comprimerlo (tipicamente a 350-700 bar), liquefarlo o utilizzare soluzioni innovative come gli idruri metallici per renderne possibile lo stoccaggio e il trasporto. Un altro aspetto da considerare è il consumo di acqua, pari a circa 9 kg per produrre 1 kg di idrogeno. Infine, le infrastrutture sono ancora limitate, quindi produzione e distribuzione risultano complesse e spesso l’idrogeno viene prodotto direttamente in sito. A fronte di queste criticità, presenta però un vantaggio fondamentale rispetto alle fonti fossili: la possibilità di azzerare le emissioni dirette.
Palmisani ha poi confrontato un veicolo a gasolio con uno a idrogeno alimentato da fuel cell. L’efficienza complessiva “dal serbatoio alla ruota” di un mezzo con motore termico a gasolio si attesta intorno al 29,6%, mentre un mezzo elettrico alimentato da fuel cell a idrogeno raggiunge circa il 46,5%, grazie anche al recupero dell’energia in frenata e a una gestione più efficiente della trazione elettrica. In termini energetici, questo si traduce in una disponibilità di energia utile significativamente superiore per il mezzo a idrogeno. Sul piano dei costi, invece, oggi il gasolio risulta ancora più economico, circa quattro volte rispetto all’idrogeno verde; tuttavia, considerando i futuri costi legati alle emissioni di CO2 e ai meccanismi ETS, il divario tende a ridursi. Inoltre, i margini di miglioramento tecnologico sono tutti a favore dell’idrogeno, che potrà diventare progressivamente più competitivo.
Il relatore ha poi illustrato alcuni progetti concreti sviluppati da Duferco: in Sicilia è in corso, insieme ad altri operatori, la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili
nell’ambito di una Hydrogen Valley, destinato anche alla mobilità, e un ulteriore progetto per l’alimentazione di una turbina a gas con miscele gas-idrogeno. È stata inoltre sviluppata una ralla portuale elettrica alimentata da fuel cell a idrogeno, con un sistema ibrido batteria–fuel cell per gestire i picchi di potenza e recuperare energia, oltre a una stazione di rifornimento mobile pensata per facilitare le fasi di test e semplificare gli aspetti autorizzativi.
Infine, ha accennato a iniziative di scala più ampia a livello europeo: la prima nave da crociera dotata di fuel cell a idrogeno, progettata per operare in modalità a zero emissioni nelle aree sensibili e nei porti, e il SoutH2 Corridor, un’infrastruttura strategica che collegherà il Nord Africa all’Europa centrale, trasportando idrogeno prodotto da fonti rinnovabili attraverso una rete di trasporto e stoccaggio.
Palmisani ritiene che l’idrogeno sia un vettore energetico con grandi potenzialità, in grado di contribuire in modo concreto alla transizione energetica, ma che debba ancora superare alcune barriere importanti per una diffusione su larga scala, in particolare la carenza di infrastrutture e gli attuali costi di produzione.
I progetti in corso dimostrano però che, con visione industriale e capacità di sperimentazione, queste potenzialità possono già oggi tradursi in soluzioni reali.

Al termine delle relazioni la Presidente Giorgia Boi ha voluto porgere un cordiale ringraziamento a tutti i numerosi partecipanti ed, in particolare, ai relatori, ai quali ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club di Genova.

MA LA GLOBALIZZAZIONE ESISTE ANCORA? Il mondo dell’industria a confronto con il settore assicurativo

Giovedì 26 febbraio 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida locationdell’Hotel Bristol Palace.

L’evento è stato moderato dal Vice Presidente Enrico MOLISANI e ha visto come relatori Giuseppe AMBROSINO – Responsabile Divisione Marine & Aviation Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, Lucia BELLAZZINI – Head of Expert Claims (ZURICH Insurance Europe AG – Rappresentanza per l’Italia), Lorenzo CELLA – Head of Insurance and Enterprise Risk Management – PIRELLI, Martina IGUERA – Partner presso CAMERA & Partners – Shipping Lawyers, Alessandro LERCARI – AD Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, sul tema, molto attuale e interessante:

                              MA LA GLOBALIZZAZIONE ESISTE ANCORA?
IL MONDO DELL’INDUSTRIA A CONFRONTO CON IL SETTORE ASSICURATIVO

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto ad una nuova Socia: Ing. Alida Abbo (GNV).

La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, dedicato all’evoluzione della globalizzazione e al confronto tra il mondo dell’industria e quello delle assicurazioni marittime.

Successivamente ha preso la parola Stefano Balleari, Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, che ha portato i saluti istituzionali della Regione e del Presidente Marco Bucci. Ha sottolineato l’importanza strategica della Liguria e del suo sistema portuale nel contesto dei cambiamenti in atto nei traffici e nei mercati internazionali.

È poi intervenuto Emilio Robotti, Assessore del Comune di Genova, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. Robotti ha evidenziato come la globalizzazione stia attraversando una fase di trasformazione e come il confronto tra imprese, assicurazioni e professionisti sia sempre più importante per affrontare le nuove sfide economiche e commerciali.

La Presidente ha poi passato la parola ad Enrico Molisani, Vicepresidente del Propeller Club – Port of Genoa, che ha presentato i relatori e ha introdotto il tema della serata spiegando che l’obiettivo dell’incontro è aprire un dialogo tra diversi attori del settore su come stia cambiando il contesto internazionale. Ha sottolineato che, nonostante si parli spesso di fine della globalizzazione, imprese e professioni operano oggi più che mai in una dimensione internazionale. Allo stesso tempo, però, il sistema globale è sempre più influenzato da tensioni geopolitiche, sanzioni economiche e conflitti, con effetti diretti sui flussi commerciali e sulle rotte del trasporto marittimo.

La Tavola Rotonda è iniziata con l’intervento di Lucia Bellazzini, Head of Expert Claims (ZURICH Insurance Europe AG – Rappresentanza per l’Italia), la quale ha spiegato come la compagnia abbia da sempre una forte vocazione internazionale. Oggi Zurich è presente in oltre 200 Paesi ed è in grado di accompagnare le aziende multinazionali che operano in mercati molto diversi tra loro.

Ha inoltre sottolineato che il ruolo dell’assicuratore non consiste soltanto nel fornire una copertura assicurativa, ma anche nell’affiancare le aziende nella gestione e nella prevenzione dei rischi. Questo è particolarmente importante quando si verifica un sinistro all’estero, dove normative e sistemi giuridici possono essere molto differenti.

Successivamente Lorenzo Cella, Head of Insurance Risk Management di PIRELLI, ha portato la testimonianza dell’industria spiegando che negli ultimi anni il lavoro del risk management è diventato molto più complesso a causa dell’instabilità del contesto internazionale. Un esempio concreto riguarda l’introduzione e le modifiche dei dazi commerciali, che hanno avuto un impatto significativo sui flussi logistici dell’azienda, soprattutto sul mercato americano.

Questi cambiamenti hanno portato anche a una trasformazione dei rischi: parte dei trasporti si è spostata verso il Messico e questo ha comportato un aumento dei rischi legati al trasporto su strada rispetto a quello marittimo. Per affrontare queste criticità l’azienda ha rafforzato il controllo sui contratti logistici e ha modificato il proprio approccio alla gestione dei sinistri.

Il moderatore ha poi lasciato la parola ad Alessandro Lercari, AD Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, che ha evidenziato come il ruolo dei periti si stia evolvendo. Oggi il lavoro non riguarda solo la gestione dei sinistri, ma anche l’analisi preventiva dei rischi e il supporto alle aziende nella fase di valutazione e prevenzione.

Giuseppe Ambrosino, Responsabile Divisione Marine & Aviation Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, ha poi spiegato come il lavoro del perito si inserisca sempre più nella gestione complessiva del rischio. Il gruppo Lercari affianca le aziende non solo nella gestione dei sinistri ma anche nel recupero dei danni nei confronti dei trasportatori responsabili e nel supporto alle strutture interne dell’azienda.

Ambrosino ha inoltre sottolineato che all’interno delle grandi aziende spesso esistono obiettivi diversi tra i vari reparti: la logistica tende a concentrarsi sulla riduzione dei costi di trasporto, mentre il risk management è più attento alla riduzione dei rischi e delle perdite. Per questo è importante creare una maggiore collaborazione tra le diverse funzioni aziendali.

Porta poi alcuni esempi concreti legati ai rischi nel trasporto delle merci. Nel caso dei pneumatici, ad esempio, alcuni rischi tipici di altri prodotti – come i danni da schiacciamento – sono meno frequenti, mentre risultano più rilevanti altri rischi come il furto della merce o il rischio di incendio. Un altro elemento critico riguarda la catena dei subappalti nei trasporti: quando i vettori affidano il trasporto a ulteriori subcontractors meno affidabili, il rischio aumenta. Per questo diventa importante rafforzare i controlli contrattuali lungo tutta la filiera logistica.

Nel corso della tavola rotonda è poi intervenuta l’avv. Martina Iguera, Partner presso CAMERA & Partners – Shipping Lawyers, che ha proposto il punto di vista legale sulle problematiche legate ai trasporti internazionali.
In particolare ha spiegato che, nel caso dei trasporti marittimi verso gli Stati Uniti, uno degli aspetti principali riguarda la legge applicabile. In questi casi si applica infatti il COGSA del 1936, che prevede una limitazione della responsabilità del vettore pari a 500 dollari per “package.
Il problema principale riguarda proprio l’interpretazione del termine “package”: in alcuni casi può essere considerato il singolo bene trasportato, mentre in altri il container stesso. Questa differenza interpretativa può avere conseguenze rilevanti sull’ammontare del risarcimento in caso di sinistro.
Per questo motivo, diventa molto importante la fase precontrattuale e la corretta descrizione della merce nei documenti di trasporto. Una maggiore precisione nella documentazione può infatti influenzare l’interpretazione della responsabilità del vettore e contribuire a mitigare il rischio in caso di contenzioso.

Successivamente è stato trattato il tema della prevenzione dei rischi e del dialogo tra azienda, assicuratore e consulenti.

Lorenzo Cella ha  spiegato che Pirelli sta lavorando per rafforzare il dialogo con i fornitori logistici anche sul piano contrattuale, cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze operative della logistica e quelle di gestione del rischio. L’azienda effettua inoltre controlli sui magazzini e sui depositi per valutare il livello di sicurezza e ridurre i rischi legati, ad esempio, alla concentrazione delle merci o agli incendi.

Lucia Bellazzini ha sottolineato che anche le compagnie assicurative offrono servizi di risk engineering, che permettono di analizzare i rischi e individuare possibili misure di prevenzione. Inoltre, l’esperienza maturata nella gestione dei sinistri può diventare uno strumento utile per migliorare la prevenzione e la gestione futura dei rischi.

Nella parte finale della Tavola Rotonda è stato ripreso il tema della globalizzazione ed i relatori, alla luce di quanto in precedenza osservato, hanno concordato sul fatto che la globalizzazione non sia scomparsa, ma stia cambiando forma e modalità.

L’avv. Iguera ha evidenziato in particolare il crescente ruolo delle sanzioni internazionali, che negli ultimi anni hanno avuto un impatto sempre più rilevante sui trasporti marittimi, sulle rotte commerciali e sull’attività delle compagnie assicurative.

Il moderatore ha concluso osservando come gli eventi geopolitici continuino a influenzare direttamente il mondo dello shipping e della logistica, modificando rapidamente flussi commerciali e rotte marittime.

Al termine del dibattito la Presidente Giorgia Boi ha voluto porgere un cordiale ringraziamento a tutti i numerosi partecipanti ed, in particolare, ai relatori, a cui ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club – Port of Genova.

 

NUOVI “CONFINI” LIMITANO E CONDIZIONANO L’OPERATIVITÀ:  SOLO CRITICITÀ O ANCHE OPPORTUNITÀ?

Nei giorni giovedì 29 e venerdì 30 gennaio 2026, si è tenuta a Rapallo (GE), presso l’Hotel Excelsior Palace, la 4^ edizione del Forum

                                                       “Shipping, Transport & Intermodal Forum”

organizzata dal The International Propeller Club – Port of Genoa con l’emittente televisiva Telenord che, con i suoi mezzi, ha anche reso possibile non solo la ripresa diretta televisiva di tutto l’evento ma anche la sua divulgazione in streaming-live.
Nell’ambito di questa manifestazione, si è tenuto il Convegno intitolato:

NUOVI “CONFINI” LIMITANO E CONDIZIONANO L’OPERATIVITÀ:  SOLO CRITICITÀ O ANCHE OPPORTUNITÀ?

 

Il Convegno si è sviluppato in tre Sessioni tematiche, suddivise in nove Panels, nel corso di due giornate di lavori. Le sessioni sono state dedicate all’approfondimento di tematiche centrali per il settore dello shipping, dei trasporti e della logistica, con particolare attenzione agli scenari ambientali e climatici, ai nuovi scenari geopolitici (con vari focussu sicurezza marittima, infrastrutture critiche e cybersecurity), ed agli scenari istituzionali ed economico-organizzativi (semplificazioni, ZES, ZLS, fiscalità agevolata e digitalizzazione), con l’obiettivo di individuare soluzioni utili ad affrontare le attuali criticità del comparto e favorire nuove opportunità di crescita e sviluppo.

All’evento hanno partecipato oltre settanta relatori di rilievo tra rappresentanti di enti, associazioni e aziende leader del settore dei trasporti marittimi e terrestri, della portualità e degli interporti. Particolarmente significativa è stata la presenza dei membri del Propeller Club, sia tra i relatori sia tra il pubblico.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali e con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e delle Forze Armate. È stato messo in evidenza il peso che shipping e logistica hanno oggi nel nuovo scenario geopolitico e l’importanza del Mediterraneo per l’economia e la competitività europea. È stata evidenziata la necessità di investire su porti, intermodalità e collegamenti ferroviari, fondamentali per rafforzare le catene di approvvigionamento.

La prima Sessione, dedicata agli scenari ambientali, ha visto un confronto tra i protagonisti del cluster sulle nuove opportunità per competere, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici, alle nuove rotte marittime e alla decarbonizzazione. Nel corso del Panel dedicato alla transizione ecologica, sostenibilità e decarbonizzazione, è stato affrontato l’impatto di questi temi sullo shipping, sulla cantieristica e sul trasporto marittimo di merci e passeggeri, tenendo conto dei cambiamenti climatici e dell’apertura di nuove rotte. Da un lato, sono state evidenziate le criticità legate alle politiche ambientali europee e ai meccanismi di tassazione delle emissioni, considerati da molti penalizzanti per la competitività dello shipping europeo. Dall’altro, è stata ribadita l’importanza di andare avanti su innovazione tecnologica e transizione energetica, con un approccio concreto.

Il secondo Panel, dedicato a portualità e nuove banchine, si è concentrato sulla produzione di energia “pulita”, sui nuovi carburanti e sulle tecnologie oggi disponibili. Il confronto ha posto l’attenzione sull’elettrificazione delle banchine, sul cold ironing e sull’utilizzo di combustibili alternativi. È stato sottolineato quanto sia importante un coordinamento a livello nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche portuali e quanto sia necessario rendere sostenibili anche dal punto di vista economico le soluzioni a basso impatto ambientale. Sono state inoltre presentate alcune esperienze operative considerate buone pratiche, in particolare nel campo del bunkeraggio di GNL e bio-GNL.

Il terzo Panel della Sessione 1 ha affrontato il tema del trasporto stradale e ferroviario nel contesto della transizione energetica e dell’impatto ambientale, con l’obiettivo di migliorare attrattività e competitività del sistema. Il confronto si è focalizzato sulle nuove pratiche operative e sulle sinergie tra i diversi comparti del settore, evidenziando come l’integrazione tra trasporto stradale, ferroviario e marittimo rappresenti un fattore chiave per il futuro della logistica. È emerso che senza investimenti, regole stabili e incentivi continui la multimodalità non può funzionare. Il trasporto ferroviario delle merci è stato indicato come uno strumento fondamentale per rafforzare la sostenibilità ambientale ed economica.

La seconda giornata del Forum, nella mattinata, è stata dedicata alla Sessione sugli scenari geopolitici, con un focussulla sicurezza marittima e delle infrastrutture terrestri, oltre che sulle possibili soluzioni normative e assicurative nel contesto internazionale attuale. Nel corso della mattinata si è discusso di sicurezza marittima e di innovazione tecnologica in un quadro segnato da una crescente conflittualità ibrida.

Il primo Panel, dedicato alla geopolitica e all’evoluzione del concetto di sicurezza, ha affrontato i temi della cybersecuritye della cyber resilience, considerate elementi fondamentali per garantire la sicurezza dei trasporti marittimi e terrestri e delle infrastrutture logistiche. È stata sottolineata l’importanza di rafforzare la protezione dei sistemi digitali per far fronte a rischi sempre più complessi.

Il secondo Panel si è concentrato sull’impatto dello scenario geopolitico sul commercio mondiale, analizzando gli effetti di guerre, dazi, sanzioni, embarghi e instabilità internazionale, oltre all’aumento dei costi dell’energia. Il confronto ha toccato anche il tema del sistema burocratico e delle pratiche doganali, evidenziando come complessità e rigidità operative possano incidere negativamente sulla competitività delle imprese e sull’efficienza delle catene logistiche.

Il terzo Panel ha approfondito gli aspetti legali e assicurativi legati allo shipping e alla logistica in un contesto globale sempre più vulnerabile. Sono state evidenziate diverse criticità normative e la necessità di strumenti assicurativi adeguati per far fronte ai nuovi rischi legati allo scenario geopolitico.

La terza Sessione è stata poi dedicata agli scenari istituzionali ed economico-organizzativi. Il primo Panel ha posto l’attenzione sull’importanza delle semplificazioni burocratiche e amministrative e sulle agevolazioni fiscali, con un focussu ZES e ZLS come possibili strumenti per sostenere lo sviluppo del sistema logistico e portuale.

Il secondo Panel ha affrontato il tema del sistema portuale e logistico nazionale e del rapporto con le istituzioni e con la Comunità Europea, evidenziando alcune criticità che incidono sull’operatività del settore e che richiedono nuovi modelli organizzativi e di governance.

Il terzo Panel si è concentrato sulle prospettive di collaborazione tra le diverse modalità di trasporto, sottolineando il ruolo della digitalizzazione e della nuova normativa sugli interporti come fattori utili per migliorare l’integrazione e il funzionamento del sistema logistico.

Il Convegno si è svolto con una formula simile a quella di un talk show televisivo, che ha reso il confronto tra i relatori più dinamico. I partecipanti hanno potuto dialogare tra loro in modo costruttivo, rispondere alle domande dei chairman e discutere i temi in maniera semplice e diretta. L’evento ha suscitato molto interesse tra il pubblico presente ed è stato accolto con grande partecipazione.

               

 

EVOLUZIONE E CAMBIAMENTI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE MARITTIMO TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE

Martedì 2 dicembre 2025, dalle ore 19.00, il Propeller Club – Port of Genoa ha tenuto la tradizionale riunione prenatalizia presso l’Hotel Bristol Palace, veramente gremito di soci, invitati ed amici. L’evento ha avuto come relatore ed ospite d’onore l’avvocato Francesco Siccardi (Studio Legale Siccardi Bregante & C.), il quale ha tenuto una relazione sul tema:

“EVOLUZIONE E CAMBIAMENTI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE MARITTIMO TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE”

La serata è stata l’occasione per consegnare all’avv. Siccardi la Targa Mariano Maresca, un riconoscimento meritatissimo per il suo eccezionale contributo allo sviluppo e alla valorizzazione del diritto marittimo, sia in Italia sia a livello internazionale, accentrando così l’attenzione del mondo giuridico-legale su Genova.

L’incontro è iniziato con un aperitivo durante il quale sono stati distribuiti omaggi alle signore offerti dal Club, oltre ad altri presenti offerti da F.lli Cosulich (grazie all’ing. Andrea Cosulich), dalla Guardia Costiera Ausiliaria (grazie al dott. Renato Causa), da Wegal Studio Legale (grazie all’avv. Enrico Molisani) e dal Consigliere dott. Federico Tondini.

Successivamente, la Presidente Giorgia Boi ha dato il benvenuto ai numerosi partecipanti ed ai due nuovi soci: l’Avv. Paola Barucco (Genoa Chambers) e il Dott. Pietro Roth (Assarmatori).

Ha poi lasciato la parola al Presidente della Regione, Marco Bucci, il quale ha ringraziato tutti per il lavoro svolto nella Blue Economy, settore in forte crescita che rende Genova e la Liguria protagoniste a livello nazionale. Ha ricordato che il comparto vale il 18% del PIL e ha sottolineato il ruolo fondamentale di tutte le professioni del mare.
Il Governatore Bucci ha evidenziato anche le sfide future: nuove infrastrutture portuali, aggiornamento delle norme, tutela dell’ambiente senza penalizzare le imprese, la nascente scuola delle professioni del mare e la “Fabbrica delle idee” dedicata a start-up del settore. Ha invitato tutti a continuare a collaborare per la crescita della città e della regione, concludendo con gli auguri di Buon Natale.

Sono poi intervenuti anche l’Ammiraglio Antonio Ranieri, Comandate del Porto di Genova e l’Assessore Emilio Robotti, portando i rispettivi saluti della Guardia Costiera e del Comune di Genova.

La Presidente ha introdotto il momento centrale della serata: la consegna della settima edizione della Targa Mariano Maresca, attribuita quest’anno all’unanimità dal Consiglio Direttivo all’Avv. Francesco Siccardi.
Ha illustrato le motivazioni del premio, ricordando la sua lunga e prestigiosa carriera: l’attività negli studi giuridici, la partecipazione ai lavori del Comité Maritime International, l’impegno nell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo e le numerose pubblicazioni, comprese importanti monografie tra cui quella sull’Avaria comune e le Regole di York ed Anversa, quella sulla Costruzione navale, e quella sulle Assicurazioni marittime, per giungere infine ad attività letterarie romanzesche, sempre legate al mare.
La Presidente ha poi ricordato che, come tradizione, la Targa del Propeller è costituita da una lastra di ardesia (simbolo del territorio ligure) personalizzata. Per l’avv. Siccardi sull’ardesia è stata incisa l’immagine di un antico volume che si apre, dal quale emerge un veliero tra i flutti: simbolo della sua vita professionale, costruita sulla conoscenza, sugli studi e sul sapiente approfondimento del diritto marittimo.
La Presidente ha quindi consegnato ufficialmente la Targa Mariano Maresca 2025 all’avv. Francesco Siccardi, ringraziandolo per il suo prezioso contributo alla città di Genova e al mondo giuridico.

L’avv. Siccardi ha iniziato ringraziando per il premio e ha spiegato che ciò che lo rende davvero orgoglioso è far parte del mondo marittimo e dello shipping, un settore che apprezza profondamente.
Ha spiegato che lo shipping è speciale perché internazionale: mette in contatto culture diverse e permette uno scambio di esperienze che apre la mente e aiuta a capire meglio i problemi. Ha ricordato anche il legame tra il mare e grandi opere della letteratura e della storia, dalle battaglie famose ai romanzi ambientati tra i mari.
Secondo lui, chi lavora nel settore marittimo fa parte di un’attività che “conta nel mondo”. Ha però osservato che per molto tempo, soprattutto a livello nazionale, lo shipping è stato sottovalutato nonostante l’Italia abbia 8.000 chilometri di coste. Oggi qualcosa sta cambiando, anche se il movimento sembra partire più dagli operatori del settore che dal governo.
Ha sottolineato di avere fiducia nei giovani motivati, quelli che vogliono costruire il loro futuro e che, a suo parere, saranno capaci di portare avanti lo shipping. Ha concluso dedicando il premio proprio a loro e alla sua famiglia, e ringraziando ancora.

La Presidente ha poi chiesto all’avv. Siccardi, in base alla sua grande esperienza e alle sue ampie conoscenze, come ritenga che si possa impostare il diritto marittimo internazionale in un mondo così frammentato e segnato da situazioni che mettono a rischio l’uniformità delle norme. Ha inoltre domandato quale, secondo lui, potrebbe essere il futuro del diritto marittimo internazionale.

Siccardi ha spiegato che l’uniformità del diritto internazionale, e in particolare del diritto marittimo, non serve solo a creare regole comuni tra gli Stati, ma anche a favorire armonia e collaborazione tra Paesi diversi. Ha ricordato che le convenzioni internazionali sul diritto marittimo sono nate insieme ai primi tentativi di cooperazione globale, come la Società delle Nazioni e poi l’ONU.
Ha spiegato che nel periodo delle guerre sono state prodotte molte meno convenzioni, perché la mancanza di armonia tra i Paesi influisce negativamente sulla creazione di regole comuni. Oggi, secondo alcuni esperti, c’è una certa “stanchezza” nel creare nuovi trattati internazionali, a causa dei nazionalismi e delle tensioni geopolitiche attuali.
Ha detto che il diritto marittimo internazionale ha comunque regolato quasi ogni settore, tranne due, principalmente: l’avaria comune (regolata da model law) e le assicurazioni marittime, dominate soprattutto dalle polizze inglesi e, più recentemente, da quelle scandinave.
Siccardi ha poi descritto quanto sia difficile creare leggi internazionali: bisogna trovare compromessi tra Paesi con sistemi giuridici diversi senza peggiorare la qualità delle norme. Ha ricordato che oggi il ruolo principale nella creazione di queste leggi è dell’IMO, che ha un approccio più politico rispetto agli organismi del passato.
Ha parlato anche della capacità del diritto internazionale di rinnovarsi nel tempo, ricordando due episodi significativi. Il primo è quello del Titanic: il suo affondamento portò, nel 1914, all’introduzione di nuove norme sulla costruzione delle navi. Il secondo è il caso della Torrey Canyon, la petroliera che nel 1967 provocò un grave disastro ambientale e spinse alla nascita di una convenzione che rese più chiaro ed efficace il sistema di responsabilità e assicurazione per i danni causati dall’inquinamento.
Ha spiegato che il diritto internazionale si basa su tre pilastri: uniformità, innovazione e tradizione. Con “tradizione” si riferisce al mantenere norme che funzionano bene, anche se datate, come la Convenzione del 1924 sul trasporto marittimo, che è ancora oggi più utilizzata rispetto alla più recente Convenzione di Rotterdam, rimasta quasi senza ratifiche.
Infine, si è soffermato sul futuro del diritto marittimo, sottolineando che nei prossimi anni dovrà confrontarsi con tre grandi sfide. La prima è la decarbonizzazione, resa ancora più urgente dalle regole sempre più severe sulle emissioni introdotte anche dall’Unione Europea. La seconda riguarda lo sviluppo delle navi autonome, che richiederà un aggiornamento profondo delle norme attuali, pensate per un sistema in cui è sempre presente un equipaggio. La terza sfida, infine, è quella del rischio informatico, un problema che sta assumendo un ruolo crescente anche nel settore marittimo.
Ha concluso dicendo che il lavoro da fare è ancora molto e ha invitato i giovani a impegnarsi per il futuro del diritto marittimo.

La Presidente ha ringraziato con calore l’avvocato Siccardi per il suo intervento e ha ringraziato tutti i presenti per la grande partecipazione (da tutto esaurito!) a questa serata natalizia, ricca di contenuti giuridici e marittimi, e ha anticipato che il prossimo anno sono già previsti numerosi incontri. Ha quindi rivolto a tutti gli auguri di Buon Natale e di Buone Feste, ricordando i valori della nostra tradizione.
La serata si è conclusa con un caloroso brindisi, durante il quale i partecipanti si sono scambiati gli auguri e si sono dati appuntamento al prossimo anno.

         

 

 

SERATA DI BENEFICENZA COMITATO WELFARE

Martedì 18 novembre 2025 il The International Propeller Club – Port of Genoa ha compartecipato alla serata di beneficenza a favore di Stella Maris, organizzata dal Comitato Territoriale Welfare della Gente di Mare a bordo della M/N Suprema, ormeggiata nel porto di Genova e gentilmente messa a disposizione da Grandi Navi Veloci (GNV).

L’iniziativa, fortemente promossa dal Propeller Club di Genova, da sempre vicino alle attività del Comitato Welfare e di Stella Maris, è stata presentata dal Consigliere del Propeller Club dott. Renato Causa, che ha ringraziato i numerosi ospiti e i rappresentanti delle istituzioni presenti.

Dopo l’aperitivo, la serata si è aperta con l’intervento dell’Ammiraglio Antonio Ranieri, Direttore Marittimo della Liguria e Presidente del Comitato Territoriale Welfare della Gente di Mare, che ha rivolto un saluto ai presenti e ha ringraziato GNV per l’ospitalità. Nel suo intervento ha ricordato il valore dell’iniziativa, dedicata alla memoria del Cavaliere Aldo Grimaldi, sottolineando il profondo legame che lo ha sempre unito alla gente di mare e al porto di Genova. L’Ammiraglio Ranieri ha inoltre ricordato l’importanza del lavoro svolto dal Comitato Welfare e da Stella Maris, evidenziando il ruolo delle istituzioni e del cluster marittimo nel garantire attenzione, assistenza e sostegno a chi lavora in mare.

Successivamente, Don Giampiero Carzino, in rappresentanza dell’Arcivescovo di Genova Marco Tasca e responsabile di Stella Maris Genova, ha illustrato ai presenti le principali attività svolte dalla Fondazione a favore dei marittimi, che ogni giorno arrivano nei porti spesso dopo lunghi periodi di navigazione e lontananza dalle famiglie. Don Carzino ha evidenziato il valore dell’accoglienza, dell’assistenza umana e spirituale e dei servizi concreti offerti da Stella Maris nei diversi scali portuali. Ha inoltre presentato il progetto “Seamen’s Club on-line”, una nuova iniziativa che prevede la realizzazione di una piattaforma digitale pensata per raggiungere i marittimi anche quando sono in navigazione o lontani dai porti. Il progetto ha l’obiettivo di offrire informazioni, contatti e servizi di welfare, affiancando e integrando l’attività svolta in presenza dai volontari di Stella Maris.

Nel corso della serata sono intervenuti numerosi rappresentanti delle istituzioni e del cluster marittimo. Tra questi l’Assessore al Welfare del Comune di Genova Cristina Lodi, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale, il Direttore Generale di Confitarma Luca Sisto, che ha ricordato la figura e la visione di Aldo Grimaldi e il suo contributo allo sviluppo del settore armatoriale italiano, e l’Amministratore Delegato di GNV Matteo Catani, il quale ha ricordato l’impegno di GNV nel creare valore per i territori e le comunità, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, all’innovazione tecnologica e al ruolo sociale dell’impresa, ricordando anche l’arrivo a Genova della prima nave della flotta italiana alimentata a GNL.

È intervenuta anche la Direttrice della Fondazione Il Secolo XIX Barbara Grosso, che ha presentato la recente nascita della Fondazione e il progetto di valorizzazione e digitalizzazione dell’archivio storico del quotidiano, patrimonio di memoria collettiva e strumento di conoscenza per le nuove generazioni.

La serata ha visto inoltre la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, del mondo dello shipping genovese, del Comandante e dell’equipaggio della M/N Suprema, oltre a numerosi soci del Propeller Club di Genova.

Momento centrale dell’evento è stata la consegna della Targa Cavaliere Aldo Grimaldi al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, in occasione del 160° anniversario della sua istituzione, quale riconoscimento per l’impegno svolto nel tempo a favore della tutela, della formazione e del benessere della gente di mare. La targa è stata ritirata, a nome del Corpo, dal Comandante Andrea Santini.

Sono state inoltre consegnate due Targhe Onorarie del Comitato Welfare: ad Assagenti, nell’80° anniversario della Fondazione, ritirata dal Presidente Gianluca Croce, per il costante supporto alle iniziative a favore dei marittimi ed al Diacono Massimo Franzi, per oltre vent’anni di servizio e di impegno nell’assistenza alla gente di mare e per il contributo allo sviluppo delle attività di Stella Maris.

Era presente alla serata anche la Dott.ssa Alessandra Grimaldi la quale ha ringraziato GNV per l’ospitalità e il Comitato Welfare per l’impegno costante a favore della gente di mare. Nel ricordare la figura del padre, il Cavaliere Aldo Grimaldi, ha evidenziato la sua capacità di guardare al futuro, di anticipare i cambiamenti e di credere fortemente nel valore del lavoro e nella centralità delle persone. Ha ricordato il suo legame profondo con i marittimi, considerati parte di una vera e propria comunità, e l’importanza di trasmettere questi valori alle nuove generazioni.

Infine, il Comandante Andrea Santini, intervenuto in rappresentanza del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha ringraziato il Comitato Welfare e la famiglia Grimaldi per il riconoscimento conferito. Ha sottolineato come l’anno del 160° anniversario della fondazione del Corpo sia stato particolarmente significativo e ricco di iniziative, e come questo premio rappresenti un ulteriore attestato di stima per il lavoro svolto quotidianamente dal personale delle Capitanerie di Porto.
Il Comandante Santini ha inoltre ricordato l’importanza del ruolo svolto dal Comitato Welfare della Gente di Mare e da Stella Maris, evidenziando il valore dei servizi offerti ai marittimi e il sacrificio che caratterizza il lavoro in mare.

La serata si è conclusa con una cena conviviale presso il ristorante di bordo, in un clima di partecipazione e condivisione, confermando ancora una volta l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori del cluster marittimo a sostegno della gente di mare.