Martedì 28 aprile 2026, il Propeller Club – Port of Genoa ha organizzato una riunione conviviale presso la splendida location dell’Hotel Bristol Palace che ha visto come relatore ed ospite d’onore, di fronte ad una affollatissima platea, Stefano MESSINA (Presidente di Assarmatori e Vice Presidente Esecutivo Ignazio Messina & C. S.p.A.) sul tema:

“GENOVA, HORMUZ: QUANTO DISTA DAVVERO LO STRETTO DAL NOSTRO PORTO?”

L’incontro è iniziato alle ore 19.00 e, dopo l’aperitivo e la cena, la Presidente Giorgia BOI ha salutato e ringraziato i numerosi presenti e il relatore, dando il benvenuto a cinque nuovi Soci: Carla Bellieni (Studio Piana Illuzzi Queirolo Trabattoni), Mattia Canevari (Assarmatori), Emanuele Gais (Ignazio Messina & C. S.p.A.), Pietro Messina (Ignazio Messina & C. S.p.A.) e Raffaella Vianello (Studio Legale Turci).
La Presidente Giorgia Boi ha poi introdotto brevemente il tema della serata, focalizzato sulle attuali dinamiche geopolitiche e sui loro effetti sul trasporto marittimo, con particolare riferimento alla crisi nell’area di Hormuz e alle conseguenze sui mercati energetici e logistici.
Sono poi intervenuti Stefano Balleari, Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, che ha portato i saluti istituzionali della Regione e del Presidente Marco Bucci, e il Vicesindaco Alessandro Terrile, in rappresentanza della Sindaca Silvia Salis.
Per l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale erano presenti il Dott. Massimo Anselmi e il Dott. Silvio Fremura.

La Presidente ha poi dato la parola a Stefano MESSINA, che ha aperto il proprio intervento ringraziando per l’accoglienza e sottolineando il valore degli incontri del Propeller, sempre occasione di confronto professionale e umano. Ha evidenziato con soddisfazione la presenza di molti giovani e una crescente partecipazione femminile nel settore.
In apertura ha ricordato Decio Lucano, figura che ha contribuito in modo significativo a mettere in relazione il mondo dello shipping con quello dell’informazione specializzata.

Entrando nel tema della serata, il relatore ha spiegato che la crisi nell’area dello Stretto di Hormuz sta avendo un impatto importante sul trasporto marittimo. Le navi, per evitare le zone di conflitto, devono seguire rotte più lunghe, con un aumento dei tempi di navigazione e un uso maggiore della capacità disponibile.
Sul piano energetico, ha ricordato che una parte significativa del petrolio mondiale passa da quell’area, ma ha chiarito che per l’Europa e per l’Italia il problema non è tanto l’approvvigionamento, quanto l’effetto sui prezzi, che risentono anche delle dinamiche dei mercati finanziari.
Per i diversi settori dello shipping, ha spiegato che le petroliere hanno visto un forte aumento dei noli
per via della maggiore domanda di trasporto, mentre nel bulk gli aumenti sono più contenuti. Il traffico passeggeri, come traghetti e crociere, non ha invece subito impatti rilevanti.
Il settore più colpito è quello dei container: la situazione nell’area ha ridotto la disponibilità di navi e aumentato i costi, con effetti anche sui traffici e sulle economie dei Paesi del Golfo, che oggi sono sempre più attivi anche come esportatori.
Un altro punto importante ha riguardato le condizioni dei marittimi. Il Presidente Messina ha distinto tra chi lavora su navi moderne e ben organizzate, dove gli standards restano elevati, e chi invece opera su unità più vecchie o meno sicure, dove le condizioni di vita sono molto più difficili.
Ha poi evidenziato che anche le assicurazioni marittime stanno risentendo della situazione, con un forte aumento dei premi legati al rischio guerra, che in alcuni casi porta anche a dinamiche speculative.
Infine, ha sottolineato che, nonostante le difficoltà, il trasporto marittimo continua a funzionare, ma il contesto resta molto critico sia dal punto di vista economico sia per le conseguenze umane legate ai conflitti.

Successivamente si è aperto un ampio dibattito con i presenti, durante il quale sono stati approfonditi diversi temi legati alla relazione.
Si è parlato innanzitutto delle difficoltà operative nelle aree di crisi e delle conseguenze economiche della situazione attuale. Il relatore ha confermato che l’allungamento delle rotte e l’aumento dei rischi stanno facendo crescere i costi, con effetti inevitabili anche sui prezzi finali.
Un altro tema affrontato è stato quello dei rapporti con l’Iran. Il Presidente Messina ha ricordato che in passato esistevano collegamenti diretti e redditizi, poi interrotti per ragioni geopolitiche e normative. Ha inoltre descritto una situazione interna complessa, con forte malcontento sociale.
Sul fronte del mercato, si è discusso dell’aumento dei noli e della sua sostenibilità nel tempo. Il relatore ha spiegato che nel settore container l’impatto sull’inflazione è oggi limitato e in parte già in stabilizzazione, mentre effetti più significativi si registrano nei comparti energetici.
Sono poi emerse alcune ipotesi di carattere geopolitico e operativo, come la possibilità di controllare in modo selettivo il passaggio nello Stretto di Hormuz oppure di creare infrastrutture alternative ed il relatore ha spiegato che si tratta però di scenari molto complessi e ancora poco chiari, su cui è difficile fare previsioni.
Nel dibattito si è parlato anche dei rischi per gli armatori in caso di blocchi prolungati delle navi. Il relatore ha sottolineato che non esistono soluzioni semplici e che, in alcuni casi, si continuano ad assumere rischi elevati per garantire la continuità dei traffici. Ha inoltre escluso particolari criticità sul fronte cyber, richiamando invece l’importanza delle procedure operative tradizionali nelle situazioni di emergenza.
È stato affrontato anche il tema della pirateria, il Presidente Messina ha spiegato che, dopo anni di calo, si sta registrando una possibile ripresa del fenomeno, probabilmente legata alla diversa distribuzione delle risorse militari su altri scenari di crisi.
Un ulteriore punto ha riguardato la formazione e la collaborazione con il mondo universitario. Il relatore ha confermato la volontà del settore di rafforzare questi rapporti, sottolineando l’importanza di investire sui giovani e sulle competenze.
Infine, si è discusso del ruolo delle marine militari. Il Presidente Messina ha evidenziato come l’Italia sia già attiva nella tutela delle rotte e come, in prospettiva, potrebbe diventare sempre più importante un maggiore coinvolgimento dei Paesi europei nella sicurezza marittima.
La Presidente Giorgia BOI ha concluso la serata sottolineando come l’incontro abbia offerto numerosi spunti di riflessione su una situazione complessa e attuale, esprimendo fiducia nella capacità del settore marittimo di affrontare e superare le difficoltà.
Ha rivolto un sentito ringraziamento al Presidente Stefano MESSINA per l’intervento, definito particolarmente interessante, attuale e ricco di contenuti.

A nome del Propeller Club, la Presidente ha infine consegnato al relatore un omaggio: una collana di testi, foto ed immagini antiche, dedicati al mondo delle navi e dei marinai, scelti come richiamo ai momenti storici, anche difficili, in cui la marineria ha dimostrato il proprio valore.

   

 

GENOVA, HORMUZ: QUANTO DISTA DAVVERO LO STRETTO DAL NOSTRO PORTO?