INTELLIGENZA ARTIFICIALE ED ASSICURAZIONI MARINE E TRASPORTI: REGOLE, RISCHI ED OPPORTUNITÀ NELL’ERA DIGITALE

Martedì 27 maggio 2025, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale nella magnifica location dell’Hotel Bristol Palace Genova, sul tema:

“INTELLIGENZA ARTIFICIALE ED ASSICURAZIONI MARINE E TRASPORTI: REGOLE, RISCHI ED OPPORTUNITA’ NELL’ERA DIGITALE”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto a sette nuovi soci: Gilberto Besana (FMC International), Edoardo Bedon (Residenza Universitaria delle Peschiere), Claudio Bicchierai (Studio Legale Garbarino), Stefano Denegri (Denegri S.r.l.), Michela Luccisano (Studio Societario e Tributario Ricci & Partners), Fabrizio Moscatelli (Moscatelli & Partners Corporate and Tax consulting) e Giacomo Unia Neri (Residenza Universitaria delle Peschiere).

La Presidente ha poi lasciato la parola a Luca FLORENZANO (Siat S.p.A.) moderatore della serata, il quale ha introdotto l’argomento dell’evento e presentato i relatori. Ha sottolineato quanto sia importante aggiornare continuamente le proprie conoscenze, soprattutto nel settore tecnologico, dove tutto evolve molto rapidamente. In questo contesto, ha ricordato che strumenti moderni come l’intelligenza artificiale, e in particolare ChatGPT, possono essere un valido aiuto: si tratta di tecnologie gratuite, accessibili e capaci di fornire rapidamente informazioni e risposte, ma vanno usate con consapevolezza, come altri strumenti digitali (ad esempio Google Translate). Ha poi lasciato la parola al primo relatore della serata.

Luca BAGNATO (Prima Assicurazioni) ha iniziato il suo intervento introducendo in modo semplice e chiaro il tema dell’intelligenza artificiale (AI), prima di approfondire il legame tra AI e il settore dei trasporti e delle assicurazioni marittime.
Ha spiegato che l’intelligenza artificiale è la capacità delle macchine di svolgere attività simili a quelle umane, come ragionare, imparare e risolvere problemi. Alcuni esempi semplici sono il riconoscimento facciale del cellulare, gli assistenti vocali come Alexa, o i suggerimenti su Spotify.
L’intelligenza artificiale esiste da molti anni, ma solo oggi è diventata così diffusa grazie a computer più potenti. Si è poi soffermato sull’evoluzione dell’IA, fino ad arrivare a quella “generativa”, come ChatGPT, che non solo analizza i dati, ma crea contenuti nuovi.
Ha spiegato che l’AI si basa su dati in ingresso (testi, immagini, audio) e produce risultati come analisi di opinioni, sintesi di testi o riconoscimento di oggetti. Ha fatto una distinzione tra AI tradizionale, che analizza e prevede, e AI generativa, che crea contenuti nuovi.
Nel settore assicurativo, l’AI viene già usata per rendere più veloci e semplici operazioni come la gestione dei sinistri, il servizio clienti o la personalizzazione delle offerte.
Il relatore ha anche parlato dei rischi dell’intelligenza artificiale. I più importanti sono: l’affidabilità dei dati, la protezione della privacy e l’uso corretto delle informazioni sensibili. Ha spiegato che i dati che si danno in input a strumenti come ChatGPT possono poi essere riutilizzati, perciò è importante fare attenzione, specialmente in ambiti regolamentati come le banche e le assicurazioni.
Infine, ha accennato al Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act), che classifica i diversi tipi di IA in base al rischio (minimo, limitato, alto, inaccettabile) e ne regola l’uso. Ha sottolineato come alcune applicazioni, come il “credito sociale” usato in Cina, siano considerate non accettabili in Europa.
Ha concluso ricordando che, oltre alle grandi opportunità, l’AI porta anche importanti sfide etiche, come la trasparenza, la correttezza e il rispetto della privacy.

A questo punto, il moderatore ha lanciato una riflessione sul tema della fiducia nei dati: se strumenti come ChatGPT si basano su informazioni raccolte dal web, ci si deve domandare quanto siano affidabili queste fonti e se esista il rischio che vengano usate per manipolare l’informazione. È un tema delicato, che apre la porta a interrogativi più ampi sull’impatto dell’AI nelle scelte umane. A questo proposito ha ricordato che, nel contesto marittimo, il fattore umano resta ancora oggi una delle principali cause degli incidenti, e che qualsiasi tecnologia, per quanto avanzata, non dovrebbe mai sostituire del tutto il giudizio umano. Con queste considerazioni, ha introdotto il secondo relatore.

Matteo TURCI (Studio Legale Turci) ha così sottolineato come l’intelligenza artificiale stia cambiando il settore delle assicurazioni, soprattutto nel campo marittimo e dei trasporti. Uno degli ambiti più interessanti è l’uso dell’AI per valutare i rischi assicurativi. Rispetto all’essere umano, l’AI può analizzare una quantità enorme di dati in poco tempo, rendendo possibile assicurare anche realtà nuove, come le start-up o attività senza una storia assicurativa. Tuttavia, questo vantaggio comporta anche dei rischi: spesso non si riesce a capire come l’AI arrivi alle sue decisioni, perché funziona come una sorta di “scatola nera” (black box). Questo può creare problemi sia per chi richiede una polizza e viene rifiutato senza motivazioni chiare, sia per l’assicuratore, che potrebbe accettare rischi troppo alti senza accorgersene. Inoltre, se i dati utilizzati per addestrare l’AI sono manipolati, il risultato può essere volutamente alterato per trarne un vantaggio.
Un altro aspetto affrontato è stato quello delle unità autonome, come le navi che viaggiano senza equipaggio umano grazie a sensori e intelligenza artificiale. In questi casi, le regole attuali non sono ancora pronte a gestire situazioni dove non esiste un comandante umano riconoscibile. Diventa difficile, in caso di incidente, stabilire cosa sia successo, chi sia il responsabile, quale compagnia assicurativa debba intervenire e chi debba pagare. Le cose si complicano ancora di più quando diverse intelligenze artificiali interagiscono tra loro, magari provenienti da aziende diverse e non sempre compatibili, come accade in alcuni porti automatizzati. La presenza di tanti attori tecnologici rende difficile capire dove si trova il problema e chi ne deve rispondere.
Infine, il relatore ha parlato di come l’AI e i sensori possano essere usati per gestire in modo automatico i sinistri. Per esempio, installando sensori nei container o nelle stive delle navi, è possibile rilevare eventuali danni mentre il carico è ancora in viaggio. In alcuni casi, l’intelligenza artificiale potrebbe avviare subito il rimborso, prima ancora che la nave arrivi a destinazione. Questo permette una gestione molto veloce, ma può portare a errori: magari si autorizza un rimborso per un danno che non esiste, oppure si decide di buttare via merci che in realtà sono ancora buone. Per ridurre questo rischio, una possibile soluzione è utilizzare questi sistemi solo per danni piccoli oppure prevedere sempre una verifica umana finale.
Per il futuro, si stanno studiando norme più adatte, certificazioni comuni per l’AI nei trasporti e nuove regole per definire chi è responsabile quando un’intelligenza artificiale prende il controllo.

Il moderatore L. Florenzano ha poi osservato che per applicare efficacemente l’AI servono basi di dati molto ampie e strutturate. Ha fatto l’esempio del settore auto, dove aziende come Unipol, con milioni di assicurati, hanno potuto sviluppare strumenti sofisticati per gestire sinistri e contrastare le frodi, anche attraverso l’analisi delle fotografie degli incidenti. Al contrario, nel settore marittimo, dove i dati sono più frammentati e le situazioni più variabili, serve ancora tempo prima che l’automazione possa essere applicata su larga scala. Infine, ha ribadito l’importanza di restare aggiornati e ha passato la parola all’ultimo relatore.

Davide PIGNONE (Siat S.p.A.) ha spiegato che il suo obiettivo non è spaventare le persone sull’uso dell’intelligenza artificiale (AI), ma farla provare e capire meglio. Ha chiesto ai partecipanti chi l’avesse già usata, notando che molti l’avevano almeno provata.
Ha ricordato che l’IA non è una cosa nuova, ma è diventata popolare da quando è uscito ChatGPT di OpenAI, che ha reso l’AI conversazionale accessibile a tutti. Inizialmente, ChatGPT non era connesso a internet, ma oggi è molto più evoluto. Le ultime novità includono due tecnologie importanti: la RAG ovvero un sistema che usa documenti aziendali per dare risposte precise e gli agenti AI ovvero assistenti digitali autonomi che eseguono compiti reali.
Ha mostrato come oggi l’AI riesca a creare video realistici con voci e movimenti naturali, al punto che sembrano veri film, tutto partendo da un semplice comando scritto (prompt).
Ha raccontato anche un caso concreto: un imprenditore ha creato un’applicazione che replica il modo di parlare di un famoso podcaster usando l’AI. L’app risponde come lui, parla con le persone e converte i follower in clienti. Questo progetto, nato con pochi mezzi, è arrivato a valere milioni.
Nel mondo del lavoro, il relatore ha spiegato che l’AI non ha fermato ciò che già si faceva, come la manutenzione predittiva o l’ottimizzazione delle rotte. La differenza è che oggi l’AI è più semplice da usare e più vicina alle persone.
Nel settore assicurativo, per esempio, Unipol ha già usato l’AI per automatizzare alcuni processi legati ai sinistri e alle analisi dopo eventi catastrofici.
Secondo il relatore, il rischio più grande oggi non è tanto tecnologico, ma strategico: chi non inizia a sperimentare l’intelligenza artificiale rischia di essere superato da chi invece la sa usare bene. Per questo motivo, ha consigliato di partire mappando i processi aziendali, per capire dove l’AI può essere utile, e di avviare piccoli progetti pilota per testarla in modo concreto. È importante anche formare i team e i manager, così che tutta l’organizzazione possa acquisire una buona conoscenza della tecnologia. Infine, il relatore ha sottolineato l’importanza di integrare l’intelligenza artificiale con il business, in modo che diventi una parte naturale e vantaggiosa del lavoro quotidiano.
Il relatore ha concluso dicendo che non è importante sapere tutto di AI, ma iniziare a usarla e sperimentarla nella vita e nel lavoro di tutti i giorni.

Successivamente si è tenuto un interessante dibattito durante il quale alcuni presenti hanno posto delle domande, e i relatori hanno risposto utilizzando ChatGPT, per mostrare ai partecipanti come funziona e quali sono le potenzialità dell’intelligenza artificiale.

La Presidente Giorgia Boi ha concluso la serata ringraziando tutti i presenti, in particolare il moderatore ed i relatori, ai quali è stato consegnato un presente come segno di grande apprezzamento da parte del Propeller Club di Genova. Ha infine invitato tutti al prossimo incontro che concluderà l’anno sociale con connotati molto speciali.

 

     

 

ENERGIA BLU: BLOCKCHAIN E RINNOVABILI MARINE – LE NUOVE FRONTIERE DELL’ENERGIA SOSTENIBILE

Martedì 6 maggio 2025, alle ore 16.00, il Propeller Club – Port of Genoa ha tenuto un incontro pomeridiano presso l’Hotel Bristol Palace di Genova, con moderatore Leonardo PARIGI e relatori (in ordine alfabetico): Mauro BONFANTI, Andrea FRULLA, Gianni VALENTI

sul tema:

“ENERGIA BLU: BLOCKCHAIN E RINNOVABILI MARINE –
LE NUOVE FRONTIERE DELL’ENERGIA SOSTENIBILE”

L’incontro organizzato dal nostro socio Andrea Frulla è iniziato alle ore 16.00 con i saluti della Presidente Giorgia Boi che ha ringraziato i relatori ed i presenti ed ha dato il benvenuto ad un nuovo socio: Pier Franco Raffaelli (Studio Legale Raffaelli).

La Presidente ha poi ceduto la parola all’Assessore Francesco Maresca, il quale ha portato i saluti del Comune di Genova, ringraziando per l’invito e sottolineando l’importanza dell’incontro, dedicato in particolar modo al settore giovanile per promuovere la cultura marittima e la digitalizzazione nel settore marittimo-portuale. Ha ringraziato il Propeller Club per il suo lavoro nel rafforzare il legame tra Genova e il mare.

Durante l’incontro, è stato rivolto un saluto speciale al nuovo Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova, Contrammiraglio Antonio RANIERI, alla sua prima partecipazione pubblica sul territorio da quando ha assunto l’incarico il 28 aprile scorso.
Il Contrammiraglio ha ringraziato per l’invito e ha parlato dell’importanza della nuova normativa SECA, che impone alle navi nel Mediterraneo l’uso di carburanti più puliti. Ha sottolineato il ruolo della Capitaneria nei controlli e l’importanza di informare correttamente su questi temi. Ha poi evidenziato il valore della partecipazione dei giovani, che saranno i protagonisti del cambiamento verso tecnologie e carburanti più sostenibili. Infine, ha ricordato l’impegno della Capitaneria, insieme alle altre istituzioni, per rendere Genova sempre più legata e attenta al mare.
Al Contrammiraglio è stato dedicato un piccolo pensiero di benvenuto.

Il moderatore Leonardo PARIGI (Osservatorio ARTICO), ha successivamente introdotto l’incontro evidenziando che il tema principale dell’evento è il mare, trattato non solo come risorsa tradizionale, ma anche come fonte di innovazione. Ha sottolineato l’importanza del mare per Genova, la Liguria, l’Italia e il Mediterraneo, menzionando le nuove normative internazionali che stanno influenzando il settore dei traffici marittimi. Ha poi presentato i relatori della giornata e ha passato la parola ad Andrea Frulla per introdurre il tema della blockchain, chiedendogli di spiegare come questa tecnologia possa essere usata nel settore marittimo e nella produzione di energia dal mare.

Andrea FRULLA (Blockship) ha così introdotto il proprio intervento spiegando come un gesto semplice, come accendere la luce, in realtà nasconda un fenomeno affascinante: la trasformazione dell’energia elettrica in luce. Questo concetto di trasformazione è fondamentale nella storia dell’uomo, che da sempre cerca nuovi modi per produrre energia. Un esempio è il fuoco, che converte l’energia chimica della legna in calore e luce.
Oggi, in un mondo sempre più digitale, il “combustibile” è rappresentato dai bit, cioè dalle informazioni digitali. Unendo questi due concetti – trasformazione ed energia digitale – nasce il fenomeno di Bitcoin e della sua tecnologia di base, la blockchain.
Il relatore ha spiegato che la blockchain è come un libro digitale composto da pagine (blocchi) che contengono informazioni, in genere transazioni. Questi blocchi sono collegati tra loro in modo immutabile, creando una catena. Ciò rende la blockchain libera, decentralizzata (ognuno ne ha una copia), trasparente e immutabile: nessuno può modificare i dati una volta registrati.
Per garantire tutto ciò, serve un processo chiamato mining. I miner sono computer specializzati che validano le transazioni risolvendo complessi problemi matematici, consumando energia elettrica. Come ricompensa, ricevono nuovi Bitcoin. In questo modo, trasformano energia elettrica in valore economico.  In particolare il  relatore ha spiegato che Bitcoin ha valore perché:

  1. Può essere trasferito direttamente tra persone, senza banche o intermediari (peer-to-peer).
  2. È unico: non può essere copiato come una foto o un file.
  3. È scarso: esisteranno solo 21 milioni di Bitcoin.

Secondo il relatore, questa tecnologia rappresenta un’opportunità anche per il settore delle energie rinnovabili. Poiché l’energia deve essere usata subito, i computers per il mining possono essere installati direttamente vicino a impianti eolici, solari o idroelettrici. In questo modo, si sfrutta l’energia in eccesso e si crea valore economico, rendendo la produzione rinnovabile più sostenibile e redditizia.

Il moderatore ha successivamente invitato il secondo relatore a parlare di come dai rifiuti possano nascere soluzioni innovative.

 

Gianni VALENTI presidente e fondatore dell’organizzazione internazionale Gaia First, ha spiegato che Gaia First è attiva nella tutela dell’ambiente con sedi a Parigi, Miami e Mumbai, e una rete presente in oltre 20 Paesi nel mondo.

Tra le innovazioni principali dell’organizzazione, il relatore ha presentato un progetto sviluppato con grandi aziende per trasformare i rifiuti plastici (anche non riciclabili) in elementi puri come idrogeno, carbonio e ossigeno, da cui si può generare energia pulita, senza scarti tossici.

Ha sottolineato che il riciclo tradizionale non è sufficiente: è costoso, inefficiente e inquinante. La loro tecnologia, invece, rompe le molecole della plastica a livello atomico, estraendo elementi utili. Ogni impianto, inoltre, produce dieci volte più energia di quanta ne consuma, rendendo l’intero processo vantaggioso anche dal punto di vista economico.

Gaia First intende utilizzare questa energia anche per sostenere progetti ambientali, come la pulizia dei mari. Proprio per questo è nato il progetto Mare Nostrum, che partirà con una spedizione nel Mediterraneo: un gruppo di giovani navigherà tra 15 Paesi per promuovere la tutela delle aree marine protette, la valorizzazione delle conoscenze locali e la pulizia delle coste.

Il progetto è riconosciuto e supportato anche dall’UNESCO, e punta in futuro a espandersi in Nord e Sud America, India, Australia e Caraibi.

Il relatore ha concluso l’intervento con un appello, ritenendo necessario avere persone con una visione a lungo termine, pronte a pensare al bene collettivo e al futuro. Ha pertanto invitato chiunque desideri contribuire con idee, risorse o supporto a unirsi alla causa, sottolineando che, attraverso tecnologia, educazione e impegno diretto, è possibile portare un cambiamento reale nel mondo.

Leonardo Parigi ha infine invitato Mauro Bonfanti a parlare delle ricerche del Politecnico di Torino.

 

Mauro BONFANTI, ricercatore del Politecnico di Torino, ha presentato le attività del More Energy Lab, un laboratorio nato nel 2020 e specializzato nello studio delle tecnologie legate al mare: dall’energia rinnovabile alla mobilità acquatica, dal monitoraggio ambientale alla vita sulle acque.

Il laboratorio è composto da circa cinquanta persone tra docenti, ricercatori, dottorandi e collaboratori. L’obiettivo del gruppo è esplorare tutte le potenzialità del mare, dalle profondità marine fino allo spazio (monitoraggio via satellite), occupandosi anche di progettazione, sperimentazione e ottimizzazione di tecnologie per l’energia eolica offshore, l’energia da onde e le piattaforme galleggianti multifunzionali.

Il laboratorio è partner del progetto europeo “Clean Energy for EU Islands”, dove aiuta piccole isole a definire e attuare strategie per la transizione energetica. Ha inoltre forti collaborazioni con aziende come ENI e Azimut, e con università e centri di ricerca in Europa e America.

Uno dei focus principali è lo sviluppo di tecnologie per l’estrazione di energia dalle onde del mare. Due dispositivi sviluppati dal gruppo sono EaseWEC e PEWEC: entrambi sfruttano il movimento delle onde per generare energia attraverso meccanismi interni protetti dall’ambiente marino, come giroscopi e pendoli.

Il laboratorio lavora anche su soluzioni ibride che combinano energia da onde e vento, proponendo l’installazione offshore per ridurre l’impatto visivo e sonoro a terra. Il relatore sottolinea l’importanza di un sistema energetico bilanciato, in grado di compensare l’intermittenza delle fonti rinnovabili.

Un altro ambito di ricerca è la mobilità nautica sostenibile: il laboratorio sviluppa propulsioni a idrogeno e batteria, oltre a sistemi ad hydrofoil che fanno “volare” le barche sull’acqua, riducendo i consumi.

Infine, il relatore ha presentato ElectriFly, una delle start-up nate dal laboratorio. Questa impresa vuole ridurre l’impatto ambientale dei motori marini, che ogni anno rilasciano in mare milioni di litri di olio lubrificante. ElectriFly ha sviluppato un sistema magnetico che permette la rotazione dei motori senza contatto meccanico, eliminando l’uso di lubrificanti e abbattendo i costi di manutenzione. Il sistema è stato testato con successo in laboratorio e ora l’obiettivo è portarlo sul mercato, collaborando con cantieri e produttori di propulsori.

Al termine dei lavori, la Presidente ha ringraziato i relatori, complimentandosi con loro per la chiarezza con cui hanno esposto le loro relazioni e per la passione che traspariva dai loro interventi sui temi trattati.

Ha inoltre dato appuntamento al prossimo evento del 27 maggio in cui si parlerà dell’intelligenza artificiale applicata al mondo delle assicurazioni marittime e dei trasporti.

L’incontro si è concluso con un aperitivo offerto dal The International Propeller Club – Port of Genoa, durante il quale i partecipanti hanno potuto apprezzare le opere dell’artista Francesca Sacco, esposte all’interno della location: suggestivi collages ispirati alla città di Genova e al mondo del mare.

                

 

STARTUP: ROTTA VERSO L’INNOVAZIONE DELLA BLUE ECONOMY

Martedì 25 marzo 2025, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale nella magnifica location dell’Hotel Bristol Palace Genova. Grazie al prezioso contributo organizzativo del nostro Consigliere-Segretario, Ing. Ezio Palmisani, abbiamo avuto il piacere di ascoltare interventi di altissimo livello su temi cruciali per il futuro del nostro pianeta.

Il tema dell’incontro è stato:

“STARTUP: ROTTA VERSO L’INNOVAZIONE DELLA BLUE ECONOMY”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e il relatore, dando il benvenuto a tre nuovi soci: Emanuela Bonci (Howden), Roberto Bruni Prencipe (Fincantieri SI S.p.A.), e Massimo Debenedetti, che è diventato socio del Propeller Club – Port of Genoa insieme alla sua società, Cetena S.p.A., ora socio sostenitore.

La Presidente ha poi ceduto la parola all’Assessore Mario MASCIA, il quale ha portato i saluti del Comune di Genova e ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale per la città. Ha evidenziato un recente accordo per la certificazione digitale delle competenze acquisite con i simulatori, strumenti utili in settori come logistica, trasporti e telemedicina. Ha inoltre ricordato il contributo di Genova alla Blue Economy e alla Carta dei Diritti degli Oceani con il Genoa Process.

Durante l’incontro, è stato rivolto un saluto speciale all’Ammiraglio Piero Pellizzari, che ad aprile concluderà il suo incarico a Genova.
Nel suo intervento, Pelizzari ha espresso gratitudine per l’invito e per l’accoglienza ricevuta durante il suo periodo in città. Ha sottolineato quanto Genova si distingua per la professionalità, la capacità di innovare e lo spirito imprenditoriale, elementi fondamentali per lo sviluppo della Blue Economy.
La Presidente ha espresso un sentito ringraziamento all’Ammiraglio Pelizzari per il suo impegno e la sua dedizione, sottolineando il suo forte legame con la comunità genovese e con il Propeller Club genovese. Gli è stato consegnato un omaggio simbolico, a testimonianza dell’affetto e della stima nei suoi confronti, con l’auspicio di rivederlo presto.

Successivamente l’ing. Ezio PALMISANI, organizzatore e moderatore della serata, ha aperto l’incontro evidenziando il ruolo chiave di start-up, investitori e istituzioni nel favorire l’innovazione. Ha introdotto la serata come un’occasione per approfondire un percorso di crescita imprenditoriale, con particolare attenzione all’acceleratore Faros e all’esperienza di Limenet.
Nel suo intervento, ha presentato i relatori della serata, evidenziando il valore dei loro contributi nei rispettivi ambiti. Ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra università, aziende e nuove realtà imprenditoriali, invitando a mantenere un approccio aperto al confronto e alla condivisione delle conoscenze. Solo attraverso il dialogo e la cooperazione, ha ribadito, è possibile affrontare le sfide attuali e trovare soluzioni concrete per il futuro.

Francesca PICASSO, (COO Wylab), ha parlato di WyLab e Faros Accelerator, iniziative che supportano la crescita delle startup, con un focus sulla Blue Economy.
Ha spiegato che WyLab, nato nel 2016 a Chiavari, è un incubatore che inizialmente si concentrava sullo sport-tech, ma oggi è un punto di riferimento per diverse startup. WyLab non è un innovatore diretto, ma un facilitatore che aiuta le startup a crescere, investendo su di esse e promuovendo l’open innovation, ovvero la collaborazione tra startup, università e centri di ricerca per stimolare l’innovazione in vari settori.
Faros Accelerator costituisce invece l’unico acceleratore italiano dedicato alla Blue Economy, promuovendo un’innovazione sostenibile nel settore marittimo. Parte della rete di CDP Venture Capital, Faros supporta le startup con formazione, mentorship e opportunità di networking. Finora ha valutato oltre 2.000 startup e investito 3,2 milioni di euro.
La relatrice ha sottolineato che l’innovazione è essenziale in un mondo economico sempre più VUCA (volatile, incerto, complesso e ambiguo). Le nuove tecnologie si diffondono molto più velocemente, rendendo necessario un continuo adattamento per restare competitivi. Ha concluso parlando dei vantaggi dell’open innovation, come la riduzione dei costi e la condivisione dei rischi, ma anche delle difficoltà, come gli ostacoli culturali e organizzativi.

Il prof. Stefano CASERINI, (Università di Parma, Consulente Scientifico Limenet), ha poi parlato di due temi principali: il riscaldamento globale e la rimozione della CO2 dall’atmosfera.
Ha spiegato che il riscaldamento globale è un fenomeno certo, con un aumento delle temperature più forte sulle terre emerse rispetto agli oceani. Questo aumento è legato all’uso dei combustibili fossili, che rilasciano CO2 e incrementano l’effetto serra. Se non si interviene, le temperature potrebbero aumentare di 4-4,5 gradi, con gravi effetti, specialmente in Italia. Tuttavia, se si prendono misure concrete, si potrebbe limitare l’aumento a 2 gradi, come stabilito nell’Accordo di Parigi.
Il prof. Caserini ha anche sottolineato che la CO2 è molto stabile nell’atmosfera e rimarrà per migliaia di anni. Per questo, non basta solo ridurre le emissioni, ma bisogna anche rimuovere la CO2 già presente.
Le soluzioni proposte includono la riduzione delle emissioni, che è tecnologicamente possibile ma difficile da realizzare, e il rafforzamento degli assorbimenti naturali e tecnologici, come la riforestazione, che però è minacciata da incendi e cambiamenti climatici. La neutralità climatica, obiettivo di molti Paesi, richiede anche tecnologie per rimuovere la CO2, come il sequestro geologico e la trasformazione della CO2 in bicarbonati, ma la ricerca su queste tecnologie è ancora nelle fasi iniziali.
Un problema importante, secondo Caserini, è che la rimozione della CO2 non deve essere usata come scusa per non ridurre le emissioni. È necessario separare chiaramente gli obiettivi di riduzione dalle politiche di rimozione.
In conclusione, ha sottolineato che il cambiamento climatico è una grande sfida socio-economica. La rimozione della CO2 potrebbe essere fondamentale per limitare il riscaldamento globale, ma richiede molta ricerca, sviluppo e politiche chiare.

La professoressa Daniela BASSO, (Università Milano-Bicocca, Scientific Advisor Limenet), ha parlato dellacidificazione degli oceani, un problema legato all’aumento della CO2 nell’atmosfera. Ha sottolineato che il riscaldamento globale causato dall’effetto serra porta a cambiamenti climatici, eventi estremi e l’innalzamento del livello del mare, con costi enormi per la società. Ha messo in evidenza che la questione climatica non riguarda solo la natura, ma anche la sopravvivenza dell’umanità.
Passando all’acidificazione, la professoressa ha spiegato che è causata dall’assorbimento della CO2 da parte degli oceani, che riduce il pH dell’acqua. Anche se l’oceano non diventerà mai “acido”, il calo del pH danneggia gli organismi che costruiscono scheletri di carbonato di calcio, come coralli, molluschi e alghe calcaree. Piccole variazioni di pH, poiché la scala è logaritmica, hanno grandi effetti.
Ha presentato dati che mostrano come la CO2 negli oceani sia aumentata dal 1950, riducendo il pH da 8.2 a 8.1, con un aumento dell’acidità del 26%. Ha sottolineato che, sebbene cambiamenti simili siano avvenuti nella storia del pianeta, oggi avvengono molto più rapidamente, senza dare il tempo agli ecosistemi di adattarsi.
La relatrice ha poi spiegato che alcune specie di alghe potrebbero trarre vantaggio dall’aumento della CO2, ma molte altre specie, come le alghe calcaree e i coralli, subiranno danni. Ha mostrato studi di laboratorio che rivelano deformazioni nelle strutture calcificate di organismi marini cruciali per la catena alimentare oceanica, come i coccolitoforidi e i molluschi pteropodi.
Infine, ha discusso le conseguenze ecologiche e sociali, affermando che l’acidificazione minaccia gli habitat marini, soprattutto quelli costruiti da organismi calcificatori. Ha citato esempi di aree naturalmente acidificate, come alcune zone di Ischia e Papua Nuova Guinea, che mostrano cosa potrebbe accadere su scala globale. Ha concluso ribadendo l’importanza di affrontare seriamente questo problema, poiché il cambiamento climatico e l’acidificazione oceanica riguardano non solo il pianeta, ma anche il futuro dell’umanità.

Stefano CAPPELLO, (CEO e Fondatore Limenet) ha spiegato che la sua start-up ha partecipato alla seconda edizione di Faros.
Successivamente, ha illustrato il problema del cambiamento climatico e dell’acidificazione degli oceani causata dalla CO₂ in atmosfera, sottolineando l’importanza di ridurre le emissioni e sviluppare tecnologie per la loro rimozione. Ha evidenziato il divario tra la quantità di CO₂ attualmente rimossa e gli obiettivi fissati dagli accordi internazionali, sottolineando l’opportunità di creare un nuovo mercato per le emissioni negative.
Si è soffermato sulle soluzioni esistenti, dalla forestazione alle tecnologie industriali come il direct air capture e lo stoccaggio geologico della CO₂. In particolare, ha presentato l’alcalinizzazione del mare come approccio promettente, che consente di sequestrare la CO₂ sotto forma di bicarbonato di calcio, mitigando al contempo l’acidificazione marina.
Ha poi spiegato la tecnologia sviluppata da LimeNet, basata sull’accelerazione di processi naturali tramite l’uso della calce, per assorbire la CO₂ in modo stabile. Ha raccontato come l’idea sia nata nel 2018 grazie al Prof. Caserini e ad altri scienziati, e di come lui sia entrato nel progetto nel 2020.
Un aspetto su cui si è soffermato è stato il periodo iniziale della sperimentazione, condotta in modo artigianale nei garages delle sue nonne, dove ha realizzato i primi prototipi con risorse limitate. Ha descritto le difficoltà incontrate, tra spazi ristretti e problemi pratici, fino al passaggio alla fase di test su scala più ampia e alla fondazione di LimeNet nel 2023.
Infine, ha sottolineato la crescita del team, l’attrazione di investitori e il deposito di brevetti, evidenziando il potenziale della loro tecnologia per contribuire concretamente alla lotta contro il cambiamento climatico.

Al termine delle relazioni, la Presidente Giorgia Boi ha ringraziato i relatori, tutti i partecipanti ed, in particolare, l’organizzatore ing. Ezio Palmisani, a cui è stato consegnato un presente, come a tutti i relatori, come segno di riconoscimento per il suo contributo, che ha fortemente contribuito al successo della serata.

       

 

AGENDA GENOVA 2030: TRAFFICI, PORTO, LAVORO

Martedì 25 febbraio 2025, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso l’Hotel Bristol Palace, che ha visto come relatore ed ospite d’onore il Presidente di Assarmatori Stefano MESSINA (Vice Presidente Eseutivo Ignazio Messina & C. S.p.A.) sul tema:

       “AGENDA GENOVA 2030: TRAFFICI, PORTO, LAVORO”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e il relatore, dando il benvenuto a due nuovi soci: Guido Barbazza, nella sua attuale veste di fondatore-presidente di Ixmachina e Roberto Vassallo, insieme alla sua società, Vassallo Sistemi S.r.l., ora diventata socio sostenitore. A entrambi è stato consegnato l’attestato di appartenenza al Club genovese.

La Presidente ha poi passato la parola al Presidente della Regione Liguria, Marco BUCCI, che, oltre a   rivolgere i saluti istituzionali, ha sottolineato il ruolo fondamentale della famiglia Messina per Genova. Attiva da cinque generazioni nel settore armatoriale, la famiglia è determinante per l’economia e l’occupazione locale. Ha inoltre evidenziato come le aziende familiari di lunga tradizione abbiano un impatto significativo sul territorio e come Genova stia crescendo anche grazie a realtà come questa. Infine, ha ricordato l’importanza di valori solidi e di una visione a lungo termine per lo sviluppo della città.

La Presidente ha poi lasciato la parola al relatore della serata, Stefano MESSINA il quale, ha innanzitutto parlato dell’importanza delle imprese nell’economia italiana, sottolineando come queste siano la vera ossatura del Paese, grazie al contributo di proprietà, management e lavoratori. Ha evidenziato il ruolo centrale del capitalismo familiare, raccontando la storia della propria azienda, che è giunta alla quinta generazione. Secondo lui, valori come rigore, regole e merito sono fondamentali per la crescita e la competitività dell’impresa.
Messina ha poi spiegato le sfide del settore dello shipping, caratterizzato da una forte volatilità e da un’elevata intensità di capitale, con cicli di redditività variabili. Ha citato l’importanza della capacità di adattamento e della passione nel lavoro. Ha anche ricordato le radici storiche della società, fondata nel 1921 dal nonno Ignazio, trasferitosi a Genova dalla Sicilia.
Ha menzionato la partnership con il gruppo MSC, avviata sei anni fa, che ha permesso un rilancio dell’azienda e una forte crescita. Nel 2024, il gruppo ha realizzato la sua prima acquisizione, comprando il Terminal San Giorgio di Genova, portando così il numero di dipendenti a 1.300 e consolidando la sua presenza nel territorio.

Il relatore ha poi parlato del progetto “Genova 2030”, sottolineando come l’Associazione Assarmatori abbia contribuito a rafforzare la rappresentanza del settore marittimo, stimolando una sana competizione con Confitarma. Questo ha portato nuova centralità al trasporto marittimo e portuale in Italia, soprattutto nel settore passeggeri e container.
Il relatore ha anche evidenziato l’importanza della rappresentanza nelle istituzioni, dato che il settore è fortemente regolamentato. Assarmatori in effetti ha creato un dialogo efficace con governo, legislatori e pubblica amministrazione e lavora anche con Conftrasporto e Federagenti per garantire una rappresentanza più ampia degli interessi del settore.

Riguardo a Genova, il relatore ha affermato di essere ottimista sul futuro della città, pur riconoscendo le difficoltà del momento. Ha spiegato che gli ingenti investimenti pubblici, stanno generando ulteriori investimenti privati, con benefici a lungo termine. Tuttavia, ha evidenziato le criticità della logistica terrestre, come i disservizi autostradali e ferroviari.
Secondo il relatore, nei prossimi anni i porti mondiali potrebbero affrontare problemi di congestione, mentre Genova, grazie ai lavori sulla diga e alle infrastrutture portuali, potrebbe gestire meglio il traffico marittimo. Ha infine sottolineato l’importanza di potenziare il trasporto ferroviario, che attualmente rappresenta solo l’11% della quota di traffico e deve crescere con l’ammodernamento delle infrastrutture.

Il relatore ha successivamente analizzato la situazione del traffico marittimo a Genova, evidenziando una stabilità nei risultati, nonostante il rallentamento dovuto alla crisi nel Mar Rosso e all’allungamento delle rotte. Ha sottolineato che, terminati gli investimenti pubblici, la competitività del porto dipenderà dagli armatori, dagli investitori privati e dai terminalisti. Per mantenere alte le performances, sarà necessario potenziare la capacità commerciale, anche grazie alle opportunità offerte dal Piano Mattei, che punta a rafforzare i rapporti con il Nord Africa.
Messina ha illustrato i cambiamenti demografici nell’area mediterranea, con una crescita significativa della popolazione nei Paesi del Nord Africa. Questo sviluppo demografico ed economico favorirà l’aumento del trasporto marittimo, specialmente per le Autostrade del Mare e il settore RORO. L’Italia, con la sua leadership mondiale nei traghetti, vede in questo scenario un’opportunità di crescita e consolidamento della propria posizione.

Riguardo alla transizione energetica, Stefano Messina ha evidenziato le difficoltà create dalle nuove normative europee, in particolare il “Green Deal” che ha imposto regole rigide e costi elevati per gli armatori. Ha spiegato come l’industria marittima italiana stia affrontando la sfida, investendo in tecnologie sostenibili e lavorando a Bruxelles per rappresentare al meglio i propri interessi; tuttavia, va ribadita l’urgenza di accelerare la realizzazione delle infrastrutture, come il cold ironing nei porti, affinché le navi possano ridurre le emissioni collegandosi alla rete elettrica.

Sul fronte del lavoro, Genova resta un punto di riferimento per la professionalità nel settore marittimo. L’Accademia Italiana della Marina Mercantile gioca un ruolo chiave nella formazione di nuove figure, non solo per il lavoro a bordo, ma anche per agenti, spedizionieri e operatori portuali. L’evoluzione del settore richiede competenze sempre più specializzate e una maggiore capacità di innovazione.

Infine, Stefano Messina ha sottolineato l’importanza della crescita dei volumi di traffico per garantire un ritorno sugli investimenti pubblici nelle infrastrutture portuali e ferroviarie. Ha invitato gli imprenditori a non temere la crescita e a valorizzare alleanze e acquisizioni per aumentare la competitività. L’espansione del porto di Genova, unita all’evoluzione dei flussi commerciali con il Nord Africa, rappresenta una grande opportunità per il futuro del trasporto marittimo italiano.

Successivamente si è tenuto un interessante dibattito, reso tale dalle domande ed osservazioni di numerosi presenti tra cui:

Fabio CAPOCACCIA, esprimendo parole elogiative per Stefano Messina, ha sottolineato che, entro il 2030, Genova potrebbe diventare il principale porto d’accesso all’Europa dal sud, riducendo tempi e costi del traffico marittimo. Grazie alle opere infrastrutturali, Genova potrà rafforzare i collegamenti con l’Estremo Oriente e l’Africa. Ha inoltre evidenziato la presenza di un leader mondiale del trasporto marittimo e fissato l’obiettivo di 10 milioni di TEU dopo il 2030. Tuttavia, ha ribadito che questa crescita sarà possibile solo con il completamento delle infrastrutture previste.

L’Ammiraglio Piero PELLIZZARI ha voluto ampliare la discussione oltre Genova, pur riconoscendone il ruolo centrale nella marittimità internazionale. Ha sottolineato l’importanza di considerare l’intero sistema portuale italiano, da Vado a Civitavecchia, e ha chiesto al Presidente di Assarmatori come l’associazione si stia muovendo in relazione alla visione del Ministero competente. Ha evidenziato la necessità di investire nelle infrastrutture e nella logistica di tutto il Paese, non solo su Genova, per migliorare la competitività a livello nazionale e internazionale.

Stefano MESSINA ha risposto sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra diverse esigenze nel settore portuale, come l’adozione del cold ironing per traghetti e crociere e la gestione dei nuovi combustibili. Ha evidenziato come i porti italiani, a differenza di quelli del Nord Europa, siano integrati nelle città, richiedendo una pianificazione e investimenti specifici. Ha anche ribadito l’importanza del ruolo dello Stato nella distribuzione delle risorse, come nel caso dei fondi del PNRR, e il contributo di Assarmatori nelle sedi istituzionali. La priorità, secondo il relatore , è l’allocazione degli investimenti pubblici per ottenere un ritorno economico, piuttosto che la mera internazionalizzazione dei porti. Ha concluso affermando che la riforma in corso fornirà gli strumenti necessari per far crescere il settore.

L’Assessore Francesco MARESCA ha portato i saluti del Sindaco f.f. Piciocchi. Ha poi posto una domanda tecnica riguardo all’elettrificazione delle banchine portuali, un progetto importante per Genova grazie ai fondi arrivati dal governo ed ha chiesto se il regime di aiuti dell’Unione Europea, previsto per giugno 2024, è sufficiente per sostenere gli investimenti nel cold ironing, che permette di alimentare le navi tramite elettricità, oppure se ci si aspettavano misure maggiori. Ha fatto notare che, pur con l’investimento del Ministero delle Infrastrutture, non sarà abbastanza per una completa elettrificazione e ha chiesto un parere sulla valutazione di questi aiuti, che ammontano a circa 564 milioni di euro.
Il relatore ha spiegato che il tema del cold ironing è complesso, principalmente a causa dell’assenza di omogeneità e accessibilità tra i vari terminal. Se un terminal è attrezzato con questa tecnologia e un altro no, le compagnie navali potrebbero preferire il terminal più produttivo, anche senza il cold ironing. Il problema, secondo Messina, è la mancanza di una visione centralizzata. Sebbene il cold ironing non sia necessario in tutti i porti, è fondamentale nei terminal orientati al traffico merci. Lo stesso vale per i depositi di carburanti alternativi: a Genova, ad esempio, sarebbe inutile avere un deposito di metanolo, dato che le navi potrebbero rifornirsi in altri porti hub. Per questo, Messina ha sottolineato la necessità di un approccio centralizzato per coordinare questi progetti a livello nazionale.

Il Presidente di Federagenti, Paolo PESSINA, ha sottolineato l’importanza di ridurre i conflitti tra le associazioni e di lavorare insieme per cogliere opportunità e affrontare difficoltà comuni. Ha evidenziato come, collaborando, le associazioni siano riuscite a superare difficoltà a livello nazionale e locale. Paolo Pessina ha insistito sulla necessità di presentarsi unite a Roma per trovare soluzioni concrete e ha sottolineato che, unendo le forze, le associazioni possono ottenere risultati positivi.

 Gian Enzo DUCI ha parlato dell’importanza del modello di formazione che Stefano Messina e la sua azienda stanno seguendo in favore di numerosi ragazzi che stanno entrando nel team, sottolineando che è unico nel settore dello shipping italiano e ricordando modelli simili nel nord Europa. Ha chiesto al relatore di spiegare come affrontano la formazione e le nuove regole per i giovani, differenti da quelle delle generazioni precedenti.
Il relatore ha spiegato che, pur non avendo la soluzione perfetta, lui e la sua azienda hanno imparato molto dalla loro esperienza e dai senior. Ritengono fondamentale avere regole chiare, anche se rigide, e hanno evidenziato la difficoltà di prendere decisioni in un gruppo con caratteri diversi.
Dal 2015, hanno sviluppato un piano di formazione per i giovani, che si concentra sullo sviluppo delle loro competenze all’interno dell’azienda. Hanno inoltre stabilito una regola secondo cui i giovani della famiglia non entreranno subito nell’azienda, ma prima dovranno fare esperienze esterne per sviluppare merito e passione. Il loro approccio è lento e paziente, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli errori.

 Nicola CAPUZZO ha posto due domande: la prima riguardante una riflessione di Stefano Messina sulla generazione attuale, che sarebbe meno “sanguigna” e più pragmatica rispetto al passato. Il giornalista ha chiesto come le future generazioni potrebbero affrontare la concorrenza in modo meno passionale. La seconda domanda riguardava le infrastrutture di Genova e la competitività dei porti italiani, chiedendo come affrontare i problemi riscontrati da compagnie come Cosco nonostante i miglioramenti infrastrutturali previsti per il 2030.
Messina ha risposto spiegando che la generazione attuale è meno passionale e più razionale, con un focus sui risultati economici anziché sulla passione personale. Riguardo alle infrastrutture, ha sottolineato che i porti italiani sono efficienti, e i problemi che le navi incontrano non dipendono da queste, ma da altri fattori come la congestione globale, che potrebbe peggiorare a fine anno.
Il Governatore BUCCI ha aggiunto che le infrastrutture sono cruciali per il futuro della città e della Blue Economy, e che devono essere realizzate rapidamente. Ha sottolineato che le navi che entrano a Genova generalmente non affrontano problemi legati all’efficienza portuale.
Infine, l’Ammiraglio PELLIZZARI ha osservato che eventuali problemi con Cosco o altre compagnie devono essere affrontati direttamente con la Capitaneria, non tramite i media, poiché la Capitaneria è sempre pronta a risolvere le problematiche.

Infine, Giampaolo MARINO ha condiviso una testimonianza personale, raccontando della sua collaborazione con la vecchia generazione dei Messina, i padri degli attuali dirigenti. Ha sottolineato che le scelte fatte all’epoca erano giuste per lo sviluppo della compagnia e che i sacrifici di quel periodo avevano come obiettivo la crescita dell’azienda. Sebbene oggi ci siano approcci diversi da parte dei giovani, Marino ha riconosciuto che anche queste scelte sono giuste. Ha infine espresso la sua gratitudine per il lavoro svolto sia dalla generazione passata che da quella attuale, considerando l’importanza di entrambi.

 La Presidente ha concluso la serata esprimendo il suo ringraziamento al relatore, ai partecipanti al dibattito ed a tutti i presenti. Ha sottolineato quanto abbia apprezzato la passione mostrata da tutti per lo shipping, il mare e la Blue Economy, evidenziando come questa passione sia stata assolutamente evidente durante tutto l’incontro. Ha inoltre ringraziato particolarmente il Presidente Messina, a cui ha consegnato una cravatta come segno di grande apprezzamento da parte del Propeller Club di Genova. Stefano Messina, infine, ha donato una bellissima al Propeller Club – Port of Genoa (il quale, secondo le parole espresse nella dedica,….”non perde mai la bussola”).

 

            

 

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEI TRASPORTI MARITTIMI E TERRESTRI E NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA DEL SETTORE “

Venerdì 31 gennaio e sabato 1 febbraio 2025, si è tenuta a Rapallo (GE), presso l’Hotel Excelsior Palace, la 3^ edizione del Forum

                                                                  “Shipping, Transport & Logistic Forum”

organizzato dal The International Propeller Club – Port of Genoa in stretta collaborazione con l’emittente televisiva Telenord che, con i suoi mezzi, ha anche reso possibile non solo la ripresa diretta televisiva di tutto l’evento ma anche la sua divulgazione in streaming-live.
Nell’ambito di questa manifestazione, si è tenuto il Convegno intitolato:

                                                                                 “MUOVERSI NEL FUTURO

         L’intelligenza artificiale nei trasporti marittimi e terrestri e nella transizione energetica del settore

Il Convegno si è sviluppato in tre Sessioni e una Tavola Rotonda. Le sessioni sono state dedicate all’approfondimento di tematiche chiave per il settore dello shipping, dei trasporti e della logistica, tra cui innovazioni tecnologiche, decarbonizzazione, sicurezza e sostenibilità. È stata posta particolare attenzione alle sfide della transizione tecnologica ed energetica, con un focus, veramente analitico e speciale, sull’impatto sempre più rilevante dell’Intelligenza Artificiale nel processo di trasformazione del settore marittimo e dei trasporti.
Tali sessioni sono state suddivise in quattordici Panels, a cui hanno partecipato oltre cinquanta relatori di alto livello, rappresentanti di enti, associazioni e aziende leader nel settore.
La Tavola Rotonda finale è stata dedicata alla discussione su competitività, opportunità, criticità e gestione del fattore umano, mettendo in evidenza il ruolo fondamentale della figura umana e dei valori umani anche nel futuro del settore.
Numerosi sono stati i relatori soci del Propeller Club – Port of Genoa, così come numerosa è stata la presenza in platea di soci appartenenti al Propeller Club.

In particolare, nella prima Sessione, è stato affrontato il tema del futuro dello shipping e dell’impatto che l’Intelligenza Artificiale può avere sul settore marittimo. L’innovazione tecnologica sta ridefinendo la navigazione e la gestione portuale, con terminals sempre più automatizzati e connessi. Un altro aspetto centrale è la transizione ecologica, con particolare attenzione alla decarbonizzazione e alle nuove forme di propulsione per le navi del futuro, accompagnate da certificazioni ambientali adeguate. La sicurezza ha assunto un ruolo chiave, sia in termini di navigazione che di comunicazioni, con un focus su cyber security, piattaforme tecnologiche avanzate e reti satellitari. Si è discusso inoltre dell’evoluzione del trasporto marittimo delle merci, analizzando nuove strategie, specializzazioni e sinergie tra operatori. Infine, sono stati approfonditi gli aspetti normativi, legali, assicurativi e finanziari, evidenziando le criticità e le sfide che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.

Nella seconda Sessione si è discusso del confronto tra le diverse modalità di trasporto e dell’evoluzione della logistica integrata, con un focus sulle innovazioni tecnologiche e sui servizi per il trasporto di merci e persone. Un tema centrale è stato il cambiamento nei modelli di business del trasporto terrestre delle merci, dove la transizione energetica e l’Intelligenza Artificiale stanno trasformando le strategie degli operatori. Parallelamente, il settore ferroviario si sta preparando a una nuova fase di sviluppo, grazie all’adozione di tecnologie avanzate e a una maggiore collaborazione con gli altri attori del trasporto. Si è parlato anche della logistica di nuova generazione, analizzandone vantaggi e criticità, con particolare attenzione all’uso dell’Intelligenza Artificiale per un sistema di trasporto marittimo, aereo e terrestre più efficiente, inclusivo e sostenibile. Infine, il dibattito ha toccato il settore del trasporto pubblico locale (TPL), esplorando l’impatto delle nuove tecnologie e delle strategie adottate dalle aziende per la transizione energetica. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale e la digitalizzazione giocano un ruolo chiave nel miglioramento dei servizi, con l’obiettivo di garantire maggiore efficienza e soddisfazione per gli utenti. Le imprese tecnologiche e gli operatori del settore hanno condiviso le loro esperienze, evidenziando le sfide e le opportunità future.

Nella terza Sessione si è parlato dell’evoluzione e della crescita della portualità e dell’intermodalità, con particolare attenzione al ruolo degli interporti. È stata affrontata la necessità di incrementare la competitività del settore portuale, analizzando il contributo che l’Intelligenza Artificiale e le più recenti tecnologie digitali possono offrire. Si è discusso anche dell’importanza delle sinergie tra i porti e l’intero sistema dei trasporti, evidenziando le connessioni tra le diverse modalità di movimentazione delle merci. Un altro tema trattato è stato lo sviluppo tecnologico degli interporti, con un focus su digitalizzazione, transizione energetica e Intelligenza Artificiale, mettendo in luce anche eventuali limiti e criticità.

Nella Tavola Rotonda di chiusura si è parlato della transizione verso un’Intelligenza Artificiale etica, del ruolo della “nuova manodopera” e della gestione del fattore umano. Sono stati affrontati i temi della competitività, delle nuove opportunità e delle criticità legate all’innovazione e si è anche discusso dell’importanza di una comunicazione corretta ed efficace nell’integrazione delle nuove tecnologie; ciò tendo sempre conto della necessità di tutelare il fattore umano ed i valori umani anche in un’epoca, come quella attuale, che vede sempre più forte ed invasivo il supporto dell’Intelligenza Artificiale.

Tra i vari momenti del Convegno si è anche avuto un incisivo collegamento on-line  con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini e si sono sviluppati gli interventi in presenza del Viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, Edoardo Rixi, del Presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, del Direttore Marittimo per la Liguria e Comandante del Porto di Genova, Amm. Piero Pellizzari, del Comandante della Squadra Navale della Marina Militare Italiana Amm. Aurelio De Carolis, e infine del Cardinale Arcivescovo emerito di Genova, Angelo Bagnasco che ha concluso la Tavola Rotonda offrendo profonde riflessioni sul rapporto tra progresso tecnologico e coscienza morale e sull’importanza di privilegiare sempre la dignità umana.

Il Convegno si è svolto in un formato simile a quello di un talk show televisivo, favorendo un confronto dinamico tra i relatori, che hanno potuto interagire tra loro in modo costruttivo, rispondere alle domande dei chairman e dibattere in maniera chiara e diretta. L’evento ha riscosso un notevole interesse tra il pubblico presente, veramente numeroso, ed ha registrato un grande successo.

SERATA PRENATALIZIA

Martedì 3 dicembre 2024, dalle ore 19.00, il Propeller Club – Port of Genoa ha tenuto la sua tradizionale riunione prenatalizia presso l’Hotel Bristol Palace. L’evento ha visto come relatore e ospite d’onore il neo eletto Presidente della Regione Liguria, Marco BUCCI.

La serata è stata anche l’occasione per la consegna della Targa Mariano Maresca a Carlo ALLODI (Cambiaso Risso), un riconoscimento meritatissimo per il suo straordinario contributo allo sviluppo e alla valorizzazione delle Assicurazioni Marittime.

L’incontro è iniziato con un aperitivo durante il quale sono stati distribuiti cotillons alle signore offerti dal Club nonchè altri presenti offerti a tutti i partecipanti da F.lli Cosulich (grazie all’interessamento dell’ing. Andrea Cosulich), dalla Guardia Costiera Ausiliaria, nuovo socio sostenitore (grazie all’interessamento del dott. Renato Causa), dal Gruppo Finsea (grazie all’interessamento del Consigliere dott. Filippo Gallo) e dal Consigliere dott. Federico Tondini.

Successivamente, la Presidente, Giorgia BOI, ha dato il benvenuto al foltissimo gruppo di partecipanti, ha salutato e ringraziato tutte le Autorità presenti ed ha proceduto alla consegna della Targa Mariano Maresca, giunta alla sua sesta edizione ed attribuita quest’anno – come da delibera del Consiglio Direttivo – al dott. Carlo ALLODI in riconoscimento del suo straordinario contributo alle assicurazioni marittime.
La Presidente ha presentato il dottor Carlo Allodi, spiegando le ragioni che hanno portato il Consiglio Direttivo a conferirgli, all’unanimità, la Targa: una lastra d’ardesia personalizzata con l’incisione di un antico veliero e una dedica celebrativa sul retro.
Ha evidenziato tre aspetti principali della sua carriera: l’attività assicurativa, che lo ha visto protagonista fin dal 1956 e lo ha infine portato a ricoprire il ruolo di CEO della CR International; il contributo associativo, decisivo per il riconoscimento della figura del broker assicurativo grazie al suo impegno nell’AIBA; e l’attività accademica, dove si è distinto come docente appassionato e coinvolgente.

Il dott. Marco RISSO ha successivamente reso omaggio al dott. Allodi, sottolineando le sue qualità umane e professionali.
Lo ha definito come una persona straordinaria e unica per la sua dedizione alla famiglia e al lavoro: ha ricordato con affetto i suoi 61 anni di matrimonio e il ruolo centrale nella Cambiaso Risso, dove è stato vicepresidente e un punto di riferimento per tutti, in particolare per i giovani.
Ha infine espresso, a nome suo e di Mauro Iguera, profonda gratitudine per tutto ciò che Carlo Allodi ha fatto per l’azienda, definendolo un faro di conoscenza e ispirazione.

Dopo aver ricevuto la Targa Mariano Maresca, Carlo ALLODI ha espresso sorpresa e gratitudine, sottolineando come il riconoscimento sia per lui un tributo a una lunga carriera iniziata nel 1956, durante la quale ha assistito a significative trasformazioni nel settore delle assicurazioni marittime, contribuendo con passione e dedizione. Carlo Allodi ha rimarcato il ruolo storico e attuale di Genova come capitale delle assicurazioni marittime, grazie al lavoro di una rete di professionisti come assicuratori, intermediari, periti e avvocati. Ha invitato a mantenere viva questa eccellenza e ha sottolineato il proprio impegno quotidiano in ufficio, anche a 89 anni, come modo per rimanere attivo e connesso con un ambiente giovane e dinamico. Ha, infine, ringraziato calorosamente per il riconoscimento ribadendo il suo orgoglio di far parte di un settore che rappresenta un pilastro per Genova.

Successivamente la Presidente ha lasciato la parola al Presidente della Regione Liguria Marco BUCCI, relatore della serata.

Il neo Presidente ha delineato la visione strategica della Liguria per i prossimi cinque anni, puntando a trasformare la Regione in un punto di riferimento globale per la Blue Economy. La posizione geografica unica della Liguria, rappresenta una risorsa chiave per attrarre traffici non solo dall’Asia, ma anche dall’Africa, in forte crescita economica.
Il relatore ha sottolineato che il mare, da sempre motore dell’economia ligure, deve tornare al centro delle politiche economiche nazionali, considerando il declino di settori come l’automotive. La Blue Economy, infatti, non si limita al trasporto, ma include comparti strategici come logistica, tecnologia, formazione e servizi specializzati. In questo contesto, Genova e la Liguria sono già esempi virtuosi, grazie alla loro tradizione marittima e al boom della nautica da diporto, cresciuta del 20% negli ultimi anni.
Per garantire un futuro solido alla Blue Economy, il Presidente Bucci ha posto l’accento su importanti progetti infrastrutturali: la nuova diga di Genova, il superbacino di Fincantieri e il potenziamento dei porti di Savona, Vado e Spezia. Inoltre, ha evidenziato il ruolo cruciale dei collegamenti ferroviari e stradali, citando la sopraelevata portuale di prossima inaugurazione come esempio di intervento strategico.
Un altro obiettivo è rafforzare il legame tra porto e città, superando le barriere logistiche e culturali per creare un’integrazione che valorizzi entrambe le realtà.
Marco Bucci ha poi evidenziato il deficit di competenze che affligge il settore, con 5.000 posti di lavoro scoperti ogni anno. Per colmare questa lacuna, è essenziale investire nella formazione e attrarre talenti, puntando su digitalizzazione e tecnologie avanzate.
Infine, il relatore ha sottolineato come la Liguria riesca a unire tradizione e innovazione, specialmente nel settore nautico, dove l’eccellenza italiana è apprezzata in tutto il mondo. Ha concluso il suo intervento affermando che, con una strategia chiara e investimenti mirati, la Liguria può rafforzare la sua leadership nel Mediterraneo e diventare un modello di crescita sostenibile e innovativa.

La Presidente Giorgia Boi ha chiesto al Presidente Bucci il suo parere riguardo alla creazione di un “Politecnico del Mare” a Genova, un centro internazionale di formazione universitario focalizzato sul settore marittimo in tutti i suoi profili.  Il Presidente Bucci ha appoggiato l’iniziativa, evidenziando progetti già in corso, come la “Fabbrica delle Idee” nel Waterfront, destinata a giovani e startup nel settore della Blue Economy. Il Presidente ha anche proposto di rafforzare il marketing territoriale, creando un sistema integrato di porti liguri sotto il nome “Liguria Ports”, per posizionare la regione come un hub marittimo europeo.

Al termine della relazione, che ha suscitato molto interesse e coinvolgimento da parte dei numerosissimi partecipanti, la Presidente Giorgia Boi, ha voluto porgere un sentito ringraziamento a tutti i presenti, augurando a tutti un felice periodo natalizio ed un buon anno nuovo.

Tutti i presenti hanno partecipato ad un caloroso brindisi, scambiandosi auguri di buone feste e dandosi appuntamento al prossimo anno.

              

 

 

 

L’ECONOMIA DEL MARE: ASSET STRATEGICO PER LO SVILUPPO DEL PAESE

Lunedì 25 novembre 2024, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso l’Hotel Bristol Palace, che ha visto come relatore ed ospite d’onore il Presidente di Confitarma Mario ZANETTI (Costa Crociere) sul tema, molto attuale ed interessante:

 

“L’ECONOMIA DEL MARE: ASSET STRATEGICO PER LO SVILUPPO DEL PAESE ”

 

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti ed il relatore, lasciando subito la parola all’Ammiraglio Piero PELLIZZARI, Comandante del porto di Genova e Direttore Marittimo della Liguria, per i saluti istituzionali. Successivamente, ha portato i propri saluti anche l’Assessore Francesco MARESCA, in rappresentanza del Comune di Genova.

La Presidente ha poi lasciato la parola al relatore della serata, Mario ZANETTI il quale, nella sua veste di Presidente di Confitarma, ha sottolineato quanto l’economia del mare sia strategica per l’Italia, non solo per il suo peso economico ma anche per l’importanza geopolitica e sociale. Per analizzare questo settore, il relatore ha scelto la nave come simbolo e punto di osservazione privilegiato, descrivendola come un asset centrale che riflette le sfide e le opportunità del comparto marittimo.

Non solo in rappresentanza di Confitarma ma anche come delegato di Confindustria, il Dott. Zanetti ha illustrato la forza del cluster marittimo italiano, che comprende oltre 1.200 navi e dà lavoro a più di un milione di persone, contribuendo per il 10% al PIL nazionale. Ha evidenziato alcune eccellenze del settore, come i traghetti, che nel 2023 si sono affermati come il sistema di trasporto merci più utilizzato, e il trasporto crocieristico, rappresentato da aziende come Costa Crociere. Ha anche ricordato il ruolo fondamentale delle navi nella rete globale, non solo per lo scambio di merci e persone, ma anche per il trasporto di dati tramite cavi sottomarini, un settore in cui l’Italia è protagonista.

Il relatore ha affrontato il tema cruciale della transizione ecologica, spiegando come il trasporto marittimo – già il più sostenibile tra i vari sistemi di trasporto (responsabile solo del 2% delle emissioni globali di CO2) – stia puntando ad ulteriori obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050. Il settore si sta muovendo verso carburanti alternativi e tecnologie innovative: la flotta italiana, ad esempio, ha un’età media di soli 20 anni, e Costa Crociere è stata pioniera nell’uso di navi alimentate a gas naturale liquefatto (LNG).
Tuttavia, il relatore ha evidenziato che questa trasformazione richiede investimenti enormi, stimati in 5 trilioni di dollari entro il 2050 ed ha sottolineato l’importanza di utilizzare i fondi derivanti dall’ETS (Emission Trading System) per sostenere questi cambiamenti, riducendo il costo dei carburanti alternativi e favorendo il rinnovo delle flotte. Ha anche espresso preoccupazione per l’effetto distorsivo dell’ETS nel Mediterraneo, dove le disomogeneità normative tra paesi rischiano di penalizzare i porti italiani a favore di quelli nordafricani, compromettendo la competitività del sistema nazionale.

Per mantenere competitività, il relatore ha sottolineato la necessità di porti moderni e ben attrezzati. Ha così parlato del progetto di cold ironing, che mira a ridurre le emissioni delle navi in porto tramite l’elettrificazione delle banchine, ma ha avvertito che senza un modello di costi sostenibile, queste iniziative rischiano di rimanere sulla carta. Ha poi ribadito l’urgenza di semplificare le normative, armonizzandole a livello europeo, e di riformare la governance portuale per eliminare sovrapposizioni e inefficienze.

Le crisi geopolitiche, come quelle in Medio Oriente, stanno influenzando le rotte commerciali globali, aumentando la rilevanza strategica del Mediterraneo. Il relatore ha anche evidenziato un’altra sfida cruciale: attrarre personale qualificato e rendere il settore marittimo più accessibile e attrattivo per le nuove generazioni.

Il relatore ha concluso il suo intervento sottolineando tre priorità fondamentali per il futuro del settore marittimo: rafforzare la competitività attraverso politiche mirate, sostenere l’innovazione tecnologica e puntare sulla sostenibilità come elemento chiave per lo sviluppo. Per farlo, ha ribadito, sarà essenziale unire risorse pubbliche e private, favorendo investimenti, ricerca e l’utilizzo di carburanti alternativi.
Queste azioni, secondo il Dott. Zanetti, non solo garantiranno il futuro del trasporto marittimo italiano, ma contribuiranno anche al progresso economico e sociale del Paese, consolidando l’economia del mare come pilastro strategico per l’Italia.

Successivamente si è tenuto un interessante dibattito, reso tale dalle domande ed osservazioni di numerosi soci, tra cui Giorgia Boi, Massimo Figari, Renato Causa, Mario Riccomagno, Nicola Capuzzo, Marco Novella, Fabrizio Vettosi ed Ezio Palmisani.

La Presidente Giorgia Boi ha concluso la serata ringraziando tutti i partecipanti ed il relatore, a cui ha consegnato un “crest” come segno di grande apprezzamento da parte del Propeller Club di Genova, invitando tutti al prossimo incontro di dicembre per la serata prenatalizia.

         

           

 

AGENZIE MARITTIME AL TIMONE

martedì 29 ottobre 2024, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso l’Hotel Bristol Palace, che ha visto come relatori (in ordine alfabetico):

                                 Gianluca CROCE, Lorenzo GIACOBBE e Paolo PESSINA

sul tema, molto attuale ed interessante:

 

“AGENZIE MARITTIME AL TIMONE”

 

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti e i relatori, dando il benvenuto a cinque nuovi Soci: Com.te Mariano Angileri del Corpo Piloti del Porto di Genova, Dott. Gian Alberto Cerruti di Gastaldi & C., Com.te Giuseppe D’Acquisto del Corpo Piloti del Porto di Genova, Dott. Marco Diodà di Costa Crociere e Dott. Adriano Parodi di Alpha Trading S.p.A..

Successivamente ha portato i propri saluti l’Assessore FRANCESCO MARESCA, in rappresentanza del Comune di Genova, il quale ha ringraziato il Propeller Club per l’ospitalità e ha portato i saluti del Sindaco Bucci. Ha evidenziato l’importanza di essere vicini al settore portuale e ai giovani, e ha condiviso quanto il suo ruolo di assessore gli abbia permesso di apprendere sulle dinamiche del porto, un settore in continua crescita in Italia. L’Assessore ha inoltre ribadito il compito dell’amministrazione di supportare le imprese con una visione europea, rispettando le normative, e ha manifestato interesse nell’approfondire la professione degli agenti marittimi, che considera fondamentale per l’economia locale e nazionale.

La Presidente ha poi lasciato la parola al primo relatore della serata, GIANLUCA CROCE, Presidente di Assagenti, il quale ha espresso grande soddisfazione per l’opportunità di parlare di agenzie marittime e della loro rilevanza, evidenziando come negli ultimi anni la loro identità come agenti marittimi, in particolare genovesi, sia diventata più solida grazie a un gruppo di lavoro coeso. Ha sottolineato l’importanza di Genova come centro dello shipping, evidenziando che la Liguria, e Genova in particolare, rappresentano una regione cruciale per l’industria portuale italiana e segnalando che la loro associazione, fondata nel 1945 e composta oggi da 115 aziende e 2.000 dipendenti, celebrerà l’anno prossimo 80 anni,
Il Relatore ha evidenziato l’importanza della formazione, con oltre 500 dipendenti formati ogni anno e il supporto di esperti come Gian Enzo Duci e Filippo Gallo. Tra i servizi offerti dall’associazione vi sono assistenza fiscale, giuslavoristica e operativa, oltre a programmi di formazione mirati a sviluppare nuove competenze, tra cui l’intelligenza artificiale. Ha inoltre rimarcato l’importanza del Job Center, che offre ai membri una rete di potenziali nuovi dipendenti.
Nel settore portuale, Gianluca Croce ha sottolineato l’importanza di mantenere Genova come porto polifunzionale, facendo appello alle istituzioni per la conclusione rapida delle opere infrastrutturali necessarie, come la nuova diga e l’espansione dell’area operativa di Voltri Pra. Ha anche affrontato il tema delle aree ex-ILVA, in gran parte inutilizzate, auspicando una soluzione rapida.
In merito alla digitalizzazione, Croce ha affermato che è essenziale per Genova tenere il passo con le nuove tecnologie, sottolineando che un porto all’avanguardia è cruciale per mantenere il ruolo di primo piano di Genova nello shipping internazionale. Ha infine espresso la speranza che Genova diventi la capitale dello shipping per i giovani italiani ed europei, ribadendo l’impegno dell’associazione nel promuovere la città come centro strategico per la logistica e il commercio globale.

Successivamente PAOLO PESSINA, Presidente di Federagenti, ha descritto il ruolo e le sfide attuali della Federazione, che rappresenta 468 aziende del settore marittimo in Italia, distribuite in 14 regioni costiere. Ha ricordato l’inizio del suo mandato in Assagenti a Genova durante la pandemia, un periodo di grande incertezza in cui, nonostante le difficoltà, il settore marittimo è rimasto operativo.
Il relatore ha parlato delle complessità del suo incarico, proseguito a Roma in un contesto segnato da nuovi scenari geopolitici e dalla guerra, che hanno fortemente condizionato lo shipping. Ha citato il suo predecessore, Alessandro Santi, che ha dato un’impronta geopolitica alla presidenza, sensibilizzando gli associati su tematiche internazionali rilevanti per il settore.
Paolo Pessina ha evidenziato le sfide specifiche della federazione: fornire supporto e risorse adeguate sia alle grandi multinazionali, concentrate a Genova, sia alle piccole aziende familiari sparse nei porti italiani. L’obiettivo è creare opportunità per le piccole imprese affinché possano migliorare le loro competenze, organizzazione e visione, restando competitive nel mercato futuro.
Ha poi sottolineato il potenziale dell’intelligenza artificiale come risorsa fondamentale per abbattere barriere di ingresso, permettendo alle aziende di qualsiasi dimensione di rimanere sul mercato con un minore investimento in tecnologie costose.
In chiusura, Paolo Pessina ha menzionato l’importanza della riforma della legge 135/1974, che regola la professione di raccomandatario marittimo, inadeguata alle esigenze attuali. Si sta lavorando a una revisione della normativa insieme ai funzionari ministeriali, con l’obiettivo di aggiornare la legge e mantenere il valore di questa regolamentazione unica in Europa.
Infine, il relatore ha parlato della sezione yachting di Federagenti, una parte molto rilevante della federazione che include alcuni tra i mediatori più importanti del Mediterraneo, guidata da un presidente e un consiglio indipendenti.

A tale proposito è intervenuto il nostro Consigliere ing. LORENZO POLLICARDO il quale ha sottolineato che nel 2025 la sezione yacht festeggerà il suo ventesimo anniversario e ha spiegato che Federagenti è una federazione di associazioni territoriali, mentre la sezione yacht rappresenta trasversalmente circa cinquanta aziende, pari al 10% delle agenzie marittime in Italia. Lorenzo Pollicardo ha descritto l’agente marittimo nello yachting come un importante ambasciatore del territorio, con un impatto economico rilevante grazie a iniziative turistiche e alla funzione di Genova come hub per yacht. Ha infine evidenziato l’evoluzione della sezione yacht, che include leaders internazionali.

Infine, LORENZO GIACOBBE, Presidente del Gruppo giovani di Assagenti, ha presentato le attività del Gruppo, che riunisce circa 40 giovani professionisti del settore marittimo, impegnati nelle aziende associate. Fondato nel 1992, il gruppo si pone l’obiettivo di integrare le nuove generazioni nell’associazione, migliorando la comprensione del settore e promuovendo un forte legame con il territorio ligure. In collaborazione con il Gruppo Giovani Riuniti, il gruppo affronta questioni di interesse locale come le prospettive occupazionali e i problemi della città.
Le iniziative includono convegni, seminari, attività di team building, fiere internazionali e progetti di sensibilizzazione civica, come una recente giornata di pulizia della spiaggia di Sturla. Inoltre, il gruppo collabora con l’Università di Genova per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e organizza eventi culturali per promuovere il patrimonio genovese.
Tra gli appuntamenti di rilievo, Lorenzo Giacobbe ha menzionato il seminario sui noli, un’opportunità di confronto su temi di mercato e geopolitici, e lo Youngster Shipping Party, un grande evento di networking per i giovani del settore.

Successivamente si è tenuto un interessante dibattito, reso tale dalle domande ed osservazioni di numerosi soci, compresi Giorgia Boi, Armando Capurro, Renato Causa, Marco Diodà e Angelo Scorza.

La presidente Giorgia Boi ha concluso la serata ringraziando tutti i partecipanti e i relatori, a cui ha consegnato un presente come segno di stima da parte del Propeller Club di Genova, invitando tutti al prossimo incontro di novembre.

   

 

NUCLEARE: “SOLO UN’OPZIONE O UNA REALE SOLUZIONE PER IL PAESE?”

Mercoledì 23 ottobre, il Propeller Club – Port of Genoa, in collaborazione con l’emittente televisiva Telenord, ha organizzato presso la splendida cornice di Palazzo Interiano Pallavicino il primo Forum dedicato alle “Nuove Energie“, incentrato sul tema:

NUCLEARE: “SOLO UN’OPZIONE O UNA REALE SOLUZIONE PER IL PAESE?”

L’evento ha visto la partecipazione di istituzioni, enti e aziende e ha trattato diverse tematiche, tra cui il ruolo del nucleare di nuova generazione, le prospettive e i tempi della fusione nucleare, e le applicazioni di questa tecnologia nei settori marittimo ed energetico.

Nella prima parte della giornata, diversi panel hanno approfondito i seguenti temi:

  1. La richiesta di energia nello scenario politico globale e il ruolo dell’energia nucleare nel mix energetico italiano futuro.
  2. Le nuove tecnologie: nucleare di IV generazione, reattori modulari, innovazione e scenari della ricerca scientifica.
  3. Il nucleare sicuro e il ruolo di Sogin nel panorama nazionale.
  4. La fusione nucleare e il contributo dell’industria italiana.

Nella seconda parte della giornata, curata specificamente dal Propeller Club – Port of Genoa, è stato approfondito il tema della regolamentazione, esaminando gli aspetti legali, finanziari e assicurativi.

Umberto Masucci, Presidente de The International Propeller Clubs, ha partecipato al primo panel dedicato alle applicazioni del nucleare di nuova generazione nel settore shipping e trasporto, evidenziando l’importanza di aggiornare le informazioni riguardanti il nucleare. Ha ringraziato Telenord e il Propeller di Genova per affrontare un tema complesso e innovativo. U.Masucci ha sottolineato che gli Stati Uniti possiedono il maggior numero di navi nucleari e ha accennato a un accordo trilaterale tra Australia, Stati Uniti e Regno Unito per lo sviluppo di tecnologie nucleari nei sommergibili.
Riguardo al settore civile, ha evidenziato che delle 13.714 navi costruite, solo 3 sono a propulsione nucleare. Ha ricordato le preoccupazioni relative alla sicurezza delle navi civili e del cambiamento delle opinioni sul nucleare, specialmente tra i giovani ed ha anche menzionato un progetto con Maersk per la realizzazione di una nave portacontainer nucleare prevista nei prossimi 10-15 anni. Infine, il relatore ha sottolineato l’importanza del nucleare nella transizione verso emissioni nette zero entro il 2050, esprimendo il suo impegno a discutere queste tematiche nell’assemblea nazionale del Propeller Club per dissipare dubbi e paure.

Nel panel dedicato ai limiti normativi nazionali e comunitari, moderato da Enrico Molisani, Vicepresidente del Propeller Club- Port of Genoa, è stata evidenziata l’importanza di aggiornare normative come il Nuclear Code del 1981, per consentire l’uso di reattori nucleari sulle navi e rispondere alla crescente domanda energetica, un tema che potrebbe interessare anche le compagnie petrolifere.
Flavia Melillo, in rappresentanza di ANIA, ha discusso il rapporto tra assicurazioni e nucleare, sottolineando la necessità di criteri ESG per investimenti sostenibili e come il settore possa supportare la transizione energetica tramite finanziamenti green. Ha anche evidenziato le difficoltà di assicurare il nucleare marittimo a causa della mancanza di dati storici sui rischi.
Ignazio Messina, Amministratore Delegato di Ignazio Messina S.p.A., ha valutato il potenziale del nucleare come carburante alternativo, citando vincoli normativi, costi elevati e sfide logistiche, sottolineando la necessità di equipaggi qualificati e di un quadro normativo aggiornato. Molisani ha poi introdotto il tema del “cold ironing” per l’alimentazione elettrica delle navi, mentre Messina ha notato che la proposta di installarlo era già stata avanzata nel 2009, ma ostacoli burocratici ne hanno impedito l’attuazione, menzionando anche i costi e la scarsità di tecnologie verdi disponibili.
Il panel si è concluso con un dibattito sulla gestione dei rischi finanziari e assicurativi, durante il quale Flavia Melillo ha affermato l’importanza di una solida copertura assicurativa nel merito creditizio delle aziende. Ignazio Messina ha evidenziato le limitazioni normative italiane per l’accesso delle navi nucleari nei porti, come a Genova, che devono essere superate per una piena transizione energetica.

A chiusura del Convegno si è infine tenuto un interessante dibattito sul tema “L’Università per la formazione della professionalità nel settore; l’importanza del confronto politico e istituzionale con l’opinione pubblica”.

Tra il pubblico è stata numerosa la presenza di professionisti e operatori del settore shipping e di tanti soci del Propeller Club.

       

 

 

 

PORTO/AEROPORTO UN BINOMIO VINCENTE PER GENOVA?

Martedì 24 settembre 2024, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato in apertura del nuovo anno sociale, la prima riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace, che ha visto come relatore il Prof. ENRICO MUSSO (neo-Presidente dell’Aeroporto di Genova, oltre che Professore universitario e Coordinatore del Corso di Laurea in Economia e Management Marittimo Portuale dell’Univ. di Genova e Direttore del CIELI) sul tema, molto attuale ed interessante:

                                                                       “PORTO/AEROPORTO

                                                      UN BINOMIO VINCENTE PER GENOVA?”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i presenti ed il relatore, dando il benvenuto a tre nuovi Soci Cap. Lorenzo Cervone di Ignazio Messina & C. S.p.A., Dott.ssa Giulia Dodaro di Consorzio Global e Dott. Emanuele Faranda di Ignazio Messina & C. S.p.A. a cui è stato consegnato l’attestato di appartenenza al Club.

Successivamente ha lasciato la parola al Sindaco Marco BUCCI il quale ha portato i saluti istituzionali del Comune di Genova, e ha raccontato di aver accumulato 5 milioni di miglia viaggiando frequentemente tra Genova e gli Stati Uniti, cercando sempre di partire da Genova per amore della sua città, auspicando che anche i cittadini facciano lo stesso per far crescere l’Aeroporto. Ha sottolineato l’importanza di usare lo scalo locale e ha evidenziato il grande vantaggio logistico di Genova: una piattaforma logistica concentrata in pochi chilometri costituisce un’opportunità che andrebbe sfruttata al massimo.

Successivamente la Presidente ha lasciato la parola al relatore della serata, ENRICO MUSSO, il quale ha sviluppato la propria relazione partendo dalla storia dell’Aeroporto di Genova. Ha sottolineato l’importanza di comprendere come questo scalo sia nato e si è evoluto nel tempo, evidenziando il contributo dell’idroscalo, attivo fin dagli anni ’20. Ha citato i primi voli di linea, tra cui quelli della società SANA e della SISA, che collegavano Genova con altre città italiane e straniere.
Ha sottolineato inoltre il paradosso della posizione dell’Aeroporto di Genova, che, pur essendo collocato in una città economicamente importante, si trova tra il ventesimo e il venticinquesimo posto per traffico a livello nazionale. Si è concentrato su come migliorare questa situazione, sfruttando le opportunità e i punti di forza della Regione.

Ha poi ripercorso la storia dello sviluppo dell’Aeroporto moderno, che ha visto la sua inaugurazione nel 1962 su una penisola artificiale, costruita attraverso grandi lavori di sbancamento. La struttura attuale è stata aperta nel 1986, con l’introduzione dei primi Jetways in Italia.
Il relatore si è poi concentrato sulla situazione attuale dell’Aeroporto di Genova e le sue prospettive future, sottolineando che nel 2019, il traffico passeggeri aveva raggiunto 1,5 milioni, ma a seguito della pandemia di Covid-19, si è registrata una lenta ripresa, che nel 2023 non ha ancora superato i livelli pre-pandemia, sebbene il traffico nazionale sia tornato ai livelli del 2018.
Ha poi presentato dati sul traffico attuale, indicando che i voli domestici rappresentano il 60%, mentre il 40% sono voli internazionali. Ha notato che il 61% dei passeggeri utilizza compagnie low-cost e ha evidenziato il basso utilizzo dell’Aeroporto da parte dei crocieristi, che tendono ad arrivare in altre città prima di raggiungere il porto, nonostante Genova sia un importante hub per le crociere, con il 24% dei passeggeri crocieristi in Italia.
Il Prof. Musso ha parlato delle opportunità di sviluppo per l’Aeroporto, nonostante la concorrenza degli aeroporti vicini come Nizza, Torino e Milano. Ha affermato che Genova, con una popolazione significativa nella sua area di catchment, potrebbe migliorare i collegamenti aerei attraverso hub internazionali.
In particolare, ha sottolineato il potenziale turistico, specialmente per le crociere, dove Genova è una delle principali città italiane. Ha presentato un potenziale mercato di crocieristi molto più ampio rispetto ai numeri attuali. Ha quindi indicato la necessità di attrarre più passeggeri all’Aeroporto di Genova, migliorando le connessioni e i servizi di trasporto.
Il relatore ha infine presentato a un programma di investimenti nel Porto di Genova, che include il revamping dell’Aeroporto, con miglioramenti già in corso come il rifacimento del sistema di gestione dei bagagli e una nuova area extra Schengen. In particolare, ha evidenziato l’importanza della nuova stazione ferroviaria di Genova Aeroporto, che faciliterà l’accesso all’aeroporto grazie a un moving walk, rendendo più rapidi e comodi i collegamenti con la città e i terminal crocieristici. Questa innovazione permetterà un miglior flusso di passeggeri, specialmente crocieristi, e contribuirà a potenziare l’attrattività dell’aeroporto per il turismo e le crociere.

Dopo l’interessante relazione, si è aperto un dibattito, molto articolato.

Giorgia Boi ha sottolineato l’importanza di distinguere tra il traffico aereo in arrivo e in uscita da Genova, per trovare le migliori soluzioni per incentivare i movimenti. Ha evidenziato la necessità di migliorare l’attrattiva dell’Aeroporto attraverso accordi con le compagnie di navigazione ed un miglioramento dei servizi. Ha anche sottolineato che, data la limitata popolazione di Genova, occorre attrarre passeggeri dalle regioni circostanti, risolvendo i problemi di viabilità.

Enrico Musso ha concordato, evidenziando che la fruibilità dell’Aeroporto dipende anche dalle infrastrutture stradali e ferroviarie e riconoscendo i problemi attuali con le autostrade. Ha affermato che la nuova stazione ferroviaria potrebbe contribuire a migliorare la situazione, ma non risolve completamente il problema.

Alla domanda di Marco Novella sul traffico Cargo, il relatore ha risposto spiegando che in passato il traffico combinato mare-aereo è stato limitato a causa delle diverse esigenze delle merci. Tuttavia, in futuro, con l’aumento del traffico merci e la congestione delle infrastrutture stradali, potrebbe esserci un’opportunità per una maggiore integrazione tra Porto e Aeroporto di Genova. Ha evidenziato l’importanza di collaborazioni tra spedizionieri e l’Aeroporto per sviluppare questa piattaforma logistica, a patto che ci sia domanda di mercato.

Renato Causa ha sottolineato che Genova era un hub importante per il cambio degli equipaggi marittimi e che l’Aeroporto potrebbe ancora servire a questa funzione. Una volta, queste operazioni erano concentrate a Genova, ma ora sono diminuite. Enrico Musso, concordando sull’importanza di mantenere questo servizio, ha avvertito che altre città, come per esempio Barcellona, potrebbero rubare il ruolo di Genova, compromettendo anche le forniture di bordo e altre attività collegate. Ha sottolineato quindi la necessità di difendere le eccellenze di Genova in un contesto sempre più competitivo.

Fabio Capocaccia ha ricordato che negli anni ’90 e 2000 l’Aeroporto di Genova, controllato al 60% dall’Autorità portuale, gestiva circa un milione di passeggeri, con l’obiettivo di raggiungere 2,5 milioni. Tuttavia, oggi non si è ancora arrivati a 1,5 milioni, poiché i passeggeri sono aumentati negli aeroporti vicini. Crede che il piano presentato da Musso possa risolvere questo problema e portare a un aumento significativo dei passeggeri, sottolineando anche l’importanza delle crociere, che stanno riprendendo dopo il Covid.

Federico Martinoli ha sollevato la questione su come organizzare il pooling dei crocieristi, dato che provengono da molte località diverse. Enrico Musso ha risposto che, sebbene non si possa partire da tutte le destinazioni possibili, esistono aree con una certa concentrazione di crocieristi, come Germania e Scandinavia. Crede che collegamenti aerei da città come Berlino, Stoccolma e Edimburgo possono facilitare l’arrivo dei turisti in Liguria, che attira sempre più visitatori internazionali. Con più voli disponibili, ci sarebbero anche più passeggeri.

Eugenio Massolo si è poi domandato perché MSC non sia stata inclusa nella gestione dell’Aeroporto di Genova, dato il suo potenziale nel settore crocieristico. Il relatore ha risposto che la decisione era già stata presa prima del suo arrivo. Ha sottolineato che il Consiglio di Amministrazione deve cercare un socio privato interessato allo sviluppo di Genova, non necessariamente un gestore aeroportuale: appare necessario attrarre investitori e ottenere le migliori condizioni, accogliendo eventualmente MSC se decidesse di partecipare. La priorità è trovare un partner che possa contribuire allo sviluppo dell’Aeroporto, anche se non ha esperienza nella gestione aeroportuale.

Carlo Silva ha espresso preoccupazione riguardo alla concorrenza che il terzo valico potrebbe portare allo sviluppo dell’Aeroporto di Genova. Enrico Musso ha risposto affermando che è favorevole alla concorrenza e che, se l’Aeroporto diventasse piu’ competitivo, potrebbe attrarre passeggeri da altri aeroporti, ove si renda più facile l’accesso a Genova. Ha sottolineato che il miglioramento delle infrastrutture potrebbe incentivare i viaggiatori a scegliere Genova, invece di aeroporti congestionati come Linate.

Lorenzo Cervone ha chiesto se lo sviluppo dell’Aeroporto e il problema del cono aereo sono stati considerati in relazione alla movimentazione del carico, in particolare riguardo all’altezza delle gru e alle strutture nella zona di Sampierdarena. Il relatore ha affermato di non avere al momento risposte sul cono aereo.

Infine, il Sindaco Marco Bucci ha rilevato la discrepanza tra il numero di abitanti di Bergamo (200.000) e i suoi passeggeri (14 milioni), sottolineando che Bergamo ha attratto passeggeri grazie a un hub low cost. Ha così affermato che Genova ha bisogno di una “scintilla” per decollare, con un’operazione simile a quella di Bergamo. Enrico Musso ha riconosciuto che ci sono varie compagnie low cost e che Genova potrebbe essere l’hub per una di esse, ma ha evidenziato la forte competizione con altri aeroporti. Il Sindaco ha ribattuto affermando che si tratta di una questione di competitività, ritenendo, ad esempio, che se una compagnia lavorasse a Genova gratuitamente, potrebbero verificarsi cambiamenti significativi.

Al termine della serata, molto coinvolgente, la Presidente Giorgia Boi ha espresso un sentito ringraziamento a tutti i numerosissimi partecipanti ed, in particolare, al relatore, a cui ha consegnato un presente come segno di stima e di apprezzamento da parte di tutto il Propeller Club di Genova e ha dato appuntamento al prossimo appuntamento di ottobre.