BLUE ECONOMY e IDROGENO: INNOVAZIONE E DECARBONIZZAZIONE NEI SISTEMI PORTUALI

Martedì 17 marzo 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace.

L’evento è stato moderato dal Consigliere Segretario Ezio Palmisani e ha visto come relatori: Thomas Lamberti (CEO Blue Energy Revolution), Ezio Palmisani (Executive President Duferco Engineering) e Francesca Picasso (Chief Operating Officer Wylab), sul tema, molto attuale e interessante:

                                               “BLUE ECONOMY e IDROGENO:
INNOVAZIONE E DECARBONIZZAZIONE NEI SISTEMI PORTUALI”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto a due nuovi Soci: Martina Macciò (GNV) e Gianluca Versaci (Lockton P.L. Ferrari).

La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, dedicato a questioni centrali per il futuro del settore marittimo-portuale, con particolare attenzione allo sviluppo della Blue Economy, alla transizione energetica ed a varie applicazioni dell’idrogeno. Ha trasmesso i saluti del Vice Sindaco Terrile e dell’Ammiraglio Ranieri e ha ringraziato Ezio Palmisani per l’organizzazione della serata.

Successivamente ha preso la parola Stefano Balleari, Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, che ha portato i saluti istituzionali della Regione e del Presidente Marco Bucci.

La Presidente ha poi passato la parola ad Ezio Palmisani, che ha presentato i relatori e ha introdotto il tema della serata spiegando che si sarebbe parlato di blue economy, innovazione e idrogeno, come ambiti legati alle sfide energetiche future. Ha poi presentato i due relatori, Francesca Picasso e Thomas Lamberti.

Francesca Picasso ha presentato Faros, l’acceleratore italiano di startup innovative specializzato nella Blue Economy. Ha spiegato che il ruolo di Faros è aiutare le startup a crescere e portare le loro tecnologie sul mercato, creando un collegamento tra imprese, investitori, università e altri attori dell’ecosistema per favorire l’innovazione.
Faros si concentra su tre grandi sfide: transizione energetica, digitalizzazione dei porti e sostenibilità ambientale, seguendo un approccio di open innovation, dove le aziende portano problemi reali e le startup propongono soluzioni innovative e flessibili. Il programma dura circa 10 mesi, durante i quali le startup vengono selezionate insieme alle aziende partner, supportate nello sviluppo tecnologico e di business, e possono partecipare a progetti pilota per testare le proprie soluzioni in contesti reali.
Dal 2021, Faros ha supportato 32 startup, di cui 20 hanno realizzato progetti pilota, con un investimento diretto di 5 milioni di euro. Le startup hanno raccolto complessivamente oltre 37 milioni e generato 23 milioni di fatturato, provenendo da 38 paesi e coprendo 6 ambiti della Blue Economy.
La relatice ha anche citato alcuni esempi pratici: droni a guida autonoma per monitorare fondali marini, sistemi per rilevare dispersioni di acqua o gas, gemelli digitali dei porti e tecnologie per catturare CO₂ e ridurre l’acidificazione degli oceani. L’obiettivo principale di Faros è favorire il dialogo tra startup e aziende, in modo che le innovazioni siano concrete, efficaci e applicabili a diversi settori marittimi e industriali.

Thomas Lamberti ha presentato Blue Energy Revolution, un’azienda genovese nata come spin-off dell’Università di Genova e oggi con 20 dipendenti, specializzata nello sviluppo e utilizzo dell’idrogeno per applicazioni sia ferroviarie sia marittime. L’azienda lavora su progetti pubblici e privati, nazionali ed europei, combinando innovazione tecnologica con esigenze reali di mercato.
Nel settore ferroviario, collaborano con SITAV e Mercitalia per sviluppare locomotori a idrogeno destinati a sostituire quelli dieselnei porti e negli interporti. Un primo lotto prevede 10 locomotori che saranno collocati in porti liguri come La Spezia. Questo progetto permette di creare un mercato concreto per l’idrogeno e di testare infrastrutture di rifornimento sicure, sostenibili ed economicamente fattibili.
Nel settore marittimo, l’azienda ha sviluppato imbarcazioni sperimentali come Nikita, una barca a vela di 7 metri con propulsione elettrica alimentata da celle a combustibile e serbatoi a idruri metallici. Nikita viene utilizzata in progetti educativi e scientifici con studenti e biologi marini, per dimostrare la tecnologia e raccogliere dati ambientali. Parallelamente, Blue Energy Revolution collabora con aziende come Baglietto e Transmare per lo sviluppo di yacht e mezzi marittimi più grandi a idrogeno, integrando sistemi innovativi di stoccaggio, celle a combustibile e motori elettrici.
Il relatore si è concentrato  sull’importanza di creare infrastrutture di rifornimento multimodulari, alimentate da energia rinnovabile, con off-taker garantiti e costi sostenibili, così da rendere possibile l’uso dell’idrogeno da parte di locomotori e imbarcazioni. Lamberti ha spiegato come la tecnologia degli idruri metallici consenta di stoccare idrogeno a bassa pressione (circa 30 bar) con la stessa densità energetica dei serbatoi ad alta pressione, riducendo costi, distanze di sicurezza e complessità dell’impianto.
Ha sottolineato anche la sfida dell’idrogeno: serve un mercato per giustificare le infrastrutture, ma servono infrastrutture per creare un mercato. Grazie a collaborazioni con autorità portuali, come quella di La Spezia, e all’uso di energia fotovoltaica locale, il progetto punta a rendere il rifornimento sostenibile e replicabile.
Il relatore ha concluso sottolineando il valore del progetto nel permettere sperimentazioni di rifornimento sicure e nel favorire l’adozione più ampia dell’idrogeno come vettore energetico nei porti e nel settore marittimo, creando un modello replicabile per altre infrastrutture e mezzi a idrogeno.

Infine, Ezio Palmisani ha parlato dell’idrogeno, dei suoi vantaggi, dei problemi ancora da risolvere e di come possa diventare un vero combustibile per i trasporti e per l’industria. Ha iniziato spiegando che l’idrogeno è l’elemento più abbondante dell’universo. Sulla Terra non lo troviamo libero perché è molto leggero e tende a combinarsi con altri elementi e a disperdersi facilmente, ma è un elemento estremamente energetico: un chilogrammo di idrogeno contiene circa tre volte più energia di un chilogrammo di gasolio e, se utilizzato in una fuel cell, non produce emissioni di CO2 ma solo acqua.
Inoltre, è già un elemento familiare all’industria, utilizzato da anni nella siderurgia e nel petrolchimico; quindi, esiste una consolidata capacità di gestirne la sicurezza; il vero problema è estenderne l’uso come combustibile diffuso, cosa che richiede ancora sviluppo tecnologico e infrastrutturale.

Il relatore ha spiegato che l’idrogeno può essere utilizzato in due modi principali: può essere impiegato in combustione in motori termici opportunamente adattati, oppure può essere convertito in elettricità e calore tramite le fuel cell.
Oggi le fuel cell rappresentano la soluzione più promettente in molti ambiti, perché consentono di
trasformare l’idrogeno in energia elettrica nel punto e nel momento in cui serve, rendendolo di fatto un vettore energetico flessibile e utilizzabile in diversi settori.
Ha parlato anche delle difficoltà pratiche: oggi l’idrogeno utilizzato nell’industria è prodotto

principalmente tramite steam reforming del gas naturale, con emissioni di CO2. Per ottenere idrogeno verde si utilizza invece l’elettrolisi dell’acqua, che richiede una notevole quantità di energia elettrica per rompere i legami chimici; affinché sia realmente sostenibile, questa energia deve provenire da fonti rinnovabili (FER), il che comporta costi elevati e vincoli legati alla disponibilità di spazio e impianti.
Inoltre, l’idrogeno ha una densità molto bassa a pressione atmosferica: occupa grandi volumi, per cui è necessario comprimerlo (tipicamente a 350-700 bar), liquefarlo o utilizzare soluzioni innovative come gli idruri metallici per renderne possibile lo stoccaggio e il trasporto. Un altro aspetto da considerare è il consumo di acqua, pari a circa 9 kg per produrre 1 kg di idrogeno. Infine, le infrastrutture sono ancora limitate, quindi produzione e distribuzione risultano complesse e spesso l’idrogeno viene prodotto direttamente in sito. A fronte di queste criticità, presenta però un vantaggio fondamentale rispetto alle fonti fossili: la possibilità di azzerare le emissioni dirette.
Palmisani ha poi confrontato un veicolo a gasolio con uno a idrogeno alimentato da fuel cell. L’efficienza complessiva “dal serbatoio alla ruota” di un mezzo con motore termico a gasolio si attesta intorno al 29,6%, mentre un mezzo elettrico alimentato da fuel cell a idrogeno raggiunge circa il 46,5%, grazie anche al recupero dell’energia in frenata e a una gestione più efficiente della trazione elettrica. In termini energetici, questo si traduce in una disponibilità di energia utile significativamente superiore per il mezzo a idrogeno. Sul piano dei costi, invece, oggi il gasolio risulta ancora più economico, circa quattro volte rispetto all’idrogeno verde; tuttavia, considerando i futuri costi legati alle emissioni di CO2 e ai meccanismi ETS, il divario tende a ridursi. Inoltre, i margini di miglioramento tecnologico sono tutti a favore dell’idrogeno, che potrà diventare progressivamente più competitivo.
Il relatore ha poi illustrato alcuni progetti concreti sviluppati da Duferco: in Sicilia è in corso, insieme ad altri operatori, la realizzazione di un impianto per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili
nell’ambito di una Hydrogen Valley, destinato anche alla mobilità, e un ulteriore progetto per l’alimentazione di una turbina a gas con miscele gas-idrogeno. È stata inoltre sviluppata una ralla portuale elettrica alimentata da fuel cell a idrogeno, con un sistema ibrido batteria–fuel cell per gestire i picchi di potenza e recuperare energia, oltre a una stazione di rifornimento mobile pensata per facilitare le fasi di test e semplificare gli aspetti autorizzativi.
Infine, ha accennato a iniziative di scala più ampia a livello europeo: la prima nave da crociera dotata di fuel cell a idrogeno, progettata per operare in modalità a zero emissioni nelle aree sensibili e nei porti, e il SoutH2 Corridor, un’infrastruttura strategica che collegherà il Nord Africa all’Europa centrale, trasportando idrogeno prodotto da fonti rinnovabili attraverso una rete di trasporto e stoccaggio.
Palmisani ritiene che l’idrogeno sia un vettore energetico con grandi potenzialità, in grado di contribuire in modo concreto alla transizione energetica, ma che debba ancora superare alcune barriere importanti per una diffusione su larga scala, in particolare la carenza di infrastrutture e gli attuali costi di produzione.
I progetti in corso dimostrano però che, con visione industriale e capacità di sperimentazione, queste potenzialità possono già oggi tradursi in soluzioni reali.

Al termine delle relazioni la Presidente Giorgia Boi ha voluto porgere un cordiale ringraziamento a tutti i numerosi partecipanti ed, in particolare, ai relatori, ai quali ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club di Genova.

MA LA GLOBALIZZAZIONE ESISTE ANCORA? Il mondo dell’industria a confronto con il settore assicurativo

Giovedì 26 febbraio 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida locationdell’Hotel Bristol Palace.

L’evento è stato moderato dal Vice Presidente Enrico MOLISANI e ha visto come relatori Giuseppe AMBROSINO – Responsabile Divisione Marine & Aviation Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, Lucia BELLAZZINI – Head of Expert Claims (ZURICH Insurance Europe AG – Rappresentanza per l’Italia), Lorenzo CELLA – Head of Insurance and Enterprise Risk Management – PIRELLI, Martina IGUERA – Partner presso CAMERA & Partners – Shipping Lawyers, Alessandro LERCARI – AD Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, sul tema, molto attuale e interessante:

                              MA LA GLOBALIZZAZIONE ESISTE ANCORA?
IL MONDO DELL’INDUSTRIA A CONFRONTO CON IL SETTORE ASSICURATIVO

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto ad una nuova Socia: Ing. Alida Abbo (GNV).

La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, dedicato all’evoluzione della globalizzazione e al confronto tra il mondo dell’industria e quello delle assicurazioni marittime.

Successivamente ha preso la parola Stefano Balleari, Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, che ha portato i saluti istituzionali della Regione e del Presidente Marco Bucci. Ha sottolineato l’importanza strategica della Liguria e del suo sistema portuale nel contesto dei cambiamenti in atto nei traffici e nei mercati internazionali.

È poi intervenuto Emilio Robotti, Assessore del Comune di Genova, che ha portato i saluti dell’Amministrazione comunale. Robotti ha evidenziato come la globalizzazione stia attraversando una fase di trasformazione e come il confronto tra imprese, assicurazioni e professionisti sia sempre più importante per affrontare le nuove sfide economiche e commerciali.

La Presidente ha poi passato la parola ad Enrico Molisani, Vicepresidente del Propeller Club – Port of Genoa, che ha presentato i relatori e ha introdotto il tema della serata spiegando che l’obiettivo dell’incontro è aprire un dialogo tra diversi attori del settore su come stia cambiando il contesto internazionale. Ha sottolineato che, nonostante si parli spesso di fine della globalizzazione, imprese e professioni operano oggi più che mai in una dimensione internazionale. Allo stesso tempo, però, il sistema globale è sempre più influenzato da tensioni geopolitiche, sanzioni economiche e conflitti, con effetti diretti sui flussi commerciali e sulle rotte del trasporto marittimo.

La Tavola Rotonda è iniziata con l’intervento di Lucia Bellazzini, Head of Expert Claims (ZURICH Insurance Europe AG – Rappresentanza per l’Italia), la quale ha spiegato come la compagnia abbia da sempre una forte vocazione internazionale. Oggi Zurich è presente in oltre 200 Paesi ed è in grado di accompagnare le aziende multinazionali che operano in mercati molto diversi tra loro.

Ha inoltre sottolineato che il ruolo dell’assicuratore non consiste soltanto nel fornire una copertura assicurativa, ma anche nell’affiancare le aziende nella gestione e nella prevenzione dei rischi. Questo è particolarmente importante quando si verifica un sinistro all’estero, dove normative e sistemi giuridici possono essere molto differenti.

Successivamente Lorenzo Cella, Head of Insurance Risk Management di PIRELLI, ha portato la testimonianza dell’industria spiegando che negli ultimi anni il lavoro del risk management è diventato molto più complesso a causa dell’instabilità del contesto internazionale. Un esempio concreto riguarda l’introduzione e le modifiche dei dazi commerciali, che hanno avuto un impatto significativo sui flussi logistici dell’azienda, soprattutto sul mercato americano.

Questi cambiamenti hanno portato anche a una trasformazione dei rischi: parte dei trasporti si è spostata verso il Messico e questo ha comportato un aumento dei rischi legati al trasporto su strada rispetto a quello marittimo. Per affrontare queste criticità l’azienda ha rafforzato il controllo sui contratti logistici e ha modificato il proprio approccio alla gestione dei sinistri.

Il moderatore ha poi lasciato la parola ad Alessandro Lercari, AD Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, che ha evidenziato come il ruolo dei periti si stia evolvendo. Oggi il lavoro non riguarda solo la gestione dei sinistri, ma anche l’analisi preventiva dei rischi e il supporto alle aziende nella fase di valutazione e prevenzione.

Giuseppe Ambrosino, Responsabile Divisione Marine & Aviation Service LERCARI srl – Gruppo Lercari, ha poi spiegato come il lavoro del perito si inserisca sempre più nella gestione complessiva del rischio. Il gruppo Lercari affianca le aziende non solo nella gestione dei sinistri ma anche nel recupero dei danni nei confronti dei trasportatori responsabili e nel supporto alle strutture interne dell’azienda.

Ambrosino ha inoltre sottolineato che all’interno delle grandi aziende spesso esistono obiettivi diversi tra i vari reparti: la logistica tende a concentrarsi sulla riduzione dei costi di trasporto, mentre il risk management è più attento alla riduzione dei rischi e delle perdite. Per questo è importante creare una maggiore collaborazione tra le diverse funzioni aziendali.

Porta poi alcuni esempi concreti legati ai rischi nel trasporto delle merci. Nel caso dei pneumatici, ad esempio, alcuni rischi tipici di altri prodotti – come i danni da schiacciamento – sono meno frequenti, mentre risultano più rilevanti altri rischi come il furto della merce o il rischio di incendio. Un altro elemento critico riguarda la catena dei subappalti nei trasporti: quando i vettori affidano il trasporto a ulteriori subcontractors meno affidabili, il rischio aumenta. Per questo diventa importante rafforzare i controlli contrattuali lungo tutta la filiera logistica.

Nel corso della tavola rotonda è poi intervenuta l’avv. Martina Iguera, Partner presso CAMERA & Partners – Shipping Lawyers, che ha proposto il punto di vista legale sulle problematiche legate ai trasporti internazionali.
In particolare ha spiegato che, nel caso dei trasporti marittimi verso gli Stati Uniti, uno degli aspetti principali riguarda la legge applicabile. In questi casi si applica infatti il COGSA del 1936, che prevede una limitazione della responsabilità del vettore pari a 500 dollari per “package.
Il problema principale riguarda proprio l’interpretazione del termine “package”: in alcuni casi può essere considerato il singolo bene trasportato, mentre in altri il container stesso. Questa differenza interpretativa può avere conseguenze rilevanti sull’ammontare del risarcimento in caso di sinistro.
Per questo motivo, diventa molto importante la fase precontrattuale e la corretta descrizione della merce nei documenti di trasporto. Una maggiore precisione nella documentazione può infatti influenzare l’interpretazione della responsabilità del vettore e contribuire a mitigare il rischio in caso di contenzioso.

Successivamente è stato trattato il tema della prevenzione dei rischi e del dialogo tra azienda, assicuratore e consulenti.

Lorenzo Cella ha  spiegato che Pirelli sta lavorando per rafforzare il dialogo con i fornitori logistici anche sul piano contrattuale, cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze operative della logistica e quelle di gestione del rischio. L’azienda effettua inoltre controlli sui magazzini e sui depositi per valutare il livello di sicurezza e ridurre i rischi legati, ad esempio, alla concentrazione delle merci o agli incendi.

Lucia Bellazzini ha sottolineato che anche le compagnie assicurative offrono servizi di risk engineering, che permettono di analizzare i rischi e individuare possibili misure di prevenzione. Inoltre, l’esperienza maturata nella gestione dei sinistri può diventare uno strumento utile per migliorare la prevenzione e la gestione futura dei rischi.

Nella parte finale della Tavola Rotonda è stato ripreso il tema della globalizzazione ed i relatori, alla luce di quanto in precedenza osservato, hanno concordato sul fatto che la globalizzazione non sia scomparsa, ma stia cambiando forma e modalità.

L’avv. Iguera ha evidenziato in particolare il crescente ruolo delle sanzioni internazionali, che negli ultimi anni hanno avuto un impatto sempre più rilevante sui trasporti marittimi, sulle rotte commerciali e sull’attività delle compagnie assicurative.

Il moderatore ha concluso osservando come gli eventi geopolitici continuino a influenzare direttamente il mondo dello shipping e della logistica, modificando rapidamente flussi commerciali e rotte marittime.

Al termine del dibattito la Presidente Giorgia Boi ha voluto porgere un cordiale ringraziamento a tutti i numerosi partecipanti ed, in particolare, ai relatori, a cui ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club – Port of Genova.

 

NUOVI “CONFINI” LIMITANO E CONDIZIONANO L’OPERATIVITÀ:  SOLO CRITICITÀ O ANCHE OPPORTUNITÀ?

Nei giorni giovedì 29 e venerdì 30 gennaio 2026, si è tenuta a Rapallo (GE), presso l’Hotel Excelsior Palace, la 4^ edizione del Forum

                                                       “Shipping, Transport & Intermodal Forum”

organizzata dal The International Propeller Club – Port of Genoa con l’emittente televisiva Telenord che, con i suoi mezzi, ha anche reso possibile non solo la ripresa diretta televisiva di tutto l’evento ma anche la sua divulgazione in streaming-live.
Nell’ambito di questa manifestazione, si è tenuto il Convegno intitolato:

NUOVI “CONFINI” LIMITANO E CONDIZIONANO L’OPERATIVITÀ:  SOLO CRITICITÀ O ANCHE OPPORTUNITÀ?

 

Il Convegno si è sviluppato in tre Sessioni tematiche, suddivise in nove Panels, nel corso di due giornate di lavori. Le sessioni sono state dedicate all’approfondimento di tematiche centrali per il settore dello shipping, dei trasporti e della logistica, con particolare attenzione agli scenari ambientali e climatici, ai nuovi scenari geopolitici (con vari focussu sicurezza marittima, infrastrutture critiche e cybersecurity), ed agli scenari istituzionali ed economico-organizzativi (semplificazioni, ZES, ZLS, fiscalità agevolata e digitalizzazione), con l’obiettivo di individuare soluzioni utili ad affrontare le attuali criticità del comparto e favorire nuove opportunità di crescita e sviluppo.

All’evento hanno partecipato oltre settanta relatori di rilievo tra rappresentanti di enti, associazioni e aziende leader del settore dei trasporti marittimi e terrestri, della portualità e degli interporti. Particolarmente significativa è stata la presenza dei membri del Propeller Club, sia tra i relatori sia tra il pubblico.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali e con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e delle Forze Armate. È stato messo in evidenza il peso che shipping e logistica hanno oggi nel nuovo scenario geopolitico e l’importanza del Mediterraneo per l’economia e la competitività europea. È stata evidenziata la necessità di investire su porti, intermodalità e collegamenti ferroviari, fondamentali per rafforzare le catene di approvvigionamento.

La prima Sessione, dedicata agli scenari ambientali, ha visto un confronto tra i protagonisti del cluster sulle nuove opportunità per competere, con particolare attenzione ai cambiamenti climatici, alle nuove rotte marittime e alla decarbonizzazione. Nel corso del Panel dedicato alla transizione ecologica, sostenibilità e decarbonizzazione, è stato affrontato l’impatto di questi temi sullo shipping, sulla cantieristica e sul trasporto marittimo di merci e passeggeri, tenendo conto dei cambiamenti climatici e dell’apertura di nuove rotte. Da un lato, sono state evidenziate le criticità legate alle politiche ambientali europee e ai meccanismi di tassazione delle emissioni, considerati da molti penalizzanti per la competitività dello shipping europeo. Dall’altro, è stata ribadita l’importanza di andare avanti su innovazione tecnologica e transizione energetica, con un approccio concreto.

Il secondo Panel, dedicato a portualità e nuove banchine, si è concentrato sulla produzione di energia “pulita”, sui nuovi carburanti e sulle tecnologie oggi disponibili. Il confronto ha posto l’attenzione sull’elettrificazione delle banchine, sul cold ironing e sull’utilizzo di combustibili alternativi. È stato sottolineato quanto sia importante un coordinamento a livello nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche portuali e quanto sia necessario rendere sostenibili anche dal punto di vista economico le soluzioni a basso impatto ambientale. Sono state inoltre presentate alcune esperienze operative considerate buone pratiche, in particolare nel campo del bunkeraggio di GNL e bio-GNL.

Il terzo Panel della Sessione 1 ha affrontato il tema del trasporto stradale e ferroviario nel contesto della transizione energetica e dell’impatto ambientale, con l’obiettivo di migliorare attrattività e competitività del sistema. Il confronto si è focalizzato sulle nuove pratiche operative e sulle sinergie tra i diversi comparti del settore, evidenziando come l’integrazione tra trasporto stradale, ferroviario e marittimo rappresenti un fattore chiave per il futuro della logistica. È emerso che senza investimenti, regole stabili e incentivi continui la multimodalità non può funzionare. Il trasporto ferroviario delle merci è stato indicato come uno strumento fondamentale per rafforzare la sostenibilità ambientale ed economica.

La seconda giornata del Forum, nella mattinata, è stata dedicata alla Sessione sugli scenari geopolitici, con un focussulla sicurezza marittima e delle infrastrutture terrestri, oltre che sulle possibili soluzioni normative e assicurative nel contesto internazionale attuale. Nel corso della mattinata si è discusso di sicurezza marittima e di innovazione tecnologica in un quadro segnato da una crescente conflittualità ibrida.

Il primo Panel, dedicato alla geopolitica e all’evoluzione del concetto di sicurezza, ha affrontato i temi della cybersecuritye della cyber resilience, considerate elementi fondamentali per garantire la sicurezza dei trasporti marittimi e terrestri e delle infrastrutture logistiche. È stata sottolineata l’importanza di rafforzare la protezione dei sistemi digitali per far fronte a rischi sempre più complessi.

Il secondo Panel si è concentrato sull’impatto dello scenario geopolitico sul commercio mondiale, analizzando gli effetti di guerre, dazi, sanzioni, embarghi e instabilità internazionale, oltre all’aumento dei costi dell’energia. Il confronto ha toccato anche il tema del sistema burocratico e delle pratiche doganali, evidenziando come complessità e rigidità operative possano incidere negativamente sulla competitività delle imprese e sull’efficienza delle catene logistiche.

Il terzo Panel ha approfondito gli aspetti legali e assicurativi legati allo shipping e alla logistica in un contesto globale sempre più vulnerabile. Sono state evidenziate diverse criticità normative e la necessità di strumenti assicurativi adeguati per far fronte ai nuovi rischi legati allo scenario geopolitico.

La terza Sessione è stata poi dedicata agli scenari istituzionali ed economico-organizzativi. Il primo Panel ha posto l’attenzione sull’importanza delle semplificazioni burocratiche e amministrative e sulle agevolazioni fiscali, con un focussu ZES e ZLS come possibili strumenti per sostenere lo sviluppo del sistema logistico e portuale.

Il secondo Panel ha affrontato il tema del sistema portuale e logistico nazionale e del rapporto con le istituzioni e con la Comunità Europea, evidenziando alcune criticità che incidono sull’operatività del settore e che richiedono nuovi modelli organizzativi e di governance.

Il terzo Panel si è concentrato sulle prospettive di collaborazione tra le diverse modalità di trasporto, sottolineando il ruolo della digitalizzazione e della nuova normativa sugli interporti come fattori utili per migliorare l’integrazione e il funzionamento del sistema logistico.

Il Convegno si è svolto con una formula simile a quella di un talk show televisivo, che ha reso il confronto tra i relatori più dinamico. I partecipanti hanno potuto dialogare tra loro in modo costruttivo, rispondere alle domande dei chairman e discutere i temi in maniera semplice e diretta. L’evento ha suscitato molto interesse tra il pubblico presente ed è stato accolto con grande partecipazione.

               

 

EVOLUZIONE E CAMBIAMENTI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE MARITTIMO TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE

Martedì 2 dicembre 2025, dalle ore 19.00, il Propeller Club – Port of Genoa ha tenuto la tradizionale riunione prenatalizia presso l’Hotel Bristol Palace, veramente gremito di soci, invitati ed amici. L’evento ha avuto come relatore ed ospite d’onore l’avvocato Francesco Siccardi (Studio Legale Siccardi Bregante & C.), il quale ha tenuto una relazione sul tema:

“EVOLUZIONE E CAMBIAMENTI NEL DIRITTO INTERNAZIONALE MARITTIMO TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE”

La serata è stata l’occasione per consegnare all’avv. Siccardi la Targa Mariano Maresca, un riconoscimento meritatissimo per il suo eccezionale contributo allo sviluppo e alla valorizzazione del diritto marittimo, sia in Italia sia a livello internazionale, accentrando così l’attenzione del mondo giuridico-legale su Genova.

L’incontro è iniziato con un aperitivo durante il quale sono stati distribuiti omaggi alle signore offerti dal Club, oltre ad altri presenti offerti da F.lli Cosulich (grazie all’ing. Andrea Cosulich), dalla Guardia Costiera Ausiliaria (grazie al dott. Renato Causa), da Wegal Studio Legale (grazie all’avv. Enrico Molisani) e dal Consigliere dott. Federico Tondini.

Successivamente, la Presidente Giorgia Boi ha dato il benvenuto ai numerosi partecipanti ed ai due nuovi soci: l’Avv. Paola Barucco (Genoa Chambers) e il Dott. Pietro Roth (Assarmatori).

Ha poi lasciato la parola al Presidente della Regione, Marco Bucci, il quale ha ringraziato tutti per il lavoro svolto nella Blue Economy, settore in forte crescita che rende Genova e la Liguria protagoniste a livello nazionale. Ha ricordato che il comparto vale il 18% del PIL e ha sottolineato il ruolo fondamentale di tutte le professioni del mare.
Il Governatore Bucci ha evidenziato anche le sfide future: nuove infrastrutture portuali, aggiornamento delle norme, tutela dell’ambiente senza penalizzare le imprese, la nascente scuola delle professioni del mare e la “Fabbrica delle idee” dedicata a start-up del settore. Ha invitato tutti a continuare a collaborare per la crescita della città e della regione, concludendo con gli auguri di Buon Natale.

Sono poi intervenuti anche l’Ammiraglio Antonio Ranieri, Comandate del Porto di Genova e l’Assessore Emilio Robotti, portando i rispettivi saluti della Guardia Costiera e del Comune di Genova.

La Presidente ha introdotto il momento centrale della serata: la consegna della settima edizione della Targa Mariano Maresca, attribuita quest’anno all’unanimità dal Consiglio Direttivo all’Avv. Francesco Siccardi.
Ha illustrato le motivazioni del premio, ricordando la sua lunga e prestigiosa carriera: l’attività negli studi giuridici, la partecipazione ai lavori del Comité Maritime International, l’impegno nell’Associazione Italiana di Diritto Marittimo e le numerose pubblicazioni, comprese importanti monografie tra cui quella sull’Avaria comune e le Regole di York ed Anversa, quella sulla Costruzione navale, e quella sulle Assicurazioni marittime, per giungere infine ad attività letterarie romanzesche, sempre legate al mare.
La Presidente ha poi ricordato che, come tradizione, la Targa del Propeller è costituita da una lastra di ardesia (simbolo del territorio ligure) personalizzata. Per l’avv. Siccardi sull’ardesia è stata incisa l’immagine di un antico volume che si apre, dal quale emerge un veliero tra i flutti: simbolo della sua vita professionale, costruita sulla conoscenza, sugli studi e sul sapiente approfondimento del diritto marittimo.
La Presidente ha quindi consegnato ufficialmente la Targa Mariano Maresca 2025 all’avv. Francesco Siccardi, ringraziandolo per il suo prezioso contributo alla città di Genova e al mondo giuridico.

L’avv. Siccardi ha iniziato ringraziando per il premio e ha spiegato che ciò che lo rende davvero orgoglioso è far parte del mondo marittimo e dello shipping, un settore che apprezza profondamente.
Ha spiegato che lo shipping è speciale perché internazionale: mette in contatto culture diverse e permette uno scambio di esperienze che apre la mente e aiuta a capire meglio i problemi. Ha ricordato anche il legame tra il mare e grandi opere della letteratura e della storia, dalle battaglie famose ai romanzi ambientati tra i mari.
Secondo lui, chi lavora nel settore marittimo fa parte di un’attività che “conta nel mondo”. Ha però osservato che per molto tempo, soprattutto a livello nazionale, lo shipping è stato sottovalutato nonostante l’Italia abbia 8.000 chilometri di coste. Oggi qualcosa sta cambiando, anche se il movimento sembra partire più dagli operatori del settore che dal governo.
Ha sottolineato di avere fiducia nei giovani motivati, quelli che vogliono costruire il loro futuro e che, a suo parere, saranno capaci di portare avanti lo shipping. Ha concluso dedicando il premio proprio a loro e alla sua famiglia, e ringraziando ancora.

La Presidente ha poi chiesto all’avv. Siccardi, in base alla sua grande esperienza e alle sue ampie conoscenze, come ritenga che si possa impostare il diritto marittimo internazionale in un mondo così frammentato e segnato da situazioni che mettono a rischio l’uniformità delle norme. Ha inoltre domandato quale, secondo lui, potrebbe essere il futuro del diritto marittimo internazionale.

Siccardi ha spiegato che l’uniformità del diritto internazionale, e in particolare del diritto marittimo, non serve solo a creare regole comuni tra gli Stati, ma anche a favorire armonia e collaborazione tra Paesi diversi. Ha ricordato che le convenzioni internazionali sul diritto marittimo sono nate insieme ai primi tentativi di cooperazione globale, come la Società delle Nazioni e poi l’ONU.
Ha spiegato che nel periodo delle guerre sono state prodotte molte meno convenzioni, perché la mancanza di armonia tra i Paesi influisce negativamente sulla creazione di regole comuni. Oggi, secondo alcuni esperti, c’è una certa “stanchezza” nel creare nuovi trattati internazionali, a causa dei nazionalismi e delle tensioni geopolitiche attuali.
Ha detto che il diritto marittimo internazionale ha comunque regolato quasi ogni settore, tranne due, principalmente: l’avaria comune (regolata da model law) e le assicurazioni marittime, dominate soprattutto dalle polizze inglesi e, più recentemente, da quelle scandinave.
Siccardi ha poi descritto quanto sia difficile creare leggi internazionali: bisogna trovare compromessi tra Paesi con sistemi giuridici diversi senza peggiorare la qualità delle norme. Ha ricordato che oggi il ruolo principale nella creazione di queste leggi è dell’IMO, che ha un approccio più politico rispetto agli organismi del passato.
Ha parlato anche della capacità del diritto internazionale di rinnovarsi nel tempo, ricordando due episodi significativi. Il primo è quello del Titanic: il suo affondamento portò, nel 1914, all’introduzione di nuove norme sulla costruzione delle navi. Il secondo è il caso della Torrey Canyon, la petroliera che nel 1967 provocò un grave disastro ambientale e spinse alla nascita di una convenzione che rese più chiaro ed efficace il sistema di responsabilità e assicurazione per i danni causati dall’inquinamento.
Ha spiegato che il diritto internazionale si basa su tre pilastri: uniformità, innovazione e tradizione. Con “tradizione” si riferisce al mantenere norme che funzionano bene, anche se datate, come la Convenzione del 1924 sul trasporto marittimo, che è ancora oggi più utilizzata rispetto alla più recente Convenzione di Rotterdam, rimasta quasi senza ratifiche.
Infine, si è soffermato sul futuro del diritto marittimo, sottolineando che nei prossimi anni dovrà confrontarsi con tre grandi sfide. La prima è la decarbonizzazione, resa ancora più urgente dalle regole sempre più severe sulle emissioni introdotte anche dall’Unione Europea. La seconda riguarda lo sviluppo delle navi autonome, che richiederà un aggiornamento profondo delle norme attuali, pensate per un sistema in cui è sempre presente un equipaggio. La terza sfida, infine, è quella del rischio informatico, un problema che sta assumendo un ruolo crescente anche nel settore marittimo.
Ha concluso dicendo che il lavoro da fare è ancora molto e ha invitato i giovani a impegnarsi per il futuro del diritto marittimo.

La Presidente ha ringraziato con calore l’avvocato Siccardi per il suo intervento e ha ringraziato tutti i presenti per la grande partecipazione (da tutto esaurito!) a questa serata natalizia, ricca di contenuti giuridici e marittimi, e ha anticipato che il prossimo anno sono già previsti numerosi incontri. Ha quindi rivolto a tutti gli auguri di Buon Natale e di Buone Feste, ricordando i valori della nostra tradizione.
La serata si è conclusa con un caloroso brindisi, durante il quale i partecipanti si sono scambiati gli auguri e si sono dati appuntamento al prossimo anno.

         

 

 

SERATA DI BENEFICENZA COMITATO WELFARE

Martedì 18 novembre 2025 il The International Propeller Club – Port of Genoa ha compartecipato alla serata di beneficenza a favore di Stella Maris, organizzata dal Comitato Territoriale Welfare della Gente di Mare a bordo della M/N Suprema, ormeggiata nel porto di Genova e gentilmente messa a disposizione da Grandi Navi Veloci (GNV).

L’iniziativa, fortemente promossa dal Propeller Club di Genova, da sempre vicino alle attività del Comitato Welfare e di Stella Maris, è stata presentata dal Consigliere del Propeller Club dott. Renato Causa, che ha ringraziato i numerosi ospiti e i rappresentanti delle istituzioni presenti.

Dopo l’aperitivo, la serata si è aperta con l’intervento dell’Ammiraglio Antonio Ranieri, Direttore Marittimo della Liguria e Presidente del Comitato Territoriale Welfare della Gente di Mare, che ha rivolto un saluto ai presenti e ha ringraziato GNV per l’ospitalità. Nel suo intervento ha ricordato il valore dell’iniziativa, dedicata alla memoria del Cavaliere Aldo Grimaldi, sottolineando il profondo legame che lo ha sempre unito alla gente di mare e al porto di Genova. L’Ammiraglio Ranieri ha inoltre ricordato l’importanza del lavoro svolto dal Comitato Welfare e da Stella Maris, evidenziando il ruolo delle istituzioni e del cluster marittimo nel garantire attenzione, assistenza e sostegno a chi lavora in mare.

Successivamente, Don Giampiero Carzino, in rappresentanza dell’Arcivescovo di Genova Marco Tasca e responsabile di Stella Maris Genova, ha illustrato ai presenti le principali attività svolte dalla Fondazione a favore dei marittimi, che ogni giorno arrivano nei porti spesso dopo lunghi periodi di navigazione e lontananza dalle famiglie. Don Carzino ha evidenziato il valore dell’accoglienza, dell’assistenza umana e spirituale e dei servizi concreti offerti da Stella Maris nei diversi scali portuali. Ha inoltre presentato il progetto “Seamen’s Club on-line”, una nuova iniziativa che prevede la realizzazione di una piattaforma digitale pensata per raggiungere i marittimi anche quando sono in navigazione o lontani dai porti. Il progetto ha l’obiettivo di offrire informazioni, contatti e servizi di welfare, affiancando e integrando l’attività svolta in presenza dai volontari di Stella Maris.

Nel corso della serata sono intervenuti numerosi rappresentanti delle istituzioni e del cluster marittimo. Tra questi l’Assessore al Welfare del Comune di Genova Cristina Lodi, che ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale, il Direttore Generale di Confitarma Luca Sisto, che ha ricordato la figura e la visione di Aldo Grimaldi e il suo contributo allo sviluppo del settore armatoriale italiano, e l’Amministratore Delegato di GNV Matteo Catani, il quale ha ricordato l’impegno di GNV nel creare valore per i territori e le comunità, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, all’innovazione tecnologica e al ruolo sociale dell’impresa, ricordando anche l’arrivo a Genova della prima nave della flotta italiana alimentata a GNL.

È intervenuta anche la Direttrice della Fondazione Il Secolo XIX Barbara Grosso, che ha presentato la recente nascita della Fondazione e il progetto di valorizzazione e digitalizzazione dell’archivio storico del quotidiano, patrimonio di memoria collettiva e strumento di conoscenza per le nuove generazioni.

La serata ha visto inoltre la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, del mondo dello shipping genovese, del Comandante e dell’equipaggio della M/N Suprema, oltre a numerosi soci del Propeller Club di Genova.

Momento centrale dell’evento è stata la consegna della Targa Cavaliere Aldo Grimaldi al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, in occasione del 160° anniversario della sua istituzione, quale riconoscimento per l’impegno svolto nel tempo a favore della tutela, della formazione e del benessere della gente di mare. La targa è stata ritirata, a nome del Corpo, dal Comandante Andrea Santini.

Sono state inoltre consegnate due Targhe Onorarie del Comitato Welfare: ad Assagenti, nell’80° anniversario della Fondazione, ritirata dal Presidente Gianluca Croce, per il costante supporto alle iniziative a favore dei marittimi ed al Diacono Massimo Franzi, per oltre vent’anni di servizio e di impegno nell’assistenza alla gente di mare e per il contributo allo sviluppo delle attività di Stella Maris.

Era presente alla serata anche la Dott.ssa Alessandra Grimaldi la quale ha ringraziato GNV per l’ospitalità e il Comitato Welfare per l’impegno costante a favore della gente di mare. Nel ricordare la figura del padre, il Cavaliere Aldo Grimaldi, ha evidenziato la sua capacità di guardare al futuro, di anticipare i cambiamenti e di credere fortemente nel valore del lavoro e nella centralità delle persone. Ha ricordato il suo legame profondo con i marittimi, considerati parte di una vera e propria comunità, e l’importanza di trasmettere questi valori alle nuove generazioni.

Infine, il Comandante Andrea Santini, intervenuto in rappresentanza del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ha ringraziato il Comitato Welfare e la famiglia Grimaldi per il riconoscimento conferito. Ha sottolineato come l’anno del 160° anniversario della fondazione del Corpo sia stato particolarmente significativo e ricco di iniziative, e come questo premio rappresenti un ulteriore attestato di stima per il lavoro svolto quotidianamente dal personale delle Capitanerie di Porto.
Il Comandante Santini ha inoltre ricordato l’importanza del ruolo svolto dal Comitato Welfare della Gente di Mare e da Stella Maris, evidenziando il valore dei servizi offerti ai marittimi e il sacrificio che caratterizza il lavoro in mare.

La serata si è conclusa con una cena conviviale presso il ristorante di bordo, in un clima di partecipazione e condivisione, confermando ancora una volta l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e operatori del cluster marittimo a sostegno della gente di mare.

      

 

I GIOVANI E LO SHIPPING

Mercoledì 15 ottobre, in occasione della Genoa Shipping Week, si è tenuto il primo aperitivo conviviale organizzato dal Gruppo Giovani del The International Propeller Club – Port of Genoa. È stato un momento piacevole di incontro tra giovani professionisti dello shipping, della logistica e dei trasporti, finalizzato a conoscersi, scambiarsi idee e creare nuove connessioni.

L’incontro, ospitato presso la sede del Propeller Club di Genova, ha visto la partecipazione di numerosi giovani soci,rappresentanti di altri Propeller Club italiani e operatori del settore, oltre alla presenza del Consigliere Mario Caraffini, che ha portato i saluti in rappresentanza del Comune di Genova.

Dopo l’introduzione della Presidente Giorgia Boi, il Vicepresidente, Enrico Molisani, ha preso la parola, esprimendo il piacere di ospitare l’evento nella sede del Propeller e sottolineando l’importanza di creare occasioni che uniscanopersone, idee e attività. Ha inoltre rivolto un caloroso benvenuto a tutti i partecipanti, particolarmente a chi proveniva da fuori città.

Successivamente, Riccardo Delucchi, rappresentante del Gruppo Giovani del Propeller Club di Genova e del Propeller Nazionale, ha sottolineato la volontà del Gruppo Giovani di diventare un punto di incontro, ascolto e partecipazione costruttiva per la nuova generazione di professionisti dello shipping, promuovendo il dialogo e la collaborazione tra i diversi attori del settore. Ha presentato le prime iniziative in programma, tra cui ha ricordato la visita a Ente Bacini, società storica della portualità genovese, e una serata in collaborazione con Faros dedicata alla presentazione di start-upinnovative nella Blue Economy.

Francesca Picasso, responsabile di Faros Accelerator, ha poi approfondito il ruolo dell’organizzazione nell’ambito del supporto alle start-up marittime e sostenibili. Ha illustrato il funzionamento dell’ecosistema Faros, che supporta le start-up attraverso investitori, aziende e istituzioni, e ha sottolineato i risultati ottenuti negli ultimi anni: 25 start-up supportate direttamente, investimenti superiori a 3,5 milioni di euro, oltre 18 milioni raccolti ulteriormente, e un fatturatocomplessivo di oltre 11 milioni con 158 dipendenti.

Il Consigliere Ing. Ezio Palmisani è stato ringraziato per il contributo nel promuovere le start-up all’interno del Propeller Club, sottolineando l’importanza di creare contesti in cui i giovani possano esprimere le proprie idee in maniera costruttiva.

Il Presidente del Propeller Nazionale, Umberto Masucci, ha preso la parola per sottolineare il valore dei giovani nel Propeller, ricordando la lunga storia dell’associazione e l’importanza di investire nella nuova generazione per trasmetterecapitale umano e creare opportunità di networking a livello nazionale e internazionale. Ha invitato i giovani a partecipare attivamente agli eventi nazionali e internazionali, ricordando l’importanza del loro contributo nella costruzione del futuro del settore.

E’ stato poi annunciato il lancio del nuovo sito web del Propeller Nazionale, affidandone la presentazione a GiuliaMasciullo, che ha illustrato le caratteristiche principali del sito: una veste grafica moderna, una navigazione intuitiva, e la possibilità di consultare tutte le informazioni principali sulle varie sezioni. Inoltre, ogni singolo Club dispone di una propria pagina con link ai social e al sito web, mentre una nuova mail dedicata alla comunicazione permetterà diraccogliere aggiornamenti e materiali dai diversi Clubs. Il sito è concepito come uno strumento vivo, costantementeaggiornabile con contenuti e feedback dei soci.

È infine intervenuto Massimiliano Giglio, Segretario Generale di Assagenti, che ha portato un saluto a nome dell’Associazione.

La serata si è conclusa con un aperitivo, un momento di networking e di confronto informale, veramente molto piacevole e costruttivo, tra tutti i partecipanti.

 

 

SHIPPING & INDUSTRIA: I CAMBIAMENTI DI “ROTTA” IMPOSTI DALL’ATTUALE CONTESTO MONDIALE

In occasione della Genoa Shipping Week, martedì 14 ottobre 2025, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato un esclusivo meeting conviviale in forma di Cena di Gala presso Villa Lo Zerbino sul tema:

SHIPPING & INDUSTRIA: I CAMBIAMENTI DI “ROTTA” IMPOSTI DALL’ATTUALE CONTESTO MONDIALE

La Presidente Giorgia Boi ha salutato e ringraziato i numerosi presenti e i relatori, dando anche il benvenuto ad una nuova Socia del Club, Stefania Comelli, ingegnere navale e pittrice, ringraziandola per aver voluto condividere con noi molti dei suoi quadri, tutti a soggetto marino, esposti nelle sale di Villa Lo Zerbino durante tutta la manifestazione.

Ha poi lasciato la parola al Presidente di Confitarma Mario Zanetti, il quale ha sottolineato l’importanza del mare,che unisce ma richiede anche sicurezza per chi ci lavora e per il commercio. Ha spiegato che gli eventi internazionali influenzano molto le aziende del settore marittimo, ma che è fondamentale concentrarsi su ciò che si può controllare:semplificare la burocrazia, orientare gli investimenti tecnologici e creare regole che non penalizzino la competitività. Infine, ha evidenziato il ruolo centrale della formazione, rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato, ITS e università, per preparare persone qualificate e garantire un futuro solido al settore.

In seguito, Luca Sisto, Direttore generale di Confitarma, ha portato i saluti di Confitarma e ha detto che in Italia sta crescendo una nuova consapevolezza del valore del mare. Ha ricordato che il mare offre grandi opportunità per l’economia, i giovani e la formazione, e che nel settore marittimo serve unità e collaborazione. Ha aggiunto che le rotte del commercio sono anche rotte di pace, perché il mare unisce i popoli e crea relazioni tra i Paesi.

La Presidente ha poi introdotto il collegamento online con il professor Antonio Gozzi, Presidente di Federacciai,ringraziando il Consigliere Segretario, ing. Ezio Palmisani per l’organizzazione di questo collegamento.

Il prof. Antonio Gozzi ha parlato della competitività europea, della transizione energetica e del Piano Mattei, sottolineando che negli ultimi 15-20 anni l’Europa ha perso terreno rispetto a USA e Cina: il PIL è sceso a due terzidi quello americano, il reddito pro capite al 60%, e l’Europa non guida più in settori chiave come intelligenza artificiale e biotecnologie.
Nonostante un mercato grande, tassi bassi e energia relativamente economica, l’Europa non ha investito abbastanza in innovazione e ricerca. Ha criticato il Green Deal europeo come troppo ideologico, perché favorisce la Cina nelle tecnologie verdi e mette a rischio le industrie di base europee, senza tutelare la manifattura locale. Ha poi sottolineato il ruolo dell’Italia, che grazie a imprese resilienti e creative può diventare un leader nel Mediterraneo, approfittando delle difficoltà di Germania e Francia. Il Piano Mattei punta a collaborare con paesi nordafricani in energia e formazione. L’Italia formerà tecnici e lavoratori locali, con vantaggi sia per l’industria italiana sia per i paesi partner. Parte dell’energia verde prodotta in Nord Africa sarà importata tramite un cavo Sicilia-Tunisia, mentre una quota resterà ai paesi coinvolti.
Infine, il prof. Gozzi ha ricordato che l’Italia ha un vantaggio culturale e relazionale nel Mediterraneo, grazie all’empatia e alla fiducia che ispira, il che facilita progetti di cooperazione economica, formativa e energetica. In generale, secondo il relatore, l’Europa deve ripensare le politiche industriali e climatiche, mentre l’Italia può sfruttare la propria posizione e capacità produttiva per creare vantaggi strategici.

Dopo la Cena la Presidente ha ringraziato tutti i presenti, le istituzioni e i relatori, dedicando un momento speciale al tavolo del Propeller Club dove, oltre al Presidente nazionale Umberto Masucci, erano presenti anche i Presidenti deiPropeller Clubs di La Spezia, Trieste e Venezia. Ha poi introdotto la fase dei saluti istituzionali, passando in particolare la parola al Vicesindaco del Comune di Genova.

Alessandro Terrile ha così portato i saluti del Comune di Genova e ha ringraziato il Propeller, la sua Presidente Boie tutti gli organizzatori della Genoa Shipping Week, sottolineando che proprio grazie al loro lavoro Genova è la Capitale dello shipping e che questa settimana mostra decisamente la professionalità e la forza del settore marittimo. Ha rilevato che la Shipping Week porta benefici immediati alla città, come turismo e visibilità, ma anche vantaggi a lungo termine, creando relazioni e valorizzando Genova nel mondo.

L’Ammiraglio Antonio Ranieri ha raccontato che, pur essendo arrivato a Genova da poco, ha iniziato a partecipare a tutti gli eventi legati al mare, sentendosi accolto e parte della città, grazie al clima di collaborazione e inclusione che ha trovato.

Il Presidente di Assagenti Gianluca Croce ha sottolineato l’importanza di valorizzare i giovani, le eccellenze locali e il mondo dello shipping, che oggi è moderno e pieno di opportunità. Ha lodato la formazione marittima genovese eha ringraziato il Propeller e la Presidente Boi per il loro impegno.

Paolo Pessina Presidente di Federagengi ha detto che quest’anno la Genova Shipping Week è stata speciale perché ha permesso ai giovani di incontrare il mondo dello shipping e viceversa. Ha sottolineato che i giovani hanno mostrato grandi capacità e che meritano fiducia, spiegando che l’evento serve anche a passare il testimone alle nuove generazioni.

Umberto Masucci ha augurato buona Shipping Week e ha rilevato quanto sia difficile organizzare un evento così importante. Ha ricordato che il Propeller Club ha ricevuto un prestigioso premio internazionale, il premio Guido Corso, per il lavoro di networking e unione nel mondo dello shipping e della logistica. Infine, ha invitato il Sindaco di Genova a partecipare alla prossima edizione della Naples Shipping Week, sottolineando la collaborazione tra le due città e le loro comunità marittimo-portuali.

La Presidente del Propeller di Venezia Anna Carnielli ha salutato tutti e ha ringraziato per l’invito, parlando a nome dei soci del Propeller Club di Venezia. Ha spiegato che stanno lavorando per coinvolgere i giovani, in modo che possano imparare dalle esperienze dei membri più esperti, in un periodo storico difficile.
Ha poi consegnato alla Presidente del Propeller Club di Genova un’ Oseida in vetro, simbolo di stima  e  prestigio,  creato  per  il  cinquantesimo  anniversario  del  Club  di  Venezia. Ha sottolineato l’importanza di collaborare e creare iniziative culturali tra i due Clubs.

La Presidente ha poi lasciato la parola ad Enrico Molisani, Vicepresidente del Propeller di Genova e moderatore della serata.

Enrico Molisani ha sottolineato che l’apertura della settimana è stata emozionante e significativa per la città, e che gli interventi, come quelli del professor Gozzi e del direttore di Confitarma, hanno evidenziato come il mare unisca nazioni, popoli ed industrie.
Ha poi passato la parola a Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, evidenziando il suo ruolo chiave sia come rappresentante degli armatori sia come imprenditore del settore marittimo, e invitandolo a raccontare lo sviluppo del mondo del mare e l’impatto della geopolitica sulle relazioni internazionali e sull’industria.

Stefano Messina ha iniziato ringraziando tutti e parlando del valore di coinvolgere i giovani nello shipping, raccontando esperienze personali e sottolineando l’importanza di trasmettere competenze e passione alle nuove generazioni.
Ha poi parlato del settore marittimo italiano, distinguendo tra mercato internazionale e traffico nazionale. Ha spiegato che, sebbene le compagnie italiane abbiano una quota molto piccola del mercato mondiale dei trasportiinternazionali, la loro presenza è importante per garantire continuità e sicurezza negli approvvigionamenti, soprattuttoin zone a rischio. Ha sottolineato che nel traffico nazionale e nelle “autostrade del mare” gli operatori italiani e la bandiera italiana sono predominanti, e che questi settori cresceranno rapidamente, favorendo anche nuove opportunità per i giovani.
Il relatore Messina ha evidenziato l’importanza della digitalizzazione e delle nuove competenze, osservando che igiovani oggi sono preparati e capaci, e questo rende ottimista sul futuro del settore marittimo. Ha concluso dicendo che investire e assumere persone qualificate è fondamentale per far crescere l’ambiente di lavoro e il settore nel suo complesso.

Enrico Molisani ha poi introdotto il Dottor Fabrizio Ferrari, Presidente di Confindustria Genova, chiedendogli di parlare delle sfide e del futuro dell’industria genovese e del suo legame con il settore marittimo.

Fabrizio Ferrari ha ringraziato per l’invito e ha parlato con entusiasmo dell’industria genovese e ligure, sottolineando che i dati recenti sono molto positivi. Ha spiegato che un’industria forte sostiene anche traffici marittimi più efficienti, perché prodotti e merci hanno bisogno di essere trasportati.
Ha evidenziato il ruolo strategico di Genova come punto di accesso al Mediterraneo e alle coste del Nord Africa, ed ha ricordato le iniziative in corso per rafforzare i legami commerciali e industriali con questi paesi, considerandoli un’opportunità naturale per lo sviluppo economico e marittimo.
Il relatore Ferrari ha poi parlato di innovazione e digitalizzazione, sottolineando l’importanza di utilizzare l’intelligenza artificiale nel modo giusto. Ha spiegato che, sebbene l’Europa e l’Italia non possano competere con i grandi investimenti fatti da USA e Cina, possono sfruttare i propri dati e sviluppare strumenti più piccoli e verticali(small language model) per migliorare i processi industriali e proteggere le informazioni. Ha concluso osservando che l’industria deve concentrarsi su queste tecnologie innovative per crescere, mantenere indipendenza tecnologica e rafforzare la competitività, sfruttando i dati e le competenze locali in modo intelligente e sicuro.

Successivamente si è aperto un dibattito.

Il Presidente Ferrari ha chiesto al Presidente Messina se le nuove “rotte artiche” possano influenzare lo shipping italiano. Messina ha risposto che, al momento, l’impatto è minimo. Nel 2024 ci sono stati solo pochi viaggi di provarispetto ai migliaia sulla rotta tradizionale. Ha spiegato che il trasporto via nave deve essere economicamentesostenibile: le navi hanno costi elevati ogni giorno e servono traffici commerciali stabili. Per ora le rotte artiche non influenzano i porti e le rotte italiane, anche se in futuro la situazione potrebbe cambiare.

Giorgia Boi ha chiesto come il mondo dello shipping gestisce i rischi legati a tensioni geopolitiche e ad azioni egemoniche di alcuni Paesi. Messina ha spiegato che questi eventi non sono controllabili, quindi le compagnie si adattano: cambiano rotte, riorganizzano le linee e cercano alternative per mantenere traffici e ricavi. Ha sottolineato che il successo dipende spesso dalla capacità di trasformare situazioni negative in opportunità. Ferrari ha aggiunto che la forza delle piccole e medie imprese italiane sta proprio nella capacità di reinventarsi e sfruttare situazioni difficili, distinguendosi sul mercato.

Il Vice Presidente Molisani ha chiesto a Ferrari come la decarbonizzazione della terra e del mare possano dialogare e integrarsi. Ferrari ha spiegato che alcune scelte europee hanno penalizzato l’industria, come quella automotive, senza garantire energia pulita sufficiente. Ha sottolineato l’importanza di ripensare al nucleare come risorsa insiemea solare ed eolico. Secondo il relatore, in Italia si è persa una grande opportunità industriale perché decisioniimportanti sul nucleare sono state affidate a un referendum, con conseguenze negative per l’industria nazionale.

Messina ha infine spiegato che il governo italiano sta prestando maggiore attenzione all’economia del mare, anche grazie al Propeller Club. Sono coinvolti sette ministeri nella Blue Economy, ma la burocrazia è complessa e l’Italia è spesso in ritardo rispetto all’UE. Le nuove normative ambientali europee aumenteranno i costi del trasporto marittimo e della logistica, anche se i porti italiani restano tra i più efficienti. Per questo, le aziende devono investirein logistica e competenze e le infrastrutture portuali devono adeguarsi, ad esempio al cold ironing delle nuove navi, altrimenti ci saranno sanzioni e costi aggiuntivi.

Al termine della serata, la Presidente Giorgia Boi ha ringraziato tutti i partecipanti ed i relatori, consegnando loro unpresente come segno di stima e apprezzamento del Propeller Club di Genova.

                              

 

 

GENOVA CAPITALE DELLO SHIPPING Le risposte professionali e progettuali genovesi per l’affermazione dello shipping italiano nel mondo

Nel giorno inaugurale della Genova Shipping Week, il Propeller Club – Port of Genoa ha aperto ufficialmente lasettimana di eventi con un talk show trasmesso da Telenord, dedicato al ruolo – passato, presente e futuro – di Genova nello sviluppo ed affermazione dello shipping italiano e internazionale.

L’incontro, moderato da Simone Galdi e seguito dal pubblico sia in diretta televisiva, sia in streaming, sia inpresenza negli studi televisivi veramente gremiti, si è aperto con i saluti di Giorgia Boi, Presidente del Propeller Club di Genova, e di Gianluca Croce, Presidente di Assagenti.

La Presidente del Propeller Club, Giorgia Boi, salutando i presenti ha sottolineato il ruolo di Genova come Capitale dello Shipping ed ha rilevato la necessità di guardare al futuro con una visione sempre più internazionale.

Il Presidente di Assagenti, Gianluca Croce, ha evidenziato l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo dello shipping, valorizzando le nuove professionalità e la formazione, con la partecipazione di istituti locali.

Sono poi intervenuti nel talk show:

  • Matteo Catani, Amministratore Delegato di Grandi Navi Veloci
  • Marco Novella, Presidente e Amministratore Delegato di Sofipa
  • Matteo Paroli, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale
  • Antonio Ranieri, Comandante del Porto di Genova e Direttore Marittimo della Liguria
  • Fulvio Carlini, Presidente di Fonasba (in collegamento da Istanbul)

I relatori hanno innanzitutto discusso il legame storico e futuro tra Genova e il mare, sottolineando il ruolo centrale del porto nello sviluppo economico e culturale della città.

  • Marco Novella in particolare ha parlato delle origini marinare di Genova e della sua lunga tradizione armatoriale, sottolineando l’importanza di restare uniti come settore, oggi rappresentato da due associazioni guidate entrambe da genovesi.
  • Matteo Paroli ha spiegato perché è importante “fare sistema” tra i porti italiani per competere a livello internazionale. Ha descritto gli investimenti in corso a Genova e Savona per 3,6 miliardi di euro, ricordando la nuova diga foranea come opera simbolo, pensata per rendere più sicura ed efficiente la movimentazione delle merci.
  • Fulvio Carlini ha sottolineato che Genova e l’Italia stanno tornando protagoniste nello shipping internazionale grazie alla professionalità e alla presenza di molte aziende marittime italiane all’estero.
  • Antonio Ranieri ha illustrato il legame stretto tra porto e città, spiegando come le nuove opere, in particolare la diga, permetteranno di accogliere navi più grandi e di rendere le operazioni più sicure ed efficienti.
  • Matteo Catani ha descritto gli investimenti della sua azienda in otto nuove navi più grandi e sostenibili, tra cui la prima alimentata a gas naturale liquefatto, in grado di ridurre le emissioni fino al 50%. L’obiettivo è migliorare i servizi, creare valore per il territorio e garantire maggiore sicurezza e sostenibilità ambientale.

I relatori hanno poi discusso il ruolo chiave della digitalizzazione, formazione e transizione energetica per il futuro del porto di Genova.

  • Matteo Catani ha spiegato come l’uso di tecnologia digitale e intelligenza artificiale aiuti a controllare la flotta in tempo reale e a ridurre le emissioni, creando anche nuove opportunità di lavoro qualificato.
  • Antonio Ranieri ha sottolineato l’importanza della formazione continua per marittimi e operatori pubblici, per restare aggiornati sulle nuove tecnologie e normative.
  • Fulvio Carlini ha ricordato l’eccellenza della formazione italiana nel settore marittimo e l’ha proposta come modello da esportare all’estero, citando ad esempio l’Accademia della Marina Mercantile ed il corso Papagno di Genova.
  • Matteo Paroli ha illustrato i progetti per migliorare il rapporto città-porto, con nuove infrastrutture perseparare i flussi di traffico, potenziare il trasporto ferroviario e favorire carburanti alternativi come il GNL. Ha anche parlato dell’uso di droni e intelligenza artificiale per sicurezza e manutenzione.
  • Marco Novella ha richiamato l’attenzione sulla cultura marittima genovese, invitando cittadini e imprese a sostenere la transizione ecologica e i progetti di formazione e

Nel dibattito conclusivo, i relatori hanno espresso un forte ottimismo sul futuro di Genova nel contesto internazionale, sottolineando motivi diversi per credere nelle sue forti potenzialità.

  • Marco Novella ha affermato che Genova è in grado di farcela grazie alla sua posizione strategica nel Mediterraneo e alla sua lunga storia marittima di successi. Tuttavia, ha criticato la scarsa determinazione del sistema italiano nel valorizzare davvero il ruolo della città nei collegamenti europei, chiedendo maggiore riconoscimento per Genova come porto del Sud Europa.
  • Matteo Paroli ha condiviso l’ottimismo e ricordato come Genova abbia saputo trasformare la tragedia del ponte Morandi in un’occasione di rinascita, attirando grandi investimenti pubblici e privati. A suo modo di vedere, la città è assolutamente in grado di imporsi, perché ha intelligenza, storia, cultura e spirito imprenditoriale, oltre a un porto che si sta espandendo e modernizzando.
  • Antonio Ranieri si è detto certo che Genova riuscirà. Ha spiegato che la città è spesso apripista nelle innovazioni, come nel caso del rifornimento di GNL ship-to-ship, e che il successo deriva dalla collaborazione di tutto il cluster marittimo, pubblico e privato, che lavora unito per lo sviluppo del porto.
  • Infine, Matteo Catani ha definito Genova una città determinatamente ambiziosa, con una comunità che lavora per realizzare una visione comune di crescita economica e sociale. Ha evidenziato che accanto agliinvestimenti pubblici sulle infrastrutture ci sono anche grandi investimenti privati, segno della fiducia nel futuro della città.

Tutti i relatori hanno concordato sul fatto che Genova ha le risorse, la competenza e la visione per affrontare le sfide globali e consolidare il proprio ruolo nel Mediterraneo, a patto di continuare a investire in innovazione, infrastrutture e collaborazione.

               

 

 

IL NUCLEARE ED IL MARE

Mercoledì 24 settembre 2025, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato, in apertura del nuovo anno sociale, la prima riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace.

L’evento è stato moderato dal Vice Presidente Enrico MOLISANI e ha visto come relatori Massimo DEBENEDETTI – Amministratore Delegato Cetena e Michele FRIGNANI – Direttore Tecnologie Nucleari e Sviluppo Prodotti – Ansaldo Nucleare, sul tema, molto attuale e interessante:

“IL NUCLEALE ED IL MARE”

 L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato eringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto a cinque nuovi Soci: Sonia Sandei di Assoclima, MaurizioDaccà Presidente dell’Associazione Promotori Musei del Mare, nonché i giovani Gabriele Giovanni Canopoli, Batualp Cenkci ed Emanuele Ramaglia della Residenza Universitaria delle Peschiere.

Successivamente ha lasciato la parola all’Assessore Emilio ROBOTTI, il quale ha portato i saluti istituzionali del Comune di Genova.

La Presidente ha poi passato la parola ad Enrico MOLISANI Vice Presidente del Propeller Club – Port of Genoa,il quale ha presentato i relatori e introdotto il tema della serata, spiegando che il nucleare rappresenta una sfida per il futuro sotto diversi punti di vista: tecnologico, educativo, culturale e normativo. Ha ricordato anche che lo sviluppo del nucleare richiederà nuove regole internazionali e nazionali, oltre a un grande impegno da parte dell’industria, delle università e delle professioni ed ha sottolineato il ruolo fondamentale della divulgazione perfar comprendere meglio al pubblico questo tema.
Ricordando poi le parole di una Ministra degli esteri britannica, che aveva definito il nucleare non solo unaquestione energetica ma anche geopolitica, il moderatore ha quindi invitato i relatori ad approfondire non solo gli aspetti tecnici e industriali, ma anche quelli sociali e culturali.

Massimo DEBENEDETTI Amministratore Delegato Cetena, ha ringraziato il Propeller Club per l’opportunità diparlare del nucleare, un tema che in Italia è stato abbandonato troppo presto ma che oggi è di nuovo centrale nellatransizione energetica. Ha ricordato che non si può parlare seriamente di decarbonizzazione senza considerare anche il nucleare; ciò, sottolineando che il nucleare deve far parte della transizione energetica giacchè non èpossibile puntare solo sulle rinnovabili, che sono discontinue (tra l’altro, in oltre 70 anni di utilizzo civile, gli incidenti nucleari sono stati pochi e legati più a errori di gestione che alla tecnologia stessa).
Parlando di trasporto marittimo, Debenedetti ha spiegato che la transizione energetica in questo settore è moltocomplessa: a differenza di auto, treni o aerei, le navi sono estremamente diverse tra loro per dimensioni, rotte efunzioni. Per questo non esiste una sola soluzione valida per tutti: ogni nave dovrà adottare il carburante e la tecnologia più adatti al proprio profilo. In questo contesto il nucleare potrebbe essere una risposta importante,soprattutto per ridurre le incertezze legate alla disponibilità futura dei combustibili alternativi.
Ha sottolineato che Fincantieri sta già lavorando su varie soluzioni per ridurre le emissioni, come LNG, metanolo, idrogeno e ammoniaca, citando la costruzione della prima nave passeggeri a idrogeno che sarà consegnata nel 2026.
Il nucleare però, secondo il relatore, rappresenta una scommessa a lungo termine: realisticamente le prime navi civilipotrebbero arrivare intorno al 2040. La strada è lunga, perché servono nuove regole, autorizzazioni e molto sviluppo tecnologico.
Ha poi spiegato che i reattori di quarta generazione potrebbero essere adatti al settore navale perché più sicuri, compatti e con meno vincoli rispetto a quelli tradizionali. Inoltre, possono usare come combustibile le scorie dialtri reattori, trasformando così un problema in una risorsa. Il relatore ha sottolineato l’interesse della Marina Militare italiana, che vede nel nucleare un modo per aumentare autonomia, sicurezza e capacità di proiezione.L’idea è dunque partire con applicazioni militari come apripista, per poi passare alle navi civili.
Infine, ha rilevato che questa sfida potrebbe riportare in Europa la costruzione di grandi navi mercantili, un settore che da decenni è quasi del tutto perso, e che per l’Italia sarebbe un’occasione importante sia industriale che strategica.

Michele FRIGNANI Direttore Tecnologie Nucleari e Sviluppo Prodotti – Ansaldo Nucleare, ha concentrato il suo intervento sul tema del nucleare, illustrando l’evoluzione e le prospettive di questa tecnologia. Ha portato anche esempi tratti dall’esperienza di Ansaldo Nucleare, realtà in cui lavora, per spiegare lo sviluppo dei progetti e le applicazioni più significative.
Ha raccontato che, dopo la chiusura del programma nucleare italiano nel 1987, l’azienda ha trovato nuove opportunità soprattutto all’estero, in particolare in Romania, dove ha partecipato alla costruzione e al rinnovo di centrali. Questo ha portato a una crescita rapida, con circa 500 dipendenti e un portafoglio ordini molto superiore al fatturato attuale.
Ha sottolineato che oggi in Europa ci sono circa 100 reattori in funzione, che producono il 26% dell’elettricità dell’UE e rappresentano la fonte senza emissioni più importante. Il nucleare, a differenza delle rinnovabili, può fornire energia in modo costante o modulare la produzione in base alla domanda.
Parlando dei nuovi reattori di piccola taglia (SMR), il relatore ha evidenziato che nel mondo ci sono moltissimi progetti, ma solo pochi in costruzione. Questi impianti potrebbero essere realizzati più velocemente grazie alla modularità, ma la loro reale convenienza economica è ancora da dimostrare. Ha ricordato che esistono già esempi di utilizzo navale, come rompighiaccio e centrali galleggianti in Russia, ma le applicazioni restano limitate ecomplesse. Ha illustrato l’evoluzione delle diverse generazioni di reattori, sottolineando i miglioramenti in termini di sicurezza e sostenibilità, e il potenziale delle nuove tecnologie per ridurre le scorie e utilizzare meglio le risorse. Ha anche parlato delle sfide normative e assicurative per l’uso del nucleare a bordo delle navi, che richiederebbero nuove regole internazionali e infrastrutture adeguate.
Il relatore ha ricordato che il settore navale contribuisce solo per l’1,7% alle emissioni globali, ma produce unaquota molto alta di inquinanti nocivi (NOx e SOx). Per questo il nucleare potrebbe essere una soluzione interessante, insieme alle rinnovabili, per la decarbonizzazione. Infine, ha sottolineato l’importanza di ricostruirecompetenze, di formare giovani ingegneri e di migliorare l’accettazione pubblica di queste tecnologie. Hasegnalato a questo proposito un evento informativo a Genova (“Stand Up for Nuclear”), pensato per dialogare con i cittadini.

Successivamente si è tenuto un interessante dibattito, reso tale dalle domande ed osservazioni di numerosi soci.

Al termine del dibattito la Presidente Giorgia Boi ha voluto porgere un cordiale ringraziamento a tutti i numerosipartecipanti ed, in particolare, ai relatori, a cui ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club di Genova.

                             

 

160.mo ANNIVERSARIO DEL CORPO DELLE CAPITANERIE DI PORTO

Mercoledì 9 luglio maggio 2025, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato la riunione conviviale di fine anno sociale nella magnifica location dell’Hotel Bristol Palace di Genova, al fine di celebrare il 160° anniversario del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e, contestualmente, dare il benvenuto al nuovo Comandante del Porto di Genova e Direttore Marittimo della Liguria, Ammiraglio Antonio Ranieri.

 La serata ha visto una partecipazione davvero straordinaria: oltre a numerosissimi soci, ai vertici delle più importanti associazioni di settore ed a professionisti di spicco del settore marittimo, erano presenti moltissime Autorità e figure istituzionali di primo piano. Tra queste, si ricordano principalmente: il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il Vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, il Prefetto di Genova Cinzia Torraco, il Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale Matteo Paroli, il Generale dei Carabinieri Claudio Lunardo, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Luigi Macchia, il Presidente della Guardia Costiera Ausiliaria Stefano Sechi; tra le rappresentanze del settore portuale, si ricordano in particolare il Capo Pilota del Porto di Genova, Danilo Fabricatore Irace ed il Presidente del Gruppo Antichi Ormeggiatori, Flavio Bertorello; vanno anche segnalati molti altri rappresentanti sia del Comando Generale delle Capitanerie di Porto e della Direzione Marittima della Liguria, sia delle principali realtà del cluster marittimo ligure, tra cui Assagenti con il suo Presidente Gianluca Croce.

 Dopo i momenti conviviali dell’aperitivo di benvenuto e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti, dando il benvenuto a sei nuovi soci: Alice Arduini (Alix International S.r.l.), Fabio Doppierio (Residenza Universitaria delle Peschiere), Massimo Franzi (PSC Impianti Navali Condizionamento), Luca Marchiando (Residenza Universitaria delle Peschiere), Flavio Riolfo (Zurich Insurance Europe AG), e Francesco Massimo Tiscornia (Studio Avv.ti Tiscornia).

 La Presidente ha poi lasciato la parola per i saluti istituzionali al Presidente della Regione Marco BUCCI il quale ha espresso il suo onore nel partecipare all’evento, sottolineando il valore e l’importanza del Corpo delle Capitanerie di Porto per la sicurezza in mare.
Ha ricordato la sua esperienza personale come giovane ufficiale nella Capitaneria di Porto, raccontando con affetto i mesi trascorsi in servizio. Ha concluso ringraziando tutti gli uomini e le donne che ogni giorno svolgono questo servizio con dedizione.

 Il vicesindaco di Genova, Alessandro TERRILE, ha portato i saluti del Comune e della sindaca Silvia Salis e ha sottolineato il forte legame tra la città e la Guardia Costiera. Ha evidenziato l’importanza del loro lavoro nel soccorso in mare, nella tutela ambientale e nella sicurezza dei traffici portuali, essenziali per l’economia genovese. Ha infine ringraziato il personale per il costante impegno, spesso silenzioso ma fondamentale, soprattutto nelle emergenze.

Un momento speciale è stato dedicato al brindisi per celebrare i 160 anni delle Capitanerie, accompagnato da una torta con luminarie decorata con il logo ufficiale del 160° anniversario su sfondo azzurro mare, a simboleggiare un traguardo storico raggiunto con impegno e passione.

 Successivamente è stato presentato con un caloroso benvenuto l’Ammiraglio RANIERI, nuovo Comandante del Porto di Genova e Direttore marittimo della Liguria.

Nel suo intervento, l’Ammiraglio Antonio RANIERI ha ringraziato i presenti e in particolare la Presidente Giorgia Boi per l’organizzazione della serata. Ha rivolto un pensiero affettuoso al suo comandante generale Nicola Carlone, riconoscendone l’impegno e la vicinanza alla Direzione Marittima di Genova, che oggi ha l’onore di guidare.
Ha poi ricordato come le Capitanerie di Porto, nate 160 anni fa, abbiano mantenuto e ampliato nel tempo i loro compiti. Su 11 funzioni individuate a livello europeo per la Guardia Costiera, ben 9 sono svolte direttamente dal corpo italiano, mentre le altre 2 vengono gestite in collaborazione con altre forze dello Stato.
Oltre alle attività note di soccorso, tutela ambientale e sicurezza in mare, ha sottolineato anche l’importante ruolo amministrativo svolto nei porti: garantire che le navi possano attraccare in sicurezza, coordinare piloti, rimorchiatori e ormeggiatori, e vigilare sulle operazioni commerciali di carico e scarico. Un lavoro silenzioso ma fondamentale per il buon funzionamento del sistema portuale.
Ha concluso l’intervento presentando un breve video che ha ripercorso i momenti più significativi della storia della Guardia Costiera.

 Successivamente è intervenuto il Prof. Luca LO BASSO, ordinario di Storia Moderna all’Università di Genova e fondatore della prima cattedra italiana di storia marittima. Ha raccontato le antiche origini delle funzioni oggi svolte dalle Corpo delle Capitanerie di Porto e dalla Guardia Costiera.
In particolare, ha illustrato come, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, Genova avesse sviluppato un sistema istituzionale avanzato per regolare l’attività marittima, sia mercantile che portuale. Al centro di questo sistema c’era il Magistrato dei Conservatori del Mare, istituito nel 1490 e reso stabile dal 1528, con competenze tecniche, amministrative e giudiziarie, attivo fino all’età napoleonica.
La sede operativa era in Vico Conservatori del Mare, nei pressi di Piazza Banchi, allora fulcro della vita marittima cittadina. Qui i Conservatori si occupavano di costruzione e manutenzione delle navi, arruolamento degli equipaggi, disciplina portuale e rilascio delle patenti per i capitani, anticipando modelli simili sviluppati più tardi in altri stati italiani.
Il prof. Lo Basso ha spiegato che i Capitani di marina dovevano sostenere esami teorici e pratici, e che i più esperti di loro diventavano esaminatori, creando così un sistema autoregolato, ma anche influenzato dalle grandi famiglie aristocratiche genovesi, che ne controllavano l’accesso.
Il modello genovese si avvicinava per struttura agli ammiragliati inglesi e francesi, e aveva anche legami con i Consolati del Mare, in particolare quello catalano. Queste istituzioni, diffuse nei porti del Mediterraneo, applicavano un tipo di giustizia sommaria, cioè rapida ed efficace, utile soprattutto nei rapporti commerciali marittimi.
Infine, ha sottolineato come questa lunga tradizione storica sia tuttora visibile nello stemma della Capitaneria di Porto di Genova, che conserva il riferimento ai Conservatori del Mare. Un legame forte con il passato che testimonia l’importanza e la continuità della vocazione marittima della città.

 L’Ammiraglio Nicola CARLONE, a cui la Presidente Giorgia Boi ha dato la parola indirizzando espressioni di grande vicinanza ed apprezzamento, ha aperto il suo intervento esprimendo orgoglio e gratitudine per essere stato invitato a celebrare i 160 anni del Corpo delle Capitanerie di Porto.
Nel suo intervento ha ripercorso le tappe fondamentali della lunga storia del Corpo, a partire dalla sua nascita nel 1865 con l’unificazione di due realtà – una militare e una civile – sotto un unico comando. Ha ricordato come nel tempo le Capitanerie abbiano assunto un ruolo sempre più ampio e articolato: dalla militarizzazione avvenuta nel 1917 durante la Prima guerra mondiale, all’introduzione del Codice della Navigazione nel 1942, che ha definito funzioni e competenze in modo strutturato.
Negli anni successivi, le Capitanerie hanno ampliato le proprie attività, diventando protagoniste anche nel settore della pesca, del diporto, della sicurezza in mare e della tutela ambientale. L’Amm. Carlone ha ricordato, ad esempio, l’avvio della campagna “Mare Sicuro” negli anni ’70 e l’estensione dell’attività anche ai laghi dopo una tragedia avvenuta sul Garda. Con la nascita delle aree marine protette e l’istituzione ufficiale della Guardia Costiera nel 1989, il Corpo ha assunto un ruolo centrale nella protezione dell’ambiente marino.
Negli anni ’90 sono stati creati strumenti importanti come il Comando Generale e il centro nazionale di coordinamento per i soccorsi in mare (MRCC Italia), mentre più recentemente il lavoro delle Capitanerie si è arricchito grazie all’uso della tecnologia, con sistemi digitali per semplificare i servizi ai cittadini, droni per monitorare i cetacei, e piattaforme online per consultare le ordinanze.
Durante il suo intervento, l’Amm. Carlone ha mostrato un video che raccontava come sono stati celebrati i 160 anni delle Capitanerie di Porto in varie città italiane. Tra queste ha ricordato anche Sanremo, dove il Corpo è stato festeggiato in un contesto speciale.
Ha anche mostrato un cortometraggio speciale, ideato per raccontare la storia e i valori delle Capitanerie di Porto in modo coinvolgente e accessibile a tutti.
Ha concluso il suo intervento con un forte senso di appartenenza e di speranza verso il futuro, sottolineando l’importanza di proseguire su questa rotta con passione, responsabilità e spirito di servizio.

 La serata si è conclusa con un momento molto sentito: lo scambio dei crest. Due crest sono stati donati dal Propeller Club – Port of Genoa all’Ammiraglio Carlone e all’Ammiraglio Ranieri, che hanno a loro volta omaggiato il Club con i crest ufficiali della Guardia Costiera. Anche al professor Lo Basso è stato consegnato un presente in segno di apprezzamento.

 L’affollatissimo incontro, che ha coinvolto tutti in un’atmosfera veramente calorosa, è terminato con l’augurio di buona estate da parte della Presidente Giorgia Boi e l’arrivederci a settembre per l’inizio del nuovo anno sociale.